Per una nuova Gardone Riviera
idee, parole e fatti…in diretta dal Lago di Garda
idee, parole e fatti…in diretta dal Lago di Garda
2 set
Per trasparenza allego i costi della manifestazione
Costi di ospitalità per i relatori: 87€
Buffet post manifestazione (pizza + patatine + salatini + bevande miste): 15€
Stop
Costo totale: Tanto tempo e passione + 103€
Sperando di essere stato esaustivo
Un cordiale saluto
Stefano Ambrosini
31 ago
Allego interessante rassegna stampa.
Buona lettura
Stefano Ambrosini
TRENTO. Giro di vite sul fumo passivo. La Provincia ha deciso di vietare le sigarette sotto le pensiline delle fermate dei mezzi del trasporto pubblico. La decisione non è ancora operativa, ma la volontà di intervenire è stata manifestata dall’assessore Ugo Rossi che l’ha messa nero su bianco nella risposta ad una interrogazione sul punto del consigliere della Lega Mario Casna.
«Il Servizio provinciale Trasporti Pubblici – scrive l’assessore alla Sanità – tenuto conto anche delle lamentele recentemente manifestate dagli utenti – si è attivato nei confronti di Trentino Trasporti al fine di valutare modalità e tempi per l’estensione del divieto di fumo agli spazi chiusi delle pensiline».
L’interrogazione di Mario Casna prende le mosse da una serie di segnalazioni raccolte dal «paladino dei cittadini» Claudio De Paoli che, nei mesi scorsi, aveva iniziato una propria personale battaglia contro il fumo passivo respirato dagli utenti dei bus in attesa nelle pensiline alle fermate. De Paoli aveva richiesto un parere anche all’azienda sanitaria. Gli uffici di via Degasperi avevano risposto che – dipendesse da loro – vieterebbero subito le sigarette. Ma non avendo competenza sul tema si sono trovati costretti a consigliare a De Paoli di rivolgersi al Comune o alla Provincia.
E così De Paoli ha preso carta e penna e ha chiesto l’intervento del consigliere provinciale Mario Casna. Il quale – il 27 gennaio scorso – ha presentato un’interrogazione per chiedere di porre rimedio ad una situazione da più parti ritenuta intollerabile. Nella sua replica l’assessore Rossi ha ricordato che una legge provinciale del 2004 vieta già il fumo sui mezzi pubblici e nelle sale di attesa delle stazioni e delle fermate. Una successiva circolare ha specificato che il divieto non si estende agli spazi all’aperto, ricomprendendo tra questi anche quelli «privi di copertura e di barriere laterali tali da pregiudicare la circolazione dell’aria e comunque secondo buon senso». Ora il divieto verrà esteso anche questi spazi.
Esulta Claudio De Paoli: «Era ora. Mi sembra si tratti di una scelta di civiltà. Se uno vuol farsi del male fumando che faccia pure, ma questo non può pregiudicare la salute di anziani e ragazzi costretti a respirare il fumo passivo mentre aspettano il bus».
30 ago
Come ormai da habituè, vi aggiorno sui dati statistici della gestione rifiuti di gardone
| Vegetale 2010 | Vegetale 2009 | |
| gennaio | 51.900 | 115.240 |
| febbraio | 6.761 | 129.140 |
| marzo | 21.075 | 149.270 |
| aprile | 14.267 | 115.740 |
| maggio | 19.816 | 112.300 |
| giugno | 18.924 | 114.310 |
| luglio | 19.763 | 118.730 |
| agosto | ||
| settembre | ||
| ottobre | ||
| novembre | ||
| dicembre | ||
| 152.506 | 854.730 |
| Indifferenziata 2010 | TOT 2010 | |||
| RSU | RPS | RSI | ||
| gennaio | 71.030 | 20.070 | 2.660 | 93.760 |
| febbraio | 69.290 | 8.636 | 417 | 78.343 |
| marzo | 90.190 | 14.383 | 310 | 104.883 |
| aprile | 130.210 | 10.207 | 3.108 | 143.525 |
| maggio | 143.160 | 14.260 | 1.272 | 158.692 |
| giugno | 131.750 | 10.388 | 3.124 | 145.262 |
| luglio | 167.750 | 12.463 | 1.891,0 | 182.104 |
| agosto | 0 | |||
| settembre | 0 | |||
| ottobre | 0 | |||
| novembre | 0 | |||
| dicembre | 0 | |||
| 803.380 | 90.407 | 12.782 | 906.569 |
| Indifferenziata 2009 | Tot 2009 | |||
| gennaio | 75.470 | 690 | 5.360,0 | 81.520 |
| febbraio | 71.060 | 20.180 | 9.480,0 | 100.720 |
| marzo | 80.980 | 16.660 | 10.380,0 | 108.020 |
| aprile | 132.030 | 6.860 | 12.620,0 | 151.510 |
| maggio | 134.530 | 7.550 | 7.000,0 | 149.080 |
| giugno | 147.690 | 6.320 | 13.620,0 | 167.630 |
| luglio | 158.280 | 10.370 | 17.440,0 | 186.090 |
| agosto | 0 | |||
| settembre | 0 | |||
| ottobre | 0 | |||
| novembre | 0 | |||
| dicembre | 0 | |||
| 800.040 | 68.630 | 75.900 | 944.570 |
| Decremento 2010 vegetale | |
| -702.224 | -82,16% |
| Decremento 2010 indeifferenziata | |
| -38.001 | -4,02% |
Il Trend rimane come sempre positivo e l’analisi statistica conferma un netto calo del vegetale con un risparmio presunto risparmio stimato rispetto alla gestione 2009 di circa 54070€ relativo al vegetale e di circa 4560€ per l’indifferenziata.
Altre info interessanti (aumenti rispetto al 2009):
Sperando di aver fatto cosa utile,
Un cordiale saluto
Stefano Ambrosini
| Vegetale 2010 | Vegetale 2009 | |
| gennaio | 51.900 | 115.240 |
| febbraio | 6.761 | 129.140 |
| marzo | 21.075 | 149.270 |
| aprile | 14.267 | 115.740 |
| maggio | 19.816 | 112.300 |
| giugno | 18.924 | 114.310 |
| luglio | 19.763 | 118.730 |
| agosto | ||
| settembre | ||
| ottobre | ||
| novembre | ||
| dicembre | ||
| 152.506 | 854.730 |
26 ago
Comunicazione di servizio. Tutti i 500 coupon disponibili per la notte fondente del 27-08-2010 sono ESAURITI
25 ago
Su iniziativa del vicesindaco Ing.Giampiero Seresina e con la collaborazione di Systemtec, UT e altri abbiamo posizionato questa telecamera REAL TIME STREAMING disponibile a tutti!
è disponibile inoltre una pagina dedicata sul comune con il servizio meteo
http://www.gardoneriviera.eu/webcam/meteo-webcam.html
Buona Visione
Stefano Ambrosini
22 ago
Carissimi lettori,
riporto e rispondo ad un articolo tratto dal giornalino della minoranza “Gardone Insieme news”.
Chiusura del centro raccolta rifiuti: quando la fretta fa brutti scherzi
Con l’autunno scorso sono arrivate alcune “novità”: i nuovi amministratori, preoccupati per i costi dello smaltimento rifiuti in continuo aumento, decidono di fare un primo intervento togliendo i cassonetti del verde: costano troppo ed ino,ltre vengono utilizzati da giardinieri, per giunta non residenti.
Risultato: il verde confluisce nei cassonetti dell’indifferenziata con aumento dei costi per lo smaltimento, ingorgo dei cassonetti stessi e rabbia dei cittadini che non sanno più dove smaltire i propri rifiuti. Una soluzione comunque, a detta degli amministratori c’è: far confluire il verde in località Traina. Peccato che i cittadini non siano stati informati preventivamente!
A questo punto deve procedere senza alcun intoppo, anche perchjè, per poter meglio ricevere il verde, si decidono alcune migliorie (più esattamente la spesa di 11.364,00 €, come da determina del 31-12-2009, nella quale si cita la “fornitura di tessere d riconoscimento utente, idonea cartellonistica per il centro raccolta Traina e modulistica per la gestione dei conferimenti del vegetale presso il centro medesimo”)
A breve,però, non contenti della soluzione da loro stessi adottata, i nuovi amministratori decidono di chiudere il Centro raccolta senza prima siglare preventivamente un’accordo con il Comune di Salò e con Gardauno per utilizzare il centro di Cunettone.
Risultato: il povero cittadino: ancora una volta tenuto all’oscuro di tutto, non ha più dove portare i propri rifiuti ingombranti, salvo gettarli nei luoghi più disparati. Il perchè della decisione è presto detta: i nuovi Amministratori scoprono che il Centro non è a norma ed è apreto in deroga alle norme vigenti. Informazione che, quantomeno i consiglieri della passata amministrazione (mi riferisco agli attuali Sindaco, all’Assessore ai servizi sociali e al Consigliere delegato ai lavori pubblici) dovevano avere, visto il progetto del nuovo centro raccolta già in fase di realizzazione. Ecco quindi qual’è, a nostro avviso, il problema: ancora una volta la fretta, una certa superficialità e l’improvvisazione hanno portato a soluzioni non adeguate.
Ancora una volta è mancata un’attenta analisi preventiva alla situazione, è mancata un progetto che tenesse conto delle ovvie conseguenze ed è mancata anche una comunicazione tempestiva puntuale ai cittadini. Per questo come minoranza abbiamo presentato al sindaco un’interrogazione perchè il problema venisse affrontato in modo finalmente adeguato.
Innanzitutto partiamo dall’interrogazione della Professoressa Sara Rita Flora (datata Marzo 2010).
Ecco la mia risposta in consiglio:
OGGETTO: Risposta all’interrogazione sul centro di raccolta rifiuti in località Traina
Gentilissima Prof.ssa Sara Rita Flora,
Gentilissimi consiglieri,
In merito ai punti sottoscritti nell’interrogazione sul centro di raccolta:
- La chiusura del Centro di Raccolta “temporaneo” di rifiuti è conseguenza di una decisione presa dall’Amministrazione Comunale dopo una serie di incontri con l’ufficio Rifiuti della Provincia di Brescia, nella persona del Geom. Braga e della Responsabile Dott.ssa Massi. Vista la situazione attuale con un Centro di Raccolta mai segnalato all’ente provinciale e considerato come “centro di stoccaggio abusivo di rifiuti” e vista l’attuazione in data 18 Gennaio 2010 del D.M.13 maggio 2009 (Gu 18 luglio 2009 n. 165) (ossia la Modifica del decreto 8 aprile 2008, recante la disciplina dei centri di raccolta dei rifiuti urbani raccolti in modo differenziato, come previsto dall’articolo 183, comma 1, lettera cc) del decreto legislativo 3 aprile 2006, n. 152, e successive modifiche ) l’amministrazione ha valutato come unica opzione la chiusura del centro di raccolta e la stipula di una convenzione con l’operatore GARDAUNO per l’utilizzo dell’isola ecologica di Salò-Cunettone per 14 mesi da parte dell’utenza domestica e non domestica. Il nostro centro era non a norma di legge per molteplici fattori tra i quali:
- La mancanza di un’adeguata guardiola per il personale di controllo
- La mancanza di personale adeguatamente formato assunto dal comune oppure assunto da una cooperativa specializzata e/o dal Gestore
- La mancanza di personale gestore iscritto all’Albo nazionale gestori ambientali
- La mancanza di un adeguato censimento del rifiuto in ingresso, specialmente per le utenze non domestiche
- La mancanza di una viabilità interna funzionale al corretto conferimento (Il sito prescelto deve avere viabilità adeguata per consentire l’accesso sia alle autovetture o piccoli mezzi degli utenti, sia ai mezzi pesanti per il conferimento agli impianti di recupero e/o smaltimento)
- Mancanza di una adeguata viabilità interna;
- Mancanza di pavimentazione impermeabilizzata nelle zone di scarico e deposito dei rifiuti;
- Mancanza di un idoneo sistema di gestione delle acque meteoriche e di quelle provenienti dalle zone di raccolta dei rifiuti;
- Mancanza di una recinzione di altezza non inferiore a 2 m;
- Mancanza di un’adeguata barriera esterna, realizzata con siepi e/o alberature o schermi mobili, atta a minimizzare l’impatto visivo dell’impianto. Deve essere garantita la manutenzione nel tempo.
- Mancanza di rampe carrabili per il conferimento nei cassoni (come da comma 3.1)
- Mancanza della copertura fissa o mobile (tettoia RUP) per il conferimento dei rifiuti pericolosi
- Le intenzioni dell’amministrazione comunale rispetto a tale problema sono quelle di continuare il servizio tramite la convenzione con l’isola di Salò-Cunettone e di intraprendere tutte le strade possibili per la realizzazione di un centro di raccolta di proprietà esclusivamente comunale che sia funzionale all’uso dell’utenza domestica e non domestica e orientata ad una prossima politica sul sistema integrato della gestione rifiuti a modello differenziata spinta in combinazione ad una applicazione della TIA a tariffa puntuale.
- I tempi della risoluzione dipenderanno dalla trattativa con il Gestore GARDAUNO in merito al progetto definitivo della nuova isola ecologica che andrebbe costruita in località traina. Attualmente si sta discutendo per valutare delle modifiche al progetto definitivo sulla base di una consulenza esterna che abbiamo chiesto alla SAVNO di Conegliano Veneto. Il nostro consulente ha riscontrato una serie di problematiche sia a livello funzionale che di modello di gestione del centro e siamo studiando con GARDAUNO le eventuali variazioni del progetto.
- L’amministrazione intende procedere con una campagna di valenza storica in merito alla sensibilizzazione della cittadinanza sia residente che non residente sul corretto conferimento dei rifiuti e sulla modalità di utilizzo della convenzione con l’isola ecologica di salò. Attualmente sono stati organizzati e effettuati 4 incontri nelle frazioni nei quali è stata illustrata alla cittadinanza la situazione legata alla chiusura del centro di raccolta. Per la campagna di sensibilizzazione si sta valutando in tempi brevissimi un incarico di consulenza esterna ad un ente che imposti il lavoro legato alla cittadinanza residente e non, iscritta a ruolo nella TARSU. La campagna ad ogni modo sarà continuativa e non UNA TANTUM. Questa si svolgerà divisa in più parti:
- Incontri informativi aperti al pubblico con personale esperto che tratterà l’argomento della raccolta differenziata dei rifiuti e le corrette modalità di conferimento;
- Creazione di materiale informativo (brochure, adesivi, etc) multilingue che verrà recapitato a tutte le utenze;
- Introduzione di una campagna di sensibilizzazione scolastica sulla raccolta differenziata affrontata da personale formato professionalmente.
In merito alle richieste avanzate dalla Professoressa Rita Sara Flora:
- Il potenziamento dei punti di raccolta nelle varie frazioni è previsto con la raccolta dei rifiuti abbandonati e con altre iniziative a livello di convenzione con GARDAUNO;
- Verrà introdotta la raccolta porta a porta dell’umido per la ristorazione
- Stiamo valutando la possibilità di introdurre 10 cassonetti da 1000lt per il conferimento del vegetale domestico
- Il servizio di Vigilanza da parte della Polizia Locale sarà attuabile quando verrà approvato il nuovo regolamento per il Centro di Raccolta e per la gestione integrata dei Rifiuti, che prevederà alte sanzioni pecuniarie per i trasgressori. E’ in programma inoltre l’organizzazione di un’incontro con la categoria dei giardinieri professionisti iscritti a ruolo per informarli relativamente al nuovo regolamento.
- Il progetto di sensibilizzazione è già in prospettiva di realizzazione per i prossimi mesi e dovremmo avere conferma a giorni di un finanziamento per questo progetto da parte della Provincia di Brescia per un importo di previsto 15.000€
In secondo luogo, analizzerò parte par parte l’articolo (non firmato) della minoranza:
Con l’autunno scorso sono arrivate alcune “novità”: i nuovi amministratori, preoccupati per i costi dello smaltimento rifiuti in continuo aumento, decidono di fare un primo intervento togliendo i cassonetti del verde: costano troppo ed inoltre vengono utilizzati da giardinieri, per giunta non residenti.
Partiamo con il presupposto che ciò che erano stati tolti sono stati gli ECOBOX e non i cassonetti del verde ( la differenza sta nel fatto che un cassonetto è da 1000lt e un ecobox ha una capienza 4-5 volte quella del cassonetto stradale tradizionale).
L’uso degli ecobox, contenitori aperti dall’alto recintati da una staccionata di legno, era a disposizione di giardinieri che riempivano i contenitori per le utenze, ricordo esclusivamente DOMESTICHE, con rifiuti speciali, invece di essere conferiti presso smaltitori privati o pubblici a PAGAMENTO.
Il risultato pratico è che uno smaltimento di rifiuti SPECIALI gravavano sulle tasche dei cittadini aumentando la quota variabile della Tassa rifiuti (TARSU).
Risultato: il verde confluisce nei cassonetti dell’indifferenziata con aumento dei costi per lo smaltimento, ingorgo dei cassonetti stessi e rabbia dei cittadini che non sanno più dove smaltire i propri rifiuti. Una soluzione comunque, a detta degli amministratori c’è: far confluire il verde in località Traina. Peccato che i cittadini non siano stati informati preventivamente!
Questa affermazione è quando di più falso si possa affermare e soprattutto è dato dall’ignoranza di chi scrive sui dati REALI che ci consegna gardauno negli statini (statini a conoscenza della minoranza perchè consegnati regolarmente alle commissioni ambiente).
Da quando gli Ecobox sono stati rimossi abbiamo ottenuto i seguenti risultati (fonti ufficiali GARDAUNO):
Andiamo ad osservarli…
| Vegetale 2010 | Vegetale 2009 | |
| gennaio | 51.900 | 115.240 |
| febbraio | 6.761 | 129.140 |
| marzo | 21.075 | 149.270 |
| aprile | 14.267 | 115.740 |
| maggio | 19.816 | 112.300 |
| giugno | 18.924 | 114.310 |
| luglio | ||
| agosto | ||
| settembre | ||
| ottobre | ||
| novembre | ||
| dicembre | ||
| 132.743 | 736.000 |
Nel calcolo del conferimento del vegetale vediamo un CROLLO verticale da 736 TONNELLATE a fine giugno 2009 alle 132,7 TONNELLATE dello stesso mese 2010.
Per l’indifferenziata caso particolare…andiamo a visionare i dati
| Indifferenziata 2010 | TOT 2010 | ||
| RSU | RPS | RSI | |
| 71.030 | 20.070 | 2.660 | |
| 69.290 | 8.636 | 417 | |
| 90.190 | 14.383 | 310 | |
| 130.210 | 10.207 | 3.108 | |
| 143.160 | 14.260 | 1.272 | |
| 131.750 | 10.388 | 3.124 | |
| 635.630 | 77.944 | 10.891 | 724.465 |
Un totale di 6 mesi quindi pari a 724,5 TONNELLATE.
| Indifferenziata 2009 | Tot 2009 | ||
| 75.470 | 690 | 5.360,0 | |
| 71.060 | 20.180 | 9.480,0 | |
| 80.980 | 16.660 | 10.380,0 | |
| 132.030 | 6.860 | 12.620,0 | |
| 134.530 | 7.550 | 7.000,0 | |
| 147.690 | 6.320 | 13.620,0 | |
| 641.760 | 58.260 | 58.460 | 758.480 |
Quindi andando a prendere il valore dell’allora 2009 abbiamo un 758t. contro un 725t. attuali.
Ossia, tranne il mese di marzo in cui l’indifferenziata è aumentata leggermente, su base semestrale abbiamo avuto un decremento netto del 4,5% della frazione Secca osia del difiuto indifferenziato.
Rapportino decremento/incremento Vegetale e RSU
| Decremento 2010 vegetale | |
| -603.257 | -81,96% |
| Decremento 2010 indeifferenziata | |
| -34.015 | -4,48% |
| Decremento 2010 vegetale | |
| -603.257 | -81,96% |
| Decremento 2010 indeifferenziata | |
| -34.015 | -4,48% |
A fronte di questo piccolo resoconto, che evidenzia il mancato conferimento di 603tonnellate su base semestrale di vegetale rispetto al 2009 e di 34 tonnellate di frazione indifferenziata sempre su base semestrale, possiamo così affermare che il TREND ossia l’andamento del conferimento è ottimale anche perchè, tranne il vetro, si riscontrano degli aumenti interessanti nella raccolta differenziata sul territorio.
Dati raccolta rispetto a 2009
Come si puo’ notare per le frazioni di interesse ossia i RAEE, Carta, Vetro e Plastica, abbiamo avuto un netto incremento nella raccolta, da potenziare ulteriormente.
La politica di gestione della raccolta così strutturata, supportata da ordinanze specifiche e da accorgimenti presi strada facendo, ci si augura che possa generare nei conti di fine anno, un netto risparmio sulla TARSU e una migliore gestione del ciclio dei rifiuti.
| Decremento 2010 vegetale | |
| -603.257 | -81,96% |
| Decremento 2010 indeifferenziata | |
| -34.015 | -4,48% |
A questo punto deve procedere senza alcun intoppo, anche perchjè, per poter meglio ricevere il verde, si decidono alcune migliorie (più esattamente la spesa di 11.364,00 €, come da determina del 31-12-2009, nella quale si cita la “fornitura di tessere d riconoscimento utente, idonea cartellonistica per il centro raccolta Traina e modulistica per la gestione dei conferimenti del vegetale presso il centro medesimo”)
Questo punto mi rende decisamente perplesso. La minoranza contesta la regolamentazione futura dell’isola ecologica? I badge sono stati acquistati nell’ottica di avere una nuova isola regolamentata automaticamente ed inoltre, nel caso di chiuura temporanea (come è accaduto a gennaio) i badge sarebbero serviti per accedere all’isola ecologica di Cunettone.
Non riesco a valutare politicamente questa critica, visto la gestione preesistente assolutamente senza controllo del centro di raccolta che, per scelta dell’amministrazione precedente, veniva gestita da un LSU (Lavoratore socialmente utile) senza la giusta qualifica professionale e soprattutto senza nessuna conoscenza delle normative vigenti.
A breve,però, non contenti della soluzione da loro stessi adottata, i nuovi amministratori decidono di chiudere il Centro raccolta senza prima siglare preventivamente un’accordo con il Comune di Salò e con Gardauno per utilizzare il centro di Cunettone.
Risultato: il povero cittadino: ancora una volta tenuto all’oscuro di tutto, non ha più dove portare i propri rifiuti ingombranti, salvo gettarli nei luoghi più disparati. Il perchè della decisione è presto detta: i nuovi Amministratori scoprono che il Centro non è a norma ed è apreto in deroga alle norme vigenti. Informazione che, quantomeno i consiglieri della passata amministrazione (mi riferisco agli attuali Sindaco, all’Assessore ai servizi sociali e al Consigliere delegato ai lavori pubblici) dovevano avere, visto il progetto del nuovo centro raccolta già in fase di realizzazione. Ecco quindi qual’è, a nostro avviso, il problema: ancora una volta la fretta, una certa superficialità e l’improvvisazione hanno portato a soluzioni non adeguate.
In merito alla mancanza di informazione della cittadinanza devo essere in disaccordo.
Presa la decisione della chiusura del centro di raccolta a metà Gennaio 2010 è stato affisso nelle bacheche pubbliche e in tutti i punti utili (cassonetti etc) il seguente avviso titolato:
COMUNICAZIONE IN MERITO A NUOVE MODALITA’ DI RACCOLTA DEI RIFIUTI PRESSO ISOLA ECOLOGICA DI CUNETTONE
che allego per chi volesse scaricarlo
ecco l’estratto con le date degli incontri con la cittadinanza:
Al fine di illustrare alla cittadinanza le iniziative in merito alla gestione dei rifiuti in ambito comunale sono in programma i seguenti incontri:
15-02-2010 – Ore 20:30 – presso Bar la Grotta – Via Brusada, 7 (Gardone Sotto)
16-02-2010 – ore 21.00 – presso Associazione La Rata – Via Cipani (Fasano)
22-02-2010 – ore 20:30 – presso G.S. Gardone Riviera – Campo Sportivo (S. Michele)
23-02-2010 – ore 20:30 – presso Palazzo Municipale (Gardone Sopra)
In merito all’affermazione
Ancora una volta è mancata un’attenta analisi preventiva alla situazione, è mancata un progetto che tenesse conto delle ovvie conseguenze ed è mancata anche una comunicazione tempestiva puntuale ai cittadini. Per questo come minoranza abbiamo presentato al sindaco un’interrogazione perchè il problema venisse affrontato in modo finalmente adeguato.
Presumo che chi scrive non conosca nulla delle analisi statistiche portate avanti per giustificare le scelte dell’amministrazione e in particolar modo, delle scelte effettuate dal sottoscritto e da parte dell’amministrazione in merito alla gestione del servizio rifiuti.
Innanzitutto…
Per la sensibilizzazione della cittadinanza che dire?
Oltre al fatto che ogni iniziativa è stata ampliamente pubblicizzata su sito del comune, con cartellonistica e su perunanuovagardone.com.
Ad ogni modo:
Oltre a queste iniziative di sensibilizzazione l’amministrazione, ed in questo caso io in prima persona, si sta sforzando per raggiungere l’ambito traguardo della bandiera BLU FEE dei laghi (sono 2 località in tutta italia), la Bandiera Verde CIA ed è stata ottenuta la Certificazione di Bandiera Arancione TCI (Touring Club Italia).
Questo percorso segue una traccia fornita dalle FEE, la quale prevede una forte sensibilizzazione della cittadinanza su argomenti di genere ambientale.
Sperando di essere stato esaustivo e, soprattutto, disponibile ad ogni critica costruttiva,
Un cordiale saluto a tutti.
Stefano Ambrosini
Delegato Innovazione Tecnologica ed Ecologia
Comune di Gardone Riviera (BS)
21 ago
Allego rassegna stampa del 15-08-2010 con la risposta del sindaco di Limone Franceschino Risatti alla campagna di Golette dei Laghi 2010.
http://archiviostorico.corriere.it/2010/agosto/15/bandiere_nere_sul_Garda_sindaci_co_7_100815032.shtml
Da leggere con attenzione.
Il mio commento arriverà a giorni appena otterrò i dati ufficiali di legambiente lombardia.
Un saluto e buon week end
Stefano Ambrosini
LIMONE SUL GARDA (Brescia) – «I volontari di Legambiente sono corsari e la loro Goletta una nave pirata. Dicono che il Garda è inquinato? Fandonie a cui dovranno rispondere davanti ai giudici…». Franceschino Risatti, sindaco di Limone sul Garda, non ci sta. Lui, che oltre a essere il primo cittadino della Riviera dei limoni è pure albergatore e presidente del Consorzio di promozione turistica, si è fatto portavoce dei 10 comuni del Garda in cui Legambiente ha piantato la bandiera nera. E la guerra sulla salute delle acque è destinata ad arrivare in Tribunale. Nel mirino dei sindaci, infatti, sono finiti i dati (tutti negativi) della campagna della Goletta dei laghi, che ha individuato dieci località «fuorilegge». Il sindaco di Limone ha lanciato la sua crociata contro gli ambientalisti e ha dato mandato a i suoi avvocati per «difendere la verità e far smentire i rilievi di Legambiente». «Ho firmato l’ incarico per avviare la causa – chiosa Risatti -. I dati diffusi dall’ associazione ambientalista sono stati pubblicati anche da giornali austriaci e tedeschi con gravi ricadute per l’ immagine della Riviera dei limoni. L’ intenzione è quella di denunciare Legambiente per procurato allarme. Del resto l’ Asl, che monitora la qualità delle acque ogni 15 giorni, ci ha dato ragione». A dire il vero i responsabili dell’ associazione ambientalista hanno spiegato che il metodo di indagine della Goletta è diverso da quello adottato dall’ Asl per i suoi controlli: l’ Azienda sanitaria, infatti, effettua i prelievi nelle zone di balneazione, mentre Legambiente è volutamente andata a cercare le zone critiche, prelevando le acque alla foce dei torrenti e presso scarichi a lago. Come dire che i due diversi rilievi sono difficilmente confrontabili. «Ciò non toglie che per l’ Asl tutte le spiagge sono balenabili e le acque sono ottime – incalza Risatti -, mentre per Legambiente la situazione è disastrosa. A Limone, come negli altri comuni battuti dalla Goletta, non c’ è uno scarico fuori posto. Per questo abbiamo organizzato una serie di incontri con gli operatori turistici di Austria e Germania. Il primo sarà il 17 agosto e spiegheremo che il Garda non è la latrina descritta dagli ambientalisti, ma un angolo di paradiso ancora incontaminato». L’ obiettivo è smentire i dati per cui esisterebbero 10 punti critici sulla sponda lombarda del Garda. «I nostri rilievi – ribatte Barbara Meggetto, direttrice di Legambiente Lombardia – non vogliono sostituirsi a quelli di Asl e Arpa, ma semplicemente individuare le criticità». Giuseppe Spatola
21 ago
Rassegna presa da lastampa.it -> http://www3.lastampa.it/ambiente/sezioni/ambiente/articolo/lstp/289862/
Buona lettura
Stefano Ambrosini
Bene i comuni del Garda ma possono fare ancora meglio
VERONAStop ai sacchetti di plastica e maggiori sforzi per la prevenzione e per il riciclaggio da raccolta differenziata, queste le parole d’ordine lanciate in occasione della tappa sul Garda della Goletta dei Laghi di Legambiente, la campagna di monitoraggio e informazione sullo stato di salute dei laghi, realizzata con il contributo del Coou (Consorzio Obbligatorio Oli Usati).
A bordo di Goletta dei Laghi viaggiano i progetti di Legambiente che riconoscono nei laghi, e nell’ambiente in generale, una risorsa in grado di valorizzare le unicità del nostro Paese, come, ad esempio, “Stop ai sacchetti di plastica”, la nuova iniziativa dell’associazione per dire basta all’utilizzo delle shopper in plastica che vengono utilizzate nei negozi e nei supermercati.
Nel mondo vengono consumati ogni anno tra i 500 e i 1.000 miliardi di sacchetti di plastica monouso, in Europa il consumo annuale di 100 miliardi di sacchetti, che equivalgono a circa 12 milioni di barili di petrolio. Solo in Italia si consumano 250 sacchetti a testa in un anno che, una volta buttati, perdurano nell’ambiente per 200/400 anni.
I sacchetti di plastica costituiscono un grave problema di inquinamento ambientale diffuso in tutto il mondo dichiara Barbara Meggetto, portavoce della Goletta dei Laghi – Ogni anno nei mari e nei laghi i sacchetti abbandonati compromettono la vita di migliaia di animali sia acquatici che terrestri oltre a rilasciare nell’ambiente, disperdendosi, composti pericolosi. In Italia sono già 150 i comuni che hanno emesso un’ordinanza per vietare la distribuzione di sacchetti di plastica e altre 250 località hanno manifestato l’intenzione di metterli al bando.
Secondo il dossier Comuni Ricicloni di Legambiente, sono 390 i Comuni veneti ad aver raggiunto buoni risultati di raccolta differenziata e anche i comuni della costa del Lago di Garda non sono da meno. Bardolino, Malcesine, Peschiera del Garda e Torri del Benaco raggiungono percentuali di raccolta differenziata che variano dal 51,17% al 60, 67%.
«I dati relativi ai comuni costieri, presenti sul rapporto Comuni Ricicloni, sono buoni ma non bisogna cullarsi sugli allori avverte Lorenzo Albi, presidente del circolo Legambiente Verona – Il rischio che si rallenti la raccolta differenziata per favorire lo sviluppo degli impianti di incenerimento. Impianti che i cittadini veneti, grazie al loro impegno nella raccolta differenziata, stanno dimostrando essere inutili. Tra i Comuni bagnati dalle acque del lago solo Lazise e Garda non raggiungono ancora i limiti fissati per legge sulla raccolta differenziata, chiediamo quindi a queste amministrazioni di mettersi al più presto in regola. Oltre all’impegno per una buona gestione dei rifiuti, il nuovo obiettivo rappresentato dalla prevenzione e su questo possono fare molto amministrazioni e cittadini. Lo stop ai sacchetti di plastica solo il primo passo in questa direzione; chiediamo ai Comuni costieri di approvare al più presto la delibera per mettere al bando gli shopper tradizionali.
Gli attivisti di Legambiente lanciano dalla Goletta dei Laghi la petizione per dire “Stop ai sacchetti di plastica”, in nome del rispetto per le specie viventi, per il paesaggio e per la bellezza, per l’ambiente dell’Italia e del Pianeta. La petizione si rivolge, inoltre, agli esercizi commerciali perché trovino nuove soluzioni e chiede al Ministro dell’Ambiente e della Tutela del Territorio e del Mare di impegnarsi a non prorogare ulteriormente il divieto di commercializzazione di sacchi non biodegradabili, non rispondenti ai criteri fissati dalla norma comunitaria EN 13432, oltre il 31 dicembre 2010.
18 ago
RIMINI – (c.m.) La calotta che si aziona con la chiavetta, e di cui Hera ed enti pubblici vanno – chi più chi meno – fieri, ha un piccolo difetto: è off limits ai disabili. A chi vive su una carrozzina, e comunque a chi ha problemi di deambulazione e non riesce ad arrivare all’altezza necessaria per inserire la chiave elettronica e tirare la leva.
Nell’era delle vacanze accessibili ai disabili, dei telefoni pubblici predisposti per chi vive su due ruote, delle attenzioni (regola- mentate o meno per legge) nei confronti dei portatori di handicap su mezzi pubblici, bagni, ascensori, accessi ai locali e fruibilità degli arredi urbani in genere, l’invenzione dell’E-Gate da parte di Hera stride non solo con il volere del legislatore che ha preso forma a partire da diversi anni addietro, ma più in generale con la cultura dei diritti che giustamente pone sullo stesso piano chi ha una disabilità e chi non ce l’ha.
Il caso lo solleva una famiglia che vive in via Covignano, ma chissà quanti si trovano nelle stesse condizioni. ”Mio marito e la zia che abita con noi, hanno una invalidità grave”, dice la moglie. ”E quando abbiamo capito l’innovazione introdotta ci sono cadute le braccia”. Da una settimana vicino a casa è stato posizionato il cassonetto E-Gate e anche questa famiglia ha ricevuto il relativo kit. Il marito si regge a fatica sulle stampelle ed esce sulla carrozzina. ”Ho provato a portare l’indifferenziato nel casso- netto facendo uso della chiavetta che ci obbligano ad utilizzare, ma non arrivo né ad inserirla e né a tirare la leva, mentre con il pedale riuscivo anche io”, spiega questo signore con un sentimento misto a frustrazione, rabbia e amarezza. ”Conosciamo disabili che vivono soli che devono chiedere ai vicini di casa il favore di azionare il dispositivo elettronico, perché come alternativa avrebbero quella di lanciare il sacchetto dalla finestra in mezzo alla strada”, aggiunge la moglie. La signora è laziale e porta ad esempio la città in cui viveva dove il ”secchione” (lo chiama così e rende bene l’idea) dell’indifferenziato è stato sostituito dalla raccolta porta a porta.
”Invece il metodo introdotto da Hera a Rimini ha anche un altro inconveniente: la leva va azionata con le mani e questo è assolutamente antigienico. Quanto meno dovrebbero consegnare dei guanti in nylon (tipo quelli che si trovano dai benzinai) insieme al kit”. Ma questo potrebbe essere un rimedio per chi alla chiavetta e alla maniglia è in grado di arrivarci. E non è il caso di chi è costretto a muoversi in carrozzina. Per di più il cassonetto in questione è posizionato sul marciapiede, addossato ad una ringhiera, e anche questo non è certo un aiuto per chi non è libero di muoversi sulle proprie gambe.
”Ho telefonato ad Hera per far presente il problema e al numero verde mi hanno detto che ”si avete ragione, ma purtroppo … comunque segnaleremo la cosa”. Temo che passeranno le settimane e i mesi senza una soluzione al problema. E sì che si tratta di un servizio pubblico fondamentale, non un opzional”. Hera ha pensato a tutto nel predisporre il kit: chiavetta, borsine di diverso colore, pattumiera per la raccolta dei rifiuti organici e gli appositi sacchetti. Peccato non abbiano pensato che qualcuno, tutto questo, non potrà mai utilizzarlo.

Articolo tratto dal giornale “La Voce” di Domenica 11 Luglio 2010.
n.d.r : e siamo nel 2010.
17 ago
Gentilisismi lettori,
vi propongo un’iniziativa a livello europeo che vorrei proporre in Giunta ed eventualmente nel prossimo consiglio comunale.
Secondo me potrebbe essere una grande sfida per il futuro e uno strumento valido per presentare progetti cofinanziati fino al 9o% dalla comunità europea.
Un cordiale saluto
Stefano Ambrosini


Le autorità locali rivestono un ruolo fondamentale nella lotta al cambiamento climatico. Più della metà delle emissioni di gas a effetto serra viene infatti rilasciata dalle città. Inoltre, l’80% della popolazione vive e lavora nei centri abitati, dove viene consumato fino all’80% dell’energia. Essendo il livello amministrativo più vicino ai cittadini, le autorità locali si trovano nella posizione ideale per comprenderne i timori e agire. Inoltre, esse possono affrontare le sfide nella loro globalità, agevolando la sinergia fra interessi pubblici e privati e l’integrazione dell’energia sostenibile negli obiettivi di sviluppo locali, ad esempio tramite le fonti energetiche alternative, un uso più efficiente dell’energia o modifiche nei comportamenti.
Le amministrazioni locali devono pertanto assumere un ruolo di punta nel processo di attuazione delle politiche in materia di energia sostenibile e ricevere sostegno in questo loro sforzo. Il Patto dei Sindaci è un’ambiziosa iniziativa della Commissione europea che permette alle città più all’avanguardia d’Europa di essere in primo piano nella lotta al cambiamento climatico tramite l’attuazione di politiche locali intelligenti in materia di energia sostenibile. Queste sono mirate a creare posti di lavoro stabili localmente, ad aumentare la qualità della vita dei cittadini e ad affrontare tematiche sociali fondamentali.
L’impegno formale sottoscritto dai firmatari del Patto è poi tradotto in misure e progetti concreti. Le città firmatarie accettano di preparare regolarmente delle relazioni e di essere sottoposte a controlli durante l’attuazione dei propri Piani d’azione e accettano l’esclusione dal Patto nel caso in cui non riescano a conformarsi alle sue disposizioni.
Le città si impegnano inoltre ad assegnare risorse umane sufficienti alle azioni previste, a incoraggiare le comunità nella propria zona a partecipare all’attuazione del Piano d’azione, a organizzare giornate locali per l’energia e a svolgere attività di networking con altre città.
In Italia, il Ministero dell’Ambiente e della Tutela del Territorio e del Mare svolge il ruolo di Focal Point Nazionale del Patto dei Sindaci in sinergia con le indicazioni fornite dalla Commissione europea. (LINK TO OUR NATIONAL COVENANT WEB SITE)
I comuni che sottoscrivono il Patto dei Sindaci si impegnano a inviare il proprio Piano d’azione per l’energia sostenibile entro l’anno successivo alla data di adesione formale. Tale Piano rappresenta un documento chiave volto a dimostrare in che modo l’amministrazione comunale intende raggiungere gli obiettivi di riduzione della CO2 entro il 2020. Poiché l’impegno del Patto interessa l’intera area geografica della città, il Piano d’azione deve includere azioni concernenti sia il settore pubblico sia quello privato.
In linea di principio, ci si aspetta che i Piani d’azione includano iniziative nei seguenti settori:
La riduzione di emissioni di gas a effetto serra dovuta alla delocalizzazione industriale è invece esplicitamente esclusa.
In varie aree di attività dei governi locali e regionali si possono introdurre misure di efficienza energetica, progetti sulle energie rinnovabili e altre azioni correlate all’energia. Il Patto dei Sindaci concerne azioni a livello locale che rientrino nelle competenze dei governi locali, i quali dovranno adoperarsi in molte, se non tutte, le loro aree di attività, in veste di:
I Piani d’azione per l’energia sostenibile devono essere condivisi con la società civile. I Piani con un elevato grado di partecipazione dei cittadini avranno maggiori possibilità di garantirsi continuità nel lungo periodo e di raggiungere i propri obiettivi.
La Commissione europea si è unilateralmente impegnata a garantire riconoscibilità e visibilità pubblica alle città coinvolte nel Patto. La Commissione ha creato e finanzia l’Ufficio del Patto dei Sindaci, che fornisce assistenza tecnica e promozionale, inclusa l’attuazione di strumenti di valutazione e monitoraggio, meccanismi per agevolare la condivisione di competenze fra zone urbane e strumenti per facilitare la replicazione e la moltiplicazione delle misure di successo.
La Commissione è inoltre impegnata a fornire linee guida ed esempi di riferimento da seguire e da collegare ad attività e reti esistenti che sostengano il ruolo dei governi locali nel campo della protezione del clima. Il Centro comune di ricerca (CCR) della Commissione europea si assumerà tali responsabilità, in collaborazione con l’Ufficio del Patto. La Commissione invita inoltre altri attori a partecipare al Patto dei Sindaci in qualità di Strutture di Supporto ed esempi di eccellenza.
Alcuni attori chiave hanno assicurato il loro contributo al Patto:
L’Ufficio si fonda sulla partecipazione di reti di autorità locali. Finanziato tramite il programma Energia intelligente per l’Europa , è composto da un’équipe di professionisti che mira a:
La preparazione dei Piani d’azione e delle relazioni periodiche richiede a molte città uno sforzo considerevole in termini di competenze tecniche e scientifiche. Il CCR sostiene le città accollandosi gli incarichi scientifici più significativi: la gestione operativa di un servizio di helpdesk tecnico in cooperazione con l’Ufficio del Patto, la ricerca di strumenti e metodologie esistenti, la fornitura di linee guida per la definizione dei piani d’azione e di strumenti di valutazione per offrire un riscontro alle città, nonché l’assistenza nella selezione degli esempi di eccellenza.
Il Patto dei Sindaci, mediante questo sito Web, offre visibilità alle azioni chiave intraprese dalle città aderenti al Patto e dalle strutture di supporto. Gli esempi di eccellenza sono proposti come esempi pertinenti di iniziative locali realizzate sul territorio dalle città aderenti al Patto e dalle strutture di supporto, che, oltre ad essere motivo di orgoglio per gli enti realizzatori, possono favorire l’adozione di utili azioni analoghe da parte di altre autorità locali. Si auspica che lo sviluppo del Patto consenta alle città aderenti di beneficiare di un elevato numero di esempi positivi.
Pubblicare un esempio di eccellenza Si invitano le città aderenti al Patto e le strutture di supporto a pubblicare una breve descrizione delle principali iniziative adottate nell’ambito dell’energia sostenibile e della mobilità [per un massimo di tre esempi]. I contributi possono essere redatti in inglese (in questo caso è essenziale che i testi siano sottoposti alla revisione di un madrelingua) oppure nella propria lingua madre. Gli esempi possono essere pubblicati e aggiornati regolarmente mediante l’Angolo delle città aderenti al Patto e delle strutture di supporto .
Liberatoria: “I contenuti pubblicati nelle pagine degli esempi di eccellenza sono responsabilità esclusiva degli autori e non riflettono necessariamente l’opinione delle Comunità europee. La Commissione europea non potrà essere ritenuta responsabile dell’utilizzo che sarà fatto delle informazioni ivi contenute.”
Le strutture di sostegno sono amministrazioni pubbliche in grado di fornire orientamento strategico e assistenza finanziaria e tecnica ai comuni con la volontà politica di entrare a far parte del Patto dei Sindaci, ma carenti delle competenze e/o risorse necessarie per preparare e approvare Piani d’azione per l’energia sostenibile. Possono diventare strutture di sostegno anche reti di autorità locali che si impegnino a migliorare gli effetti del Patto, mantenendo stretti contatti con la Commissione al fine di garantirne la migliore attuazione possibile.
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