idee, parole e fatti…in diretta dal Lago di Garda
La politica delle tre B…
Per i più maliziosi…si parla di Bezzuglio, Bornico e Barbarano…
Queste tre piccole frazioni, le quali sono di Toscolano-Maderno le prime due e di Salò la terza, territorialmente come è ben visibile dalle mappe cartografiche risultano territorialmente sotto Gardone in maniera definita.
In particolare i confini sono ben definiti dai torrenti bornico e barbarano che tagliano il confine gardonese verso salò in via valle fiorita e dal lato di marderno sul confine che scende da bezzuglio e arriva al cimitero svoltanto per via santella e seguendola fino ad arrivare al bornico e a svoltare su corso Zanardelli.
La parte relativa a Bezzuglio e Bornico è ben raccontata in “Fasano, Terra di confine” di Claudio Maffei, libro edito anni orsono con il patrocizio della RATA e della Parrocchia di Fasano.
Importante fare notare che la chiesa di Bezzuglio sebbene sia sotto la parrocchia di maderno sia però “servita” da quella di fasano e idem il bornico sia sotto la suddetta parrocchia fasanese.
D’altro canto che dire di Barbarano?
Un’estensione di Gardone con il parco del Rimbalzello amato da Gabriele D’Annunzio? Una frazione decisamente delocalizzata rispetto a Salò e invece unita territorialmente a Gardone.
Voi direte, ma dove vuole arrivare l’Ambrosini?
Semplicemente voglio arrivare alla questione chiave di questo discorso.
La conversazione punta ad una annessione delle frazioni citate? Assolutamente no!
Voglio solo provare a impostare in un discorso di largo respiro il fatto che i confini territoriali molte volte non coincidono con le politiche legate allo stesso territorio.
Dove ci porta questa direzione?
Ci porta a pensare che forse una politica di largo respiro improntata non al campanilismo di paese (e a volte di frazione) possa risolvere realmente i problemi delle nostre zone.
Cercare di sensibilizzare quindi la cittadinanza, e, sopratutto, gli amministratori, su scelte importanti e coraggiose di politiche comuni penso sia un passaggio obbligato per riuscire a dare una svolta reale alla politica, molte volte sterile e vacua, del garda.
Un saluto
Stefano Ambrosini
| Stampa l'articolo | Questo articolo è stato pubblicato da Ambro il 25 gennaio 2010 alle 00:55, ed è archiviato come Generali. Puoi seguire i commenti a questo post attraverso RSS 2.0. Puoi pubblicare un commento o segnalare un trackback dal tuo sito. |
circa 7 mesi fa
mmm… Il campanilismo, è usato quasi sempre a sproposito, frutto di una nozione acquisita con superficialità ed ignoranza. Il più delle volte, l’accusa di campanilismo è usata per affondare le giuste rivendicazioni di una minoranza, poco tutelata dal capoluogo assolutista ed arraffone.
Se la popolazione di una frazione, rivendica l’erogazione di un servizio nella località, non è raro venga tacciata di campanilismo.
I gardesani ad esempio sono da decenni considerati campanilisti in ambito pubblico-ospedaliero. E purtroppo abbiamo avuto anche sindaci locali dalla lingua biforcuta, demonizzare come campanilistiche le difese e le rivendicazione in favore degli ospedali di Fasano e di Salò, fatte in buona fede e per il bene di tutti. Nelle tre frazioni citate, giusta osservazione di Stefano Ambrosini, la presenza dei torrenti, Bornico e Barbarano ha inciso profondamente sulla formazione dei primi nuclei abitativi, in quanto l’acqua consentiva lo sfruttamento di una risorsa energetica pressochè unica nel far funzionare mulini, frantoi, segherie ecc…
Poi, nei secoli ha pesato la distanza dai 2 rispettivi capoluoghi, di Toscolano-Maderno, per Bezzuglio e Bornico, e di Salò, per quanto attiene Barbarano. E la “distanza” è spesso sinonimo di trascuratezza e di menefreghismo, per poi sentirsi dare dei campanilisti, quando lo si fa notare.
In tempi recenti si è capito che l’arroganza del capoluogo, non può infierire quando le frazioni smettono l’abito delle vittime passive, ma sanno mettere in risalto le 3 P: proposte, problematiche e progetti, attraverso l’impegno delle associazioni, oppure occupando le cariche del potere comunale.
circa 7 mesi fa
la prosa di tex richiama maffei. sbaglio?
circa 7 mesi fa
Non esageriamo. La prosa di Tex, richiama GIOVANNI LUIGI BONELLI che è stato l’inventore. Nel blog Maffei ama essere Tex, per averci “vissuto” insieme da bambino. Un’esperienza che ha lasciato il segno.
Tex è stato in anticipo sui tempi, capovolgendo sin dagli anni 40 la cultura del western mettendo in risalto gli aspetti positivi delle tribù dei nativi d’America, caricaturati, invece indegnamente dal cinema e dal fumetto americani.
Si dovrà attendere il 1970, con i film “Il piccolo grande uomo” e “Soldato Blu” per affrontare il tema degli Indiani da un punto di vista nuovo per l’epoca, ossia uomini ingiustamente umiliati ed oppressi, dai colonizzatori bianchi.