idee, parole e fatti…in diretta dal Lago di Garda
PDL Gardone Riviera – 23 Gennaio – Nomina Nuovo direttivo e chiusura prima fase adesioni
Carissimi lettori,
pubblico la lettera inviatami dall’amico Davide.
Buona lettura
Stefano Ambrosini

Il Popolo della Libertà di Gardone Riviera comunica che Sabato 23 Gennaio verranno nominati i membri del nuovo Direttivo Comunale e chiusa la prima fase delle adesioni.
Chiunque volesse informazioni per aderire al PDL o volesse dare la propria disponibilità a candidarsi al Direttivo Comunale può contattare i Sigg. Dott. Stefano Visconti ex Coordinatore di FI (cell. 3487480772) e Davide Calderan ex Presidente circolo di AN (cell. 335 5879587).
Il portavoce PDL di Gardone Riviera
Davide Calderan
| Stampa l'articolo | Questo articolo è stato pubblicato da Ambro il 18 gennaio 2010 alle 00:21, ed è archiviato come Generali. Puoi seguire i commenti a questo post attraverso RSS 2.0. Puoi pubblicare un commento o segnalare un trackback dal tuo sito. |
circa 7 mesi fa
Stiamo ancora aspettando, in quel di Fasano, la promessa fattaci che il Santa Cogliona non sarebbe stato chiuso, mai e poi mai, stramaramai.
circa 7 mesi fa
A Fasano stanno ancora aspettando la promessa fatta: il Santa Corona, non sarebbe stato chiuso, mai e poi mai, giammai.
“Mai dire mai”, così parlò Zarathustra, quando dava lezioni a James Bond.
E mai e poi mai si debbono fare promesse senza mantenerle, con il miserevole scopo di carpire immeritatamente il consenso. Una domanda? No una comanda si impone, come inevasa al Potere popolare che è UNO,
INDISSOLUBILE E INCONTESTABILE: Cadrannno i templi e cadranno gli iddei, oppure calderanno il Santa Corona, ora e sempre??
circa 7 mesi fa
24 Novembre 2004 h.23:59
circa 7 mesi fa
Recuperato dai danni del terremoto, con i soldi della collettività, da oltre un anno.
circa 7 mesi fa
…”La maggior parte dei ricercatori è arrivata alla conclusione che Zarathustra dovrebbe essere nato attorno all’anno 630 a.C. nella città di Battria. Di conseguenza non era un persiano bensì un battriano, come allora si chiamavano gli abitanti della regione. Ma apparteneva come i persiani agli Arya, la grande stirpe indoeuropea che a partire dal terzo millennio prima di Cristo si era spinta ininterrottamente dall’Asia centrale verso sud”…
probabilmnte più potente di qualsiasi uomo, ma sicuramente molto meno di quel Signore che quel giorno ne decretò la chiusura.
circa 7 mesi fa
E si vorrebbero di nuovo credibili, gli impotenti?
circa 7 mesi fa
Scherzi a parte, caro Maffei, purtroppo é subentrato un fattore imprevedibile come quello del terremoto, che ha di fatto sconvolto i piani ed i programmi. L’allora Ass. regionale alla Sanità Borsani, anche a Fasano, aveva garantito il mantenimento dell’Ospedale e mai si sarebbe immaginato cosa sarebbe poi successo la notte del 24 Novembre, che ha consentito lo sgombero e la chiusura di fatto senza che nessuno dotato di buon senso potesse più contrastarla. Ora sono passati 5 anni e molte cose sono cambiate. Come tu dici, l’immobile é stato si risistemato, ma nel frattempo i posti letti accreditati sono stati trasferiti la da dove ora difficilmente torneranno. Ma non dobbiamo arrenderci. Dobbiamo operare tutti, privati, enti ed istituzioni locali per la riapertura della struttura Sanitaria, magari sotto una forma diversa dall’Ospedale tradizionale, ma con la stessa finalità sanitaria, curativa, o riabilitativa ecc, ecc. contrastando con ogni mezzo gli attacchi continui degli speculatori immobiliaristi.
circa 7 mesi fa
Mi sembra tuttosommato una buona risposta, che associo alla dichiarazione fatta dal Sindaco, riguardo l’ospedale: “si stanno portando avanti contatti, nuove ipotesi e trattative”.
Ecco Davide, dato che sei in vena di parlare, in quano Presidente dell’Associazione Albergatori, posso chiederti un parere su cosa avreste preferito si facesse, nell’Area Esso: solo parcheggi sottoterra e sopra + sottopassaggio come chiesto da me e Paolo Zattoni, oppure il progetto approvato dall’amministrazione Bazzani?
circa 7 mesi fa
Caro Maffei, guarda che non si tratta di aver vena di parlare, ma solo di una questione di tempo. Magari ne avessi sempre come ora…
Seguo da sempre questo blog che ritengo sia diventato l’unico strumento moderno dove esprimere le proprie opinioni, essere informato, tastare il clima poltico del paese, conoscere e discutere le problematiche sociali, politiche ed economiche. Una volta c’era la discussione nei bar, nelle riunioni politiche, sui giornali, ora c’é il blog di Ambro. Onore al suo grande merito.
Mi chiedevi dell’ Area Esso e ti rispondo volentieri onorato dell’interesse nella mia opinione.
La posizione degli albergatori gardonesi sull’area Esso, discussa spesso nelle riunioni del nostro direttivo, è sostanzialmente un mix di tutti i 3 progetti: Zattoni/Maffei essenzialità dei parcheggi sia sopra terra che sotto terra, ma essenzialità anche della solo struttura commerciale sotto via Roma (progetto Bazzani) ove poter creare quelle attività commerciali e turistiche essenziali, trasferendo lì l’ufficio informazioni turistiche, i servizi igienici, degni di tale nome, ed anche il bar-edicola della Pensilina (progetto Cipani): una zona d’accoglienza a misura di turista, dove possa fermarsi tranquillamente senza patemi ed ottenere quelle informazioni di cui necessita.
Discorso a parte riguarda il sottopasso, opera che reputiamo essenziale, di valenza sovracomunale che darebbe benefici enormi alla viabilità gardesana: possibile che nessuno ci spieghi esattamente perché non si può fare? I cittadini non sono certo tutti architetti, ma mai che si possa avere una spiegazione chiara, precisa del perchè sia impossibile realizzarlo. Il costo? La presenza del lago?
Passa il tubo del Gardauno? Possibile che non lo si possa deviare o aggirare?
Lo stesso discorso vale per la rotonda in sostituzione del semaforo ipotizzata da Cipani, ma che un tecnico ha bocciato. Anche in questo caso, ce ne spiaghi esttamente il motivo: sono le dimensioni, la pendenza? Ce lo spieghi cortesemente e non lo sogneremo più.
Contarietà assoluta alla Torre degli appartamenti e a nuove seconde case in generale. Grande preoccupazione per l’apertura di un cantiere così importante in una zona nevralgica del paese e non solo per la presenza del Grand Hotel, per i lunghi tempi previsti e gli orari che dovrà avere. A tal proposito abbiamo chiesto da tempo un regolamento più restrittivo per i cantieri edili non urgenti nelle vicinanze di struture turistiche o in zone di interesse turistico (centri storici)facendo presente che la stagione turistica non è da Luglio ad Agosto, ma parte dal 1° Aprile al 30 Settembre. Lo stiamo aspettando a breve, speriamo. Abbiamo chiesto inoltre che, come nelle grandi citta o nelle zone turistiche francesi o austriache, tutti i cantieri di Gardone e questo in particolare, siano recintati, non solo per ovvia sicurezza, ma soprattutto cercando di manterere il decoro urbano, con palizzate dipinte, murales, immagini, ecc. che ricalchino l’ambiente circostante o esaltino le eccellenze del territorio. Questo nell’interesse del turista ma soprattutto del cittadino gardonese. Ricordiamoci che tutti gli investimenti e gli atti in favore dei turisti ricadono poi automaticamente in favore dei cittadini. Quindi…………la prossima volta ne parliamo. Intanto buonanotte.
circa 7 mesi fa
Una risposta che in parte mi aspettavo. Io che non ho interessi in Esso e che bazzico soprattutto a Fasano, guardo con occhi “esterni”, quindi trovavo poco utile, se non per gli interessati che ne fruiranno, la creazione di un polo commerciale sotto Via Roma che infine, oltre a togliere parcheggi con la volumetria, occuperà anche i pochi parcheggi, che rimarranno di pertinenza, in superficie. Poco utile, perciò al Grand Hotel, alle attività nel centro, e sul lungolago.
Inoltre il polo commerciale esterno al centro ed al lungolago, sarà una via di fuga, proprio da queste zone che invece andrebbero commercialmente tutelate. Un Centro sempre più vuoto, alla lunga non invoglia neanche i turisti a tornare successivamente negli alberghi attigui.
Notte
circa 7 mesi fa
A tutelare, il Centro storico di Gardone Sotto, non ci pensano i politici, ma ci pensa Attilio Mazza, oggi su Bresciaoggi, con un bell’articolo sulla “farmacia internazionale” in Piazza Wimmer, gestita dalla famiglia Storari.
Bravissimo Attilio, tempismo assolutamente perfetto, nel mettere in risalto il valore di questo luogo, unico, esclusivo, un valore agiunto inestimabile, che si intreccia con i personaggi più illustri della storia gardonese, come Gabriele D’Annunzio e molti altri, ospiti famosi e frequenti nelle ville e nei rinomati alberghi di Gardone.
Un prezioso “tesoro” di cui è opportuno apprezzare il valore.
circa 7 mesi fa
Ho chiesto a Davide Calderan, presidente dell’Associazione degli Albergatori un parere sull’Area Esso, anche se era evidente il tentativo di ottenere un appoggio, avendo interpretato come funzionale agli alberghi, ed in particolare al Grand Hotel, la valorizzazione dei parcheggi nell’Area. Stiamo infatti cercando di capire se questa idea di preservare l’Area Esso per i parcheggi, condivisa con grande partecipazione attraverso il passa parola nei locali e nelle abitazioni di Gardone, abbia una base concreta su cui poggiare. E mi riferisco alle Associazioni, o Gruppi (dei commercianti, esercenti albergatori o altre) presenti nel territorio.
circa 7 mesi fa
La Farmacia Internazionale Storari, con i posti auto messi recentemente a disposizione dei propri clienti nell’Area Esso, ha dato un segnale chiaro, inequivocabile, sulla volontà di preservare l’Area con lo scopo di potenziare e preservare i parcheggi, per favorire le attività del Centro Storico.
Un’idea geniale.
circa 7 mesi fa
MAGARI IL NUOVO DIRETTIVO DEL OPOLO DELLE LIBERTà POTREBBE PER UNA VOLTA ONORARE IL TERMINE LIBERTà FACENDOSI PROMOTORE DI QUANTO SEGUE…
Al Sindaco di GARDONE RIVIERA
Oggetto: Mozione con richiesta di inserimento nell’Ordine del Giorno del Consiglio Comunale
I sottoscritti Consiglieri Comunali…… a norma dell’art ..…. dello Statuto del Comune di … …….. nonché dell’articolo … del Regolamento del Consiglio Comunale, con la presente propongono la seguente mozione con richiesta di inserimento nell’Ordine del Giorno del prossimo Consiglio Comunale:
Premesso che
§ L’acqua rappresenta fonte di vita insostituibile per gli ecosistemi, dalla cui disponibilità dipende il futuro degli esseri viventi.
§ L’acqua costituisce, pertanto, un bene comune dell’umanità, il bene comune universale, un bene comune pubblico, quindi indisponibile, che appartiene a tutti.
§ Il diritto all’acqua è un diritto inalienabile: l’acqua non può essere proprietà di nessuno, bensì bene condiviso equamente da tutti; l’accesso all’acqua deve essere garantito a tutti come un servizio pubblico.
§ L’accesso all’acqua, già alla luce dell’attuale nuovo quadro legislativo, e sempre più in prospettiva, se non affrontato democraticamente, secondo principi di equità, giustizia e rispetto per l’ambiente, rappresenta:
● una causa scatenante di tensione e conflitti all’interno della comunità internazionale;
● una vera emergenza democratica e un terreno obbligato per autentici percorsi di pace
sia a livello territoriale sia a livello nazionale e internazionale.
Considerato che
§ Con l’approvazione della legge 135/09 i Consigli Comunali ed i Sindaci eletti dai cittadini saranno espropriati dalla gestione dell’acqua potabile, avviando così la privatizzazione e la riduzione a merce di un bene essenziale per ogni essere vivente, contrariamente ai valori che sempre più si vanno affermando a livello internazionale.
Un provvedimento che contraddice fortemente i reiterati proclami del Governo sul federalismo, che espropria di fatto Regioni ed Enti Locali di fondamentali prerogative, tanto da sollevare forti perplessità da parte di molte Regioni con il preannuncio di ricorsi alla Corte Costituzionale.
Un provvedimento che ha salvaguardato almeno il principio della proprietà pubblica grazie all’iniziativa delle minoranze, ma che non può essere rassicurante nel momento in cui si obbligano i Comuni ad affidare la gestione del servizio ai privati, con il rischio di perdere il controllo pubblico.
Ricordato che
§ Al momento in Italia la rete idrica è coperta da circa 110 gestori, divisi per ambiti territoriali ottimali. Di questi ben 64 sono a capitale pubblico e servono metà della popolazione, il resto è a capitale misto o privato. Le esperienze esistenti presentano luci ed ombre, ma non è condivisibile l’indirizzo tendente ad affossare la presenza pubblica nella gestione di un bene vitale come l’acqua.
Sottolineato che
§ Su questa base si condivide la proposta di legge di iniziativa popolare “Principi per la tutela, il governo e la gestione pubblica delle acque e disposizioni per la ripubblicizzazione del servizio idrico” e quindi si ritiene necessario che il Parlamento proceda celermente alla sua discussione e, auspicabilmente, alla sua approvazione.
§ Evidenziato che
§ Le situazioni di inefficienza e inadeguatezza, in parte presenti anche nel nostro territorio, devono essere affrontate sulla base del principio di responsabilità pubblica, sia per prevenire le possibili gravi conseguenze sulla salute delle persone, quali quelle verificatesi nei mesi scorsi nel nostro territorio, sia per le altrettanto gravi conseguenze sull’economia turistica del Garda.
§ La situazione della gestione sul Garda da parte della S.P.A. Gardauno, azienda consortile dei Comuni, deve essere ripensata per assicurare alle comunità locali maggior trasparenza e soprattutto una modalità di maggior controllo effettivo in capo agli Enti Locali sul soggetto gestore.
§ Deve essere assolutamente recuperato l’indirizzo fondamentale nell’ambito del ciclo integrato circa la priorità degli investimenti da destinare alla separazione delle acque bianche dalle nere, sia per garantire condizioni più favorevoli al prelievo dell’acqua dal lago per l’approvvigionamento idrico delle comunità, sia per consentire una più efficiente gestione del sistema di depurazione, che troppo spesso denuncia situazioni di forte problematicità.
Il Consiglio Comunale di ………………………… si impegna a:
1) Sancire il diritto all’acqua come principio costituzionale attraverso le seguenti azioni:
a) riconoscere anche nel proprio Statuto comunale il diritto umano all’acqua, ossia l’accesso all’acqua come diritto universale, indivisibile, inalienabile e lo status dell’acqua come bene comune pubblico;
b) confermare il principio della proprietà e gestione pubblica del servizio idrico integrato e che tutte le acque, superficiali e sotterranee, anche se non estratte dal sottosuolo, sono pubbliche e costituiscono una risorsa da utilizzare secondo criteri di solidarietà;
c) riconoscere anche nel proprio Statuto che il servizio idrico integrato è un servizio pubblico locale che non deve essere fonte di guadagno in quanto servizio pubblico essenziale da garantire a tutti i cittadini;
d) convocare entro 15 giorni la commissione Statuto con il compito di integrare o modificare lo Statuto secondo le indicazioni sopra specificate, assegnando alla stessa un tempo massimo di giorni 30 per la conclusione dei lavori da sottoporsi all’esame del Consiglio comunale nella prima seduta successiva.
2) Promuovere nel proprio territorio una cultura di salvaguardia della risorsa idrica e iniziative per la ripubblicizzazione del servizio idrico integrato attraverso le seguenti azioni:
a) informazione alla cittadinanza sulle problematiche relative all’acqua nel nostro territorio, sia di tipo ambientale che gestionale;
b) attivazione di procedure certe e puntualmente definite relative alle modalità di controllo sulla qualità delle acque in grado di dare certezze alle comunità locali, Istituzioni pubbliche e cittadini;
c) promozione di una campagna di informazione e sensibilizzazione sul risparmio idrico, con incentivazione dell’uso dei riduttori di flusso, nonché studi per l’impianto idrico duale;
d) promozione della riduzione dei consumi in eccesso attraverso l’informazione, gli incentivi e la conseguente modulazione delle tariffe;
e) informazione puntuale alla cittadinanza sulla qualità dell’acqua, con pubblicazione delle analisi chimiche e biologiche sul sito del Comune e in ogni quartiere/frazione;
3) Aderire e sostenere le iniziative del Coordinamento Nazionale “Enti Locali per l’Acqua Bene Comune e per la ripubblicizzazione del servizio idrico integrato” recentemente costituitosi nell’ambito della campagna “Acqua Bene Comune” che il Forum Italiano dei Movimenti per l’acqua sta portando avanti da circa tre anni.
4) Sottoporre all’Assemblea dell’Ambito Territoriale Ottimale l’approvazione delle proposte e degli impegni sopra richiamati oltre ai seguenti:
a) sensibilizzazione sull’importanza della riduzione dei consumi di acqua in eccesso attraverso l’informazione e gli incentivi, nonché la rimodulazione della tariffa tale da garantire la gratuità di almeno 50 litri per persona al giorno;
b) proposta di destinare un centesimo al metro cubo di acqua consumata per interventi di costruzione di strutture di captazione e di impianti idrici di distribuzione attraverso la cooperazione internazionale.
5) Prendere posizione presso la Regione Lombardia trasmettendo la presente, affinché assuma un’iniziativa forte nei confronti del Governo e del Parlamento volta a tutelare gli orientamenti espressi da tanti Comuni lombardi, coerente con le scelte legislative regionali in materia di servizi pubblici e idrici in particolare, confermando le scelte maturate in occasione della modifica della legge regionale 18/2006.
6) Prendere posizione presso il Governo e il Parlamento, trasmettendo la presente, affinché si verifichi se la normativa approvata rispetti il vincolo costituzionale delle riserve di competenza regionale e degli Enti Locali in materia.
circa 7 mesi fa
Mi scuso per l’errore di digitazione: Popolo delle Libertà.
Comunque, non ho mai capito di quante libertà siate fautori… la libertà è un termine omnicomprensivo, per chi sia in grado di guardare al di là dell’interesse personale e di categoria, a meno che non si annoveri nell’elenco la libertà di essere al di sopra degli altri cittadini. In questo caso capisco l’utilizzo del plurale: libertà di non essere processati, libertà di non essere indagati, libertà di calpestare la democrazia, libertà di vilipendio al Tricolore, libertà di esprimersi con linguaggio aggrassivo e volgare, libertà di interrompere i propri interlocutori, libertà di far promesse e non mantenerle, libertà di estromettere dalle commissioni avversari difficili e critici, libertà di impossessarsi dei mezzi di comunicazione per manipolare la realtà, libertà di onorare la memoria di pluricondannati latitanti, libertà di recarsi in visita ufficiale da criminali quale Lucashenko, libertà di guidare una Nazione da avanspettacolo, dove a reggere le sorti del Paese sono ballerine e nanetti, diligentemente orchestrati da un domatore di capre dall’ego ipertrofico.
Io, comunque, leggo l’Herald Tribune. Se foste interessati a saperne un pò di più sulle vicende italiane, vi consiglio l’edizione di Parigi.
circa 7 mesi fa
LIBERTA’ di non ascoltarti, se ti rivolgi a loro con questi toni.
Ad ogni modo dato che la tutela della “chiara dolce fresca acqua” rigurda un bene utile e preziosissimo per tutti, riposterei la domanda da inviare al sindaco anche nei commenti al post del PD, in questo blog.
E’ bene anche che amministratori e cittadini sappiano che la normativa sulla privatizzazione dell’acqua di cui tra l’altro sono stato strenuo oppositore in Rete, subito dopo la denuncia di Alex Zanoteli nel blog di Beppe Grillo, viene da una normativa comunitaria, quindi non imputabile direttamente al governo, anche se i singoli stati e gli enti locali hanno facoltà di prendere le distanze, come auspico avvenga.
Quindi pur non condividendo l’atteggiamento di chi pretende di essere ascoltato, mentre prende tutti a sberle, spero che la proposta di Chiara sia condivisa dalla maggioranza e dall’opposizione.
circa 7 mesi fa
A titolo informativo, porgo all’attenzione dei lettori, l’iniziativa coinvolgente il Consiglio Comunale di un comune vicino, promossa dal Comitato L’Acqua di Prevalle
http://www.acquabenecomune.org/spip.php?article6787
circa 7 mesi fa
Dicevo in altri post in questo blog ed in altri forum della sinistra, (sempre censurati) che la causa principale dell’involuzione del sistema democratico in Italia, lo si deve alla personalizzazione eccessiva nella battaglia politica, per cui tutto ciò che riguarda una parte politica, è automaticamente identificato con gli errori che si imputano al leader della stessa. Questo attegiamento “sinistro” che come “reazione” ha una risposta tendente all’involuzione autoritaria di chi è considerato l’unico “despota” responsabile di tutti i mali, è di fatto il lasciapassare, la patente che dopo aver compattato i suoi sostenitori, li autorizza a sostenere la crescita di un dittatore.
E così succede che ogni volta si parla di qualsiasi problema con un esponente del PDL, gli si debbano rinfacciare tutte le “colpe” di Berlusconi, che intanto (guarda caso) va a lezioni da Lucashenko.
Dio ci salvi da tutti gli “intelligentoni” che foraggiano i dittatori.
Si rendono conto del danno, che stanno procurando al paese?
circa 7 mesi fa
Ciò non toglie che l’appoggio incondizionato ad un leader, in ragione degli attacchi che riceve, possa essere poco ispirato, quanto lo è stato il curriculum che trasuda perenni contrasti con chi è chiamato a far rispettare la legge.
circa 7 mesi fa
Infine ringrazio Chiara Garioni per avere postato un argomento importantissimo, nel blog.
La privatizzazione dell’acqua, così come gran parte dei Servizi
Pubblici Locali, trae origine da una normativa europea.
Ed appunto dato che mi sto interessando dell’argomento da un pò di tempo, con stupore registravo la stranezza di una legge “comunitaria” che favorisce l’interesse privato a danno di quello pubblico.
Adesso ho avuto la risposta. Si chiama Organizzazione Mondiale del Commercio, WTO, che sta promuovendo a tutto spiano la privatizzazione e l’apertura al Libero Mercato estero di praticamente tutti i servizi alla cittadinanza, anche quelli essenziali come sanità, acqua, istruzione, assistenza agli anziani ecc… con regole che impediranno di fatto agli amministratori locali la tutela dei cittadini meno abbienti che non possono permettersi servizi privati, oppure nel favorire impennate delle tariffe nell’erogazione dei servizi offerti al pubblico, ma privatizzati.
E’ una “decisione globale” voluta dai potentati economici sovranazionali e non a caso anche alcuni governi sudamericani hanno dovuto legiferare per tutelarsi dall’avanzata della privatizzazione planetaria dell’acqua. A livello mondiale siamo di fronte ad un processo di graduale appropriazione da parte di un’oligarchia di un bene universale che, in quanto indispensabile alla sopravvivenza, alla salute, ai requisiti minimi di qualità della vita, è inseparabile da qualsiasi accezione non puramente astratta di diritti, libertà, democrazia. E ciò avviene senza che la società civile sia sempre in condizione di esercitare un controllo su tale processo: anzi, considerando la cosa in una dimensione globale, non lo è quasi mai.
Tutto ciò si inserisce in un discorso ancor più globale tendente alla privatizzazione totale degli utili derivanti dalle cose “utili a tutti” e quindi sempre tradizionalmente “caldeggiate” anche dagli ambienti considerati alternativi al sistema, quali ad esempio tutte le attività economiche colegate all’ecologia.
Intanto in tutto il mondo si privatizzano gli acquedotti, e ciò avviene in parallelo al processo per cui una certa cultura politica anni Ottanta e Novanta, anche della sinistra storica, si è data entusiasticamente al “privato è bello” sempre e comunque ed ha energicamente spinto alla privatizzazione degli acquedotti come di tanti altri servizi. Dal canto loro gli organismi economici internazionali, Banca Mondiale, Fondo Monetario Internazionale e Organizzazione Mondiale del Commercio, “raccomandano” caldamente ai paesi poveri di privatizzare i loro servizi e ciò attraverso la pressione e capacità di convincimento esercitata dalle lobbies. Privatizzare i servizi: acquedotti compresi, consegnandoli a chi è già provatamente capace di razionalizzare risorse ed evitare sprechi… trattandosi di chi vuole ricavarne profitti.
circa 7 mesi fa
Cara Garioni,
non entro per ora sul tema dell’acqua e come dice giustamente Maffei mi potrei ritenere “libero” anche di non ascoltarti, se ti rivolgi con questi toni. Però concedimi questo.
Tra le righe noto un certo risentimento per la tua esclusione dalle commissioni comunali, nonostante il tuo nome fosse stato proposto dalle più alte sfere. A questo punto penso però che abbiano fatto bene a non inserirti: non siamo più ai tempi della amministrazione multicolore e a-partitica (?) di Bazzani: ora l’amministrazione Cipani è Politica espressione del PDL, Lega e indipendenti. La tua presenza avrebbe suscitato sicuramente troppe frizioni.
Invece dell’Herald Tribune, io leggo Tex Willer… e te lo consiglio, soprattutto l’edizione a colori in allegato il Giovedì a “Repubblica”.
Ebbene in Tex Willer si ritrovano i veri principi etici, sociali e politici del Centrodestra: difesa dei più deboli e delle minoranze (i pellerossa), difesa della legge e della giustizia a tutti i costi e con tutti i mezzi (contro i fuorilegge), difesa della libertà di tutti i popoli, mantenimento di ogni impegno preso e di tutte le promesse fatte, caccia spietata ai trafficanti di sostanze illegali (armi e whisky), impiego della razionalità e del buon senso per risolvere i problemi più intricati (Mefisto), disprezzo assoluto per i politicanti affaristi ed intrallazzatori (corruzione), condotta morale esemplare, rispetto dei valori più alti quali amicizia, famiglia, patria (nel suo caso gli USA).
Prova a leggerlo: forse verrebbe la voglia anche a te di fare la tessera del PDL………a Tex l’abbiamo già fatta!
circa 7 mesi fa
Beh Davide, ci andrei cauto, la diatriba se Tex sia di destra o di sinistra, risale ad alcuni decenni. Le cose che tu hai elencato, per quanto vere per ciò che riguarda il personagio dei fumetti, non è così ovvio che siano interpretate dal Centro Destra. Sulla difesa dei più deboli avrei dei dubbi, come sulla difesa della legge e della giustizia…
In realtà Tex rappresenta il politico ideale, super partes, che riesce a districarsi in ogni situazione con “l’impiego della razionalità e del buon senso per risolvere i problemi più intricati, disprezzo assoluto per i politicanti affaristi ed intrallazzatori”, ma votato all’interesse collettivo, sia nei confronti dei bianchi (destra), sia degli indiani (sinistra).
Prova a leggerlo…
circa 7 mesi fa
Ciao a tutti, ringrazio Cardigan, per le belle parole, contenute anche in questo documento che mi riguarda: http://www.cartonionline.com/personaggi/tex_willer.htm a conferma che l’Ispettore, è come me: scrupoloso osservante della verità e della giutizia.
Leggete con attenzione e scoprirete che Tex è stato l’antesignano, (quando ancora non si sapeva cosa fosse), dell’integrazione “consanguinea” tra razze diverse, nel rispetto della diversità delle culture, delle abitudini e dei costumi.
Infatti mio figlio Kit (Piccolo Falco) è nato da un amplesso, che ancor giovine ebbi con la bellissima squaw Lilith ed un legame più che fraterno mi lega al mio inseparabile pard indiano, Tiger Jack.
Fratelli, già siamo tutti fratelli.
Anch’io nel mio piccolo, personaggio di un fumetto di succeso, ho lanciato un messaggio etico: l’impronta della fratellanza, del rispetto, del superamento dele bariere razziali, su cui costruire una convivenza civile più umana.
No al razzismo, no al soppruso, no all’ingiustizia, no all’arroganza, no alla corruzione,
parola di Tex.
circa 7 mesi fa
Caro Tex, è un onore leggerti e conoscerti, seppur via web……ne sono quasi intimidito…..
In effetti questo aspetto dell’integrazione razziale tra uomini bianchi e pellerossa di cui sei stato meritoriamente l’antesignano, mi era sfuggito nella mia precedente disamina e dimostra la complessità e la modernità del tuo personaggio. Resto fermamente convinto però che il tuo carattere decisionista, a volte al limite delle regole, intransigente, duro, spesso violento (vedi le innumerevoli risse nei saloon) sia l’espressione di un’ anima politica fortemente sbilanciata da questa parte.
Condivido comunque con Maffei la difficoltà di inquadrarti nei rigidi schemi politici attuali, perchè sono molti gli sceneggiatori che ti danno vita di volta in volta e che pur senza volerlo trasmettono in te parte del loro carattere.
Comunque sia….continua così!
circa 7 mesi fa
Muy bien, Davide, anche se noto un eccesso di partigianeria. In ogni caso riconosco che il decisionismo, la rudezza e l’arrivare subito al sodo, siano espressione della destra, mentre la nobiltà di difendere i deboli, i maltrattati, i semplici, la sete di giustizia è nell’animo soprattutto della sinistra.
Io incarno entrambe: a avolte sono dolce come il miele ed a volte li prendo ambedue a sganassoni. Ma sempre a fin di bene.
Per tutti i diavoli Calderan, non hai risposto a Cardigan… neppure coi segnali di fumo.
circa 7 mesi fa
_________________________________________________________________________((Peste! E così si scopre, che il giovedì Davide Calderan tradisce “Il giornale” e “Libero”, per “Repubblica”, a causa mia.
Eppure c’erano gli allegati di Libero, su Berlusconi e su Mussolini…)
________________________________________________________________________
circa 7 mesi fa
Salve, sono un cittadino dell’Italianistan.
Vivo a Milano 2, in un palazzo costruito dal Presidente del Consiglio.
Lavoro a Milano in una azienda di cui è mero azionista il Presidente del Consiglio. Anche l’assicurazione dell’auto con cui mi reco a lavoro è del Presidente del Consiglio, come del Presidente del Consiglio è l’assicurazione che gestisce la mia previdenza integrativa.
Mi fermo tutte le mattine a comprare il giornale, di cui è proprietario il Presidente del Consiglio. Quando devo andare in banca, vado in quella del Presidente del Consiglio.
Al pomeriggio esco dal lavoro e vado a far spesa in un ipermercato del Presidente del Consiglio, dove compro prodotti realizzati da aziende partecipate dal Presidente del Consiglio.
Alla sera, se decido di andare al cinema, vado in una sala del circuito di proprietà del Presidente del Consiglio e guardo un film prodotto e distribuito da una società del Presidente del Consiglio (questi film godono anche di finanziamenti pubblici, elargiti dal governo presieduto dal Presidente del Consiglio).
Se invece la sera rimango a casa, spesso guardo la TV del Presidente del Consiglio, con decoder prodotto da società del Presidente del Consiglio, dove i film – realizzati da società del Presidente del Consiglio – sono continuamente interrotti da spot realizzati dall’agenzia pubblicitaria del Presidente del Consiglio. Soprattutto, guardo i risultati delle partite, perché faccio il tifo per la squadra di cui il Presidente del Consiglio è proprietario.
Quando non guardo la TV del Presidente del Consiglio guardo la RAI, i cui dirigenti sono stati nominati dai parlamentari che il Presidente del Consiglio ha fatto eleggere.
Allora mi stufo e vado a navigare un po’ in Internet, con provider del Presidente del Consiglio..
Se però non ho proprio voglia di TV o di navigare in Internet, leggo un libro, la cui casa editrice è di proprietà del Presidente del Consiglio.
Naturalmente, come in tutti i paesi democratici e liberali, anche in Italianistan è il Presidente del Consiglio che predispone le leggi che vengono approvate da un Parlamento dove molti dei deputati della maggioranza sono dipendenti ed avvocati del Presidente del Consiglio, …
che governa nel mio esclusivo interesse.
MORALE : CHI VOTA PDL E’…..
circa 7 mesi fa
L’ispettore Cardigan, giustamente, ha scritto: “Ciò non toglie che l’appoggio incondizionato ad un leader, in ragione degli attacchi che riceve, possa essere poco ispirato, quanto lo è stato il curriculum che trasuda perenni contrasti con chi è chiamato a far rispettare la legge.”
L’errore più grave che riguarda il PDL è di avere sostenuto il condizionamento istituzionale iniziato da Mani Pulite (1992) e tuttora in auge (qundi quasi un ventennio)che di fatto ha bloccato la vita politica ed istituzionale, sulle vicende giudiziarie del leader, ed ha rallentato il progresso del paese.
Questa è la responsabilità più grave che nonostante si cerchi di ignorare, è talmente evidente, che infine la storia non potrà dimenticare.
circa 7 mesi fa
BUONGIORNO, MI PIACEREBBE ESSERE IL CITTADINO DI UNA PATRIA NON OCCUPATA DAGLI INVASORI ROMANI…..E DA QUELLI CHE ARRIVANO TUTTI I GIORNI SENZA NEPPURE SAPERE CHI SONO…. E DOVE I PRINCIPI ETICI E MORALI FOSSERO LA BASE DELLO STATO E DEI CITTADINI TUTTI…….INVECE…
…LAVORAVO ALLA COOP E HO SAPUTO IN QUESTI GIORNI (ANCHE SE TUTTO VERRA’ INSABBIATO) CHE ANCHE LE MIE TELEFONATE PERSONALI ERANO INTERCETTATE E CHE AL LAVORO C’ERANO TELECAMERE IN TUTTI I POSTI ANCHE QUELLI INIMMAGINABILI………PENSAVO CHE CERTE “ABITUDINI” RIGUARDASSERO ALTRI LUOGHI DI LAVORO…..QUELLI DEI “PADRONI”……MI SBAGLIAVO….CAPITA AGLI IDEALISTI CREDULONI…….DIMENTICAVO….
NEI GIORNI SCORSI IL SOLE 24 ORE CI HA AMPIAMENTO ILLUSTRATO QUALE RAZZA DI POTENZA ECONOMICA-FINANZIARIA SIA TALE GRUPPO BANCARIO-ASSICURATIVO-COMMERCIALE-ECC-ECC (CHE PAGA POCHE IMPOSTE FACENDO CONCORRENZA “SLEALE” AGLI ALTRI SOGGETTI SUL MERCATO CHE SONO INVECE IMPRESE “CON SCOPO DI LUCRO”….E NON COOPERATIVE!!!!!)………
E FACENDO IL VERSO A ZATTONI POSSO AGGIUNGERE…
MORALE: CHI VOTA PD E’…………
circa 7 mesi fa
concordo con renzo santini. le coop sono tra le più grandi truffe del secolo scorso, avendo tradito le scopo per cui sono state create: superare lo sfruttamento della forza lavoro. infatti il principio di uguaglianza riguarda solo i soci, mentre la manodopera, è sfruttata forse più che altrove.
inoltre proprio perchè sono vere e proprie società, hanno avuto per decenni agevolazioni fiscali immotivate ed immeritate che sono pesate sui contribuenti comuni e “reali”.
tra le recenti furberie di queste onlus c’è la competenza quali agenzie di collocamento della manodopera extracomunitaria che viene pagata pochi euro all’ora, mentre la coop incassa più del doppio dalle aziende che si avvalgono delle prestazioni.
Detto ciò le colpe e le furberie di una parte, non giustificano le magagne dell’altra.
circa 7 mesi fa
e ora popolo di saccenti ditemi cosa farebbe tex willer con pd e pdl io inmagino la sua soluzione ,mà sarebbe sconveniente inlustrarvela
circa 7 mesi fa
Per tutti i diavoli, vecchio satanasso di un Fabrizio! Ciò che tu immagini in parte è già stato fatto, speriamo se ne rendano conto.
Oltre a prendere a sganassoni, dentro e fuori dal saloon, serve anche costruire e, costruire secondo giustizia, per il bene di tutti.
E che un blog riesca ad indirizzare la via, anzi le vie… beh ci vorranno decenni. Hasta la vista companero.
circa 7 mesi fa
Caro Tex, in effetti sono un lettore di centrodestra un po’ anomalo, che legge anche i giornali dell’altra parte, normalmente “Bresciaoggi” e il “Corriere”, però credimi, “Repubblica” …corna di mille bisonti, proprio non ci riesco e gliela lascio sempre lì, al buon caro Eight Smallcastles del General Store di Pubpubback.
circa 7 mesi fa
Ed ora un commento serio.
La mozione sull’acqua che è riportata più sopra a cura di Chiara Garioni sarà il cavallo di battaglia della Sinistra nel prossimo futuro e sarà proposta a breve ai Consigli Comunali di tutta l’area gardesana per l’approvazione. Ma non è altro che l’ennesima mistificazione della realtà che si vuole produrre.
E’ lapalissiano dire che ….”l’acqua rappresenta fonte di vita insostituibile per gli ecosistemi, dalla cui disponibilità dipende il futuro degli esseri viventi” … e…”costituisce, pertanto, un bene comune dell’umanità, il bene comune universale, un bene comune pubblico, quindi indisponibile, che appartiene a tutti…”.
Ma dire che …”con l’approvazione della legge 135/09 i Consigli Comunali ed i Sindaci eletti dai cittadini saranno espropriati dalla gestione dell’acqua potabile, avviando così la privatizzazione e la riduzione a merce di un bene essenziale per ogni essere vivente, contrariamente ai valori che sempre più si vanno affermando a livello internazionale”… è totalmente falso e privo di fondamento.
La legge 135/09 infatti non privatizza un bel niente: la proprietà dell’acqua rimane sempre pubblica; ed è solo la gestione delle reti, acquedotti, fonti di approvvigionamento che può passare ai privati per una misura massima però del 40%,in modo che anche il controllo della gestione resti comunque pubblica al 60%.
Il motivo di questa nuova legge sta negli enormi sprechi che ci sono stati finora e che i vari enti pubblici fino ad oggi unici gestori di questa risorsa, non sono riusciti e non riescono ad evitare: siamo il peggior paese europeo per quanto riguarda gli sprechi d’acqua con ben 2,5 miliardi di metri cubi che ogni anno si perdono per inefficienza della rete di distribuzione, eppure discendiamo dagli antichi Romani i più grandi ingegneri idraulici di tutti i tempi! Il legislatore intende in questo modo coinvolgere il privato, apportatore di quei capitali che il pubblico non ha più, da investire nel miglioramento della rete distributiva. Ecco spiegato l’arcano. Mi sembra abbastanza semplice. Come mi sembra abbastanza chiaro il disegno politico della Sinistra di iniziare la campagna elettorale per le Regionali, speculando su un tema così populista e demagogo.
Tra l’altro fu proprio la Sinistra con la legge Galli del 1997 a togliere la gestione ai Comuni degli acquedotti per darli alle aziende compartecipate: nel nostro caso la gestione passò a Gardauno. Quindi a ben vedere, furono loro a iniziare tutto……..
circa 7 mesi fa
Fulmini e saette! Quando scrivo le cose, però dovete riflettere.
Dove c’è stata la privatizzazione le tariffe sono aumentate, non poco, in alcune regioni italiane anche del 50%.
Capisco la preoccupazione sugli sprechi idrici pubblici, ma se per superarli si aumentano subito le bollette dei cittadini, sarebe stato capace anche il bisnonno di Kit Carson.
Il pubblico pur con gli sprechi, garantisce un risparmio effettivo all’utenza e se per recuperare 50 litri di acqua dispersi nella rete dell’acquedotto, dobbiamo scomodare le multinazionali fracesi o americane, che non aspettano altro di intervenire raddoppiando le bollette, no dico non era più saggio, utile, razionale, civico, meno dispendioso, più intelligente, risparmioso, utile, obbligare per legge i gestori attuali ad un monitoraggio degli impianti e trovare soluzioni compatibili con le reali necessità e disponibilità?
In fondo stiamo parlando di un bene prezioso, anzi preziosissimo, ma che se non cade nell’acquedotto, finisce in pozzanghere
Ueeeehhh scendiamo dal ficus.
Ho anche scritto che la norma deriva da decisioni sovranazionali, infatti in Bolivia, l’aumento delle tariffe dell’acqua del 20 per cento,che ha visto una mobilitazione vistosa dei cittadini, previsto dal progetto governativo della Legge delle Acque, ne affida la gestione a un consorzio di multinazionali europee e americane.
E’ un progetto di globalizzazione delle risorse idriche dove solo il 40%, gestito da pochi, è una somma difficile da scrivere per il numero degli zeri che contiene.
Perciò la difesa del governicchio italiano, in questo contesto lascia il tempo che trova. Anche se la normativa nazionale è responsabilità, comunque del governo.
circa 7 mesi fa
Ueeeehhh scendiamo dal ficus. Della serie come contestare “l’apparentemente incontestabile”
Tutto incominciò con una intuizione ecologista infantile, (anzi non diciamo mai più infantile. Perchè dire infantile quando spessissimo i bimbi sono molto, molto, molto più intelligenti degli adulti?)
Tutto incominciò quando un tizio ecoimbecille, allarmato per la siccità che attanaglia alcune regioni del pianeta, impose a sè ed ai propri famigliari il risparmio del consumo di acqua, nella propria casa.
Quando l’eroe e la sua impresa furono divulgate sui giornali ed in televisione, nessuno si preoccupò di osservare che il tizio abitava in zona molto piovosa, soggetta a frequenti inondazioni e che il suo sacrificio sarebbe servito solo a farlo puzzare di più. Infatti una conseguenza riscontrata anche tra i suoi seguaci è che puzzano come capre, perchè per mantenersi fedeli al voto di astinenza dall’acqua, si lavano pochissimo.
Tra questi risaltò pure l’impresa di un lord, nonchè parlamentare inglese (da notare che già gli inglesi ignorano per principio l’uso del bidet), il quale si vantò, di non tirare mai più lo sciaquone, per non incorrere nello spreco di acqua.
Si consideri che “il lordone” vive in una nazione in cui per molti mesi dell’anno, piove anche 3/4 volte al giorno e che perciò gli acquedotti sono sempre molto pieni. Infati vi risulta sia mai successa una siccità in Gran Bretagna? No non succederà mai, eppure chiudono i rubinetti per evitare lo spreco. Quale spreco se è la natura che per prima spreca in queste regioni? E per quanto zozzi ed assetati, cambierà qualcosa per l’arsura, che domina l’Africa o altrove? Non cambierà un fico secco. Ma cambierà il fatturato dele multinazionali dell’acqua, che impossessatesi di un problema spesso inesistente, sviluppato con grande enfasi dalle organizzazioni ecologiste, e quindi considerato da tutti più vero che mai, hanno deciso di “inculcare” un altro problema, con annessa la soluzione per fare soldi: privatizzare gli acquedotti, in modo di eliminare lo spreco e le perdite di acqua dai tubi, frequenti nella gestione pubblica.
Nessuno lo dice ma gli sprechi andrebbero eliminati nelle zone dove c’è effettivamente la siccità o il pericolo che possa realmente manifestarsi, mentre nelle zone dove vi è un esubero, ossia una quantità di acqua comunque non utilizzata, le perdite nelle reti degli acquedotti, non sono uno spreco.
circa 7 mesi fa
Borgo+39, una vicenda che ci porta fuori comune, ma che per mesi ha appassionato la cittadinanza gardesana che ha a cuore la salvaguardia del territorio. L’articolo di Sergio Zanca su Bresciaoggi illustra le ultime fasi con l’approvazione del progetto. http://www.bresciaoggi.it/stories/Provincia/124147__borgo_39_il_maxi-progetto_ha_il_via_libera/
Da notare che Roberto Righettini non solo è Sindaco di Toscolano Maderno, ma anche Presidente della Comunità Montana Alto Garda. E che un’esponente del Carroccio si è dissociata.
E’ l’ennesima sconfitta della democrazia che tristemente risuona sulla Riviera, quando la mobilitazione popolare è mortificata, come sinora è accaduto in tutte le vicende in cui è stata usata, cito alcune petizioni popolari clamorosamente inascoltate:
in Difesa del Pronto Soccorso di Salò;
in Difesa del Presidio Cardiologico di Fasano;
contro la speculazione edilizia sull’Area Esso a Gardone;
in difesa dell’area Pratomaggiore a Cunettone di Salò;
contro la speculazione edilizia in località Tavina a Salò;
contro la speculazione edilizia nell’area ex Campo Amadei a Salò;
contro la speculazione dell’area Borgo+39 a Toscolano Maderno.
Il sindaco Roberto Righettini ha concluso: “Noi siamo stati eletti per decidere». E’ una frase che sento ripetere spesso, quando gli amministratori messi alle strette, non sanno cosa rispondere.
Siete stati eletti caro Righettini, dal popolo, perchè fosse ascoltato.
Invece prevale sempre l’ascolto degli interesi privati.
circa 7 mesi fa
«No» alla privatizzazione dell’acqua
Il Tempo – 12 Dicembre 2009
Provincia. Votato all’unanimità un ordine del giorno che esprime dissenso sul decreto Ronchi e invita governatore e parlamentari a promuovere ricorso di costituzionalità
Ed. Molise
Di Carmen Sepede
La Provincia di Campobasso dice no alla privatizzazione della distribuzione dell’acqua consentita dal decreto Ronchi. E lo fa approvando all’unanimità un ordine del giorno condiviso trasversalmente, che impegna il presidente della giunta Nicola D’Ascanio, l’esecutivo e l’assise di palazzo Magno ad attivarsi presso i parlamentari di tutte le forze politiche per il ritiro delle nuove norme, che includono il servizio idrico tra i servizi pubblici locali di rilevanza economica, garantendo autonomia di scelta agli enti locali. Un «pressing» parallelo sarà effettuato nei confronti del presidente della Regione Michele Iorio e dei parlamentari molisani, per presentare ricorso di costituzionalità contro il decreto legge 135/2008, a tutela del principio di sussidiarietà garantito dalla Costituzione.
A determinare la forte presa di posizione del Consiglio provinciale, pur nel distinguo delle posizioni politiche e personali, le preoccupazioni per il possibile aumento dei costi del servizio idrico. Da qui la volontà di inserire nello statuto dell’ente il riconoscimento dell’acqua come «bene comune e irrinunciabile diritto umano, naturale ed universale». Parallelamente sarà promossa la costituzione di un «Coordinamento degli enti locali molisani», finalizzato alla ricerca delle migliori soluzioni per la gestione del servizio idrico e della sua fruizione da parte di tutti i cittadini, in particolare quelli che vivono in situazioni di indigenza.
Il dibattito sulla privatizzazione dell’acqua ha impegnato buona parte dei lavori della seduta di ieri di seconda convocazione, con gli interventi dei consiglieri e del presidente D’Ascanio.
circa 7 mesi fa
Bollette dell’acqua da salasso. Abbanoa invia le ingiunzioni
La Sardegna – 23 Gennaio 2010
Il caso. Il gestore manda solleciti di pagamento minacciando la sospensione del servizio
Fatture per più anni che superano i mille euro nonostante l’accordo con l’Adiconsum.
Tornano le bollette pazze, questa volta trasformate in ingiunzioni di pagamento “cumulative” per varie annualità. Abbanoa ricorre alle maniere forti per incassare cifre che spesso superano i mille euro. Sono durate poche ore le buone intenzioni ratificate con un impegno formale con l’associazione dei consumatori Adiconsum: Abbanoa continua a far sentire il fiato sul collo degli utenti sardi.
Una raffica di cartelle sta raggiungendo in questi giorni i cittadini olbiesi, galluresi e di tutta l’Isola. Ora la questione si fa drammaticamente più seria perché nelle cassette delle lettere si rischia di ricevere anche un avviso di colore rosso che in dica un sollecito di pagamento con minaccia di sospensione del servizio. A tante famiglie già accaduto.
In Gallura è un vero e proprio assedio dichiarato all’utente. Bollette che partono da 400,500 e 600 euro e che arrivano a superare i mille euro. Il conto è salato per tutti, piccole famiglie e anziani pensionati che vivono da soli. Secondo una nota ufficiale dell’Adiconsum, però, non tutto ciò che viene dichiarato è legittimo. A cominciare dalle fatture con importi relativi a consumi di più anni cumulati. In alcune bollette che superano i mille euro, risultano consumi calcolati dal dicembre del 2006 allo stesso mese del 2008, due anni di uso di risorsa idrica. Non sarebbe però imputabile all’utente il fatto che Abbanoa o l’ente di gestione precedente non avesse mandato le cartelle nei tempi previsti. «I questi casi si deve sospendere il pagamento – spiega Giorgio Vargiu di Adiconsum – la società non può strozzare l’utente imponendogli di pagare cifre così alte per responsabilità che non dipendono certo dal consuma tore». Un nuovo fronte di controversia che oppone l’associazione per la tutela del consumatore ad Abbanoa sulle bollette da capogiro.
G.ME.
circa 7 mesi fa
FORUM ITALIANO DEI MOVIMENTI PER L’ACQUA
20 Marzo 2010 – Manifestazione nazionale a Roma
Appello per la manifestazione
Per la ripubblicizzazione dell’acqua, per la tutela di beni comuni, biodiversità e clima, per la democrazia partecipativa
Insieme, donne e uomini appartenenti a comitati territoriali e associazioni, forze culturali e religiose, sindacali e politiche, abbiamo contrastato i processi di privatizzazione dell’acqua portati avanti in questi anni dalle politiche governative e in tutti i territori.
Insieme abbiamo costituito il Forum Italiano dei Movimenti per l’Acqua e raccolto più di 400.000 firme a sostegno di una proposta di legge di iniziativa popolare per la tutela, il governo e la gestione pubblica dell’acqua.
Mentre la nostra proposta di legge d’iniziativa popolare giace nei cassetti delle commissioni parlamentari, l’attuale Governo ha impresso un’ulteriore pesante accelerazione, approvando, nonostante l’indignazione generale, leggi che consegnano l’acqua ai privati e alle multinazionali (art. 23bis, integrato dall’ art. 15-decreto Ronchi).
Non abbiamo alcuna intenzione di permetterglielo.
La nostra esperienza collettiva, plurale e partecipativa è il segno più evidente di una realtà vasta e diffusa, di un movimento vero e radicato nei territori, che ha costruito consapevolezza collettiva e capacità di mobilitazione, sensibilizzazione sociale e proposte alternative.
Chiamiamo tutte e tutti ad una manifestazione nazionale a Roma sabato 20 marzo, per bloccare le politiche di privatizzazione dell’acqua, per riaffermarne il valore di bene comune e diritto umano universale, per rivendicarne una gestione pubblica e partecipativa, per chiedere l’approvazione della nostra legge d’iniziativa popolare, per dire tutte e tutti assieme “L’acqua fuori dal mercato!”.
Nella nostra esperienza di movimenti per l’acqua, ci siamo sempre mossi con la consapevolezza che quanto si vuole imporre sull’acqua e in ciascun territorio è solo un tassello di un quadro molto più ampio che riguarda tutti i beni comuni, attraversa l’intero pianeta e vuol mettere sul mercato la vita delle persone.
La perdurante crisi economica, ambientale, alimentare e di democrazia, è la testimonianza dell’insostenibilità dell’attuale modello di produzione, consumi e vita.
Il recente fallimento del summit ONU di Copenaghen è solo l’ultimo esempio dell’inadeguatezza delle politiche liberiste e mercantili, incapaci di rispondere ai diritti e ai bisogni dell’umanità.
Se il mercato ha prodotto l’esasperazione delle diseguaglianze sociali, la cronicità della devastazione ambientale e climatica, la drammaticità di grandi migrazioni di massa, non può essere lo stesso mercato a porvi rimedio.
Analogamente alle battaglie sull’acqua, in questi anni e in moltissimi territori, sono nate decine di altre resistenze in difesa dei beni comuni.
Significative mobilitazioni popolari, capaci di proposte alternative nel segno della democrazia condivisa, stanno tenacemente contrastando la politica delle “grandi opere” devastatrici dei territori, una gestione dei rifiuti legata al business dell’incenerimento, un modello energetico dissipatorio e autoritario, basato su impianti nocivi ed ora anche sul nucleare.
Rappresentano esperienze, culture e storie anche molto diverse fra loro, ma ugualmente accomunate dalla voglia di trasformare questo insostenibile modello sociale, difendendo i beni comuni contro la mercificazione, la salute contro tutte le nocività, i territori contro le devastazioni ambientali.
Chiamiamo tutte queste realtà a costruire assieme la manifestazione nazionale di sabato 20 marzo.
Ciascuna con la propria esperienza e specificità, ciascuna con la propria ricchezza e capacità.
Pensiamo che la manifestazione, oltre ad essere un importante ed unificante momento di lotta, ponga con intelligenza e determinazione la questione della democrazia partecipativa, ovvero l’inalienabile diritto di tutte/i a decidere e a partecipare alla gestione dell’acqua e dei beni comuni, del territorio e dell’energia, della salute e del benessere sociale.
Consapevoli delle nostre differenze, accomunati dal medesimo desiderio di un altro mondo possibile.
http://www.acquabenecomune.org/
circa 7 mesi fa
Ringrazio Queequeg per gli ottimi interventi, dei quali mi preme sottolineare soprattutto che “La Provincia di Campobasso dice no alla privatizzazione della distribuzione dell’acqua consentita dal decreto Ronchi. E lo fa approvando all’unanimità un ordine del giorno condiviso trasversalmente…”
Se vogliamo veramente che la protesta, non si esaurisca con la facile strumentalizzazione politica, senza modificare lo status che si vorrebbe instaurare, è indispensabile che sia mantenuto un interesse trasversale dell’intera questione.
L’acqua è un bene di tutti, sia per i simpatizzanti del PD, sia del PDL.
La cosa che davvero non bisogna fare, lo dico all’amico Calderan, è difendere un provvedimento indifendibile, come quello che consente la privatizzazione, con il rischio di arrivare alle elezioni con il rubinetto chiuso.
circa 7 mesi fa
Ringrazio anch’io Queequeg per gli ottimi interventi ….di parte portati alla discussione. Ma dovete spegarmi perché sia indifendibile un provvedimento che mira in primo luogo al risparmio idrico: come si può continuare a permettere uno spreco del genere come quello attuale? Mi son scordato di dire che i …” 2,5 miliardi di metri cubi che ogni anno si perdono in Italia per inefficienza della rete di distribuzione”….. equivalgono al 50% !!!!!! dico 50% del totale di tutta l’acqua prodotta in Italia in un anno!!!!. Non é salvaguardare l’ambiente tentare di risparmiare il 50% di acqua. Non é amore per la Natura, per la nostra Terra, per i nostri figli?????? Come tutti i prodotti, procedure, macchinari, sistemi produttivi ecc. cosiddetti verdi ed ecologici anche questo nuovo ordinamento legislativo potrà essere più costoso, ma mi domando:
le lampadine ad alta resa non costano di più di quelle tradizionali?
I pannelli solari o fotovolaici non costano di più di una caldaia tradizionale? La carta riciclata non costa di più di quella tradizionale? Le auto ad idrogeno o elettriche non costano di più di quelle a petrolio? Per il momento fino a quando non ce ne sarà la necessità ogni medologia verde costa purtroppo di più di quella tradizionale. Per il momento solo l’intervento dei Privati nelle aziende di distribuzione idrica può garantire investimenti tesi al miglioramento dell’efficienza della rete. Se il risparmio idrico avrà un costo, ebbene io lo sopporterei comunque volentieri. Mentre i pseudo-ecologisti di sinistra, come risparmierebbero l’acqua, non lavandosi?????
circa 7 mesi fa
Uèè Calderan, però non farmi scrivere ndaren, ti ho già risposto.
Se la rete idrica è in esubero, non c’è spreco poichè la non utilizzazione dell’esubero è di per sè uno spreco naturale, ed eventuali perdite non solo nient’altro che un esubero di un prodotto che ci viene elargito (per fortuna) gratuitamente dalla natura.
E (per fartuna) gran parte della rete idrica italica è in esubero di materia prima. E quindi si deduce che questa lotta generica allo spreco è in larga misura inutile, anzi pretestuosa, per dare un motivo seppur infondato, agli aumenti generalizzati delle tariffe.
Le perdite casomai andrebbero risolte nelle zone in cui sia evidente la concomitanza di carenze nell’erogazione del servizio, siccità ecc…ma farle a casaccio, trattasi di una fregatura colossale a danno dei cittadini.
E poi scusa perchè privatizzare, quando gli interventi possono farli benissimo le aziende che gestiscono la rete?
Per potere godere vita natural durante per l’eternità, degli aumenti, che una volta stabiliti, saranno costanti e cronici, in cambio di piccoli interventi risolvibili in breve tempo.
circa 7 mesi fa
No dico qui non è questione di opinionismo, ma dell’assurdità di scambiare la riparazione di un taxi, non con la giusta retribuzione che spetta a chi l’ha effettuata, bensì offrendogli il 40% della gestione e quindi di tutti gli introiti dell’attività che il servizio taxi riceverà per sempre in futuro.
E questo in tutto il territorio nazionale, europeo, mondiale.
Non vedo cosa ci sia di intelligente ed ecologico da difendere, per i comuni cittadini.
circa 7 mesi fa
…..”E poi scusa perchè privatizzare, quando gli interventi possono farli benissimo le aziende che gestiscono la rete?”……
Privatizzare perchè mi risulta che tulle le aziende che gestiscono attualmente la rete distributiva italiana siano senza palanche e sull’orlo del fallimento. Solo l’apporto di capitali freschi privati può consentire qualsiasi investimento. Gardauno é forse un’azienda florida? Eppure é nel ricco Nord-est. Immaginiamoci al Sud che splendidi bilanci hanno queste aziende.
Eppoi non sono assolutamente d’accordo sul fatto che …….”non c’è spreco poichè la non utilizzazione dell’esubero è di per sè uno spreco naturale, ed eventuali perdite non solo nient’altro che un esubero di un prodotto che ci viene elargito (per fortuna) gratuitamente dalla natura”………..
Se non ci fosse consumo, l’acqua che sparisce non andrebbe mica persa negli impianti distributivi, ma rimarrebbe negli accumuli naturali, nei bacini, dighe, fonti, laghi e verrebbe dispersa attraverso i sovrappieni naturali che sono i fiumi, ruscelli, ecc.
Invece non è così. Tranne casi eccezionali di annate di pioggie abbondanti, la norma è che essi siano sempre al limite…di sopravvivenza.
Scusa se mi ripetoe a volte non ti capisco, ma sono un pò margnucco.
circa 7 mesi fa
No non sei margnucco, sei solo un pò troppo votato a difendere tutto a destra, anche le scelte del governo, delle quali a volte sarebbe il caso di sganciarsi, come ha fatto, sula privatizzazione dell’acqua, il comune di Prevalle, amministrato dal Centro Destra.
Io credo che se su questa questione ci fosse stata effettivamente la volontà di adeguare e migliorare la rete idrica per il bene della collettività, non si doveva giungere alla privatizzazione, seppure parziale della gestione del servizio, bensì fissare una data di lungo termine, es. il 31/12/2015, entro la quale il gestore avrebbe dovuto effettuare gli interventi, avvalendosi anche dell’opera di imprese private. Tutto molto logico e semplice.
Invece cedere il 40% della proprietà, degli introiti ecc…non solo è assurdo, ma perfino scandaloso.
Per quanto riguarda Garda Uno mi diceva giusto il Consigliere all’ecologia ed innovazioni tecnologiche, che i bilanci sono in attivo di alcuni milioni di euro.
Sul discorso provocatorio sugli esuberi, il senso è che bisogna capire se a fronte di una normativa generica, lo sforzo vale la pena di essere affrontato, considerando il peso di tariffe più elevate per i cittadini e della circostanza che in molte regioni l’acqua, che è gratis, non manca mai. Scusa ma adesso tutto d’un tratto, gli acquedotti di tutta Italia e di mezzo mondo devono essere messi a posto, per eventuali (non obbligatorie) perdite nelle tubazioni? Tutto ciò mentre in tutta la provincia, molti comuni si stanno organizzando per regalare nelle fontane pubbliche acqua liscia, gasata e ferrarelle?
E poi guarda che tra il fare nulla, proprio nulla sul fronte delle perdite negli acquedotti, e svendere la gestione al privato e vedersi raddoppiate le bollette, c’è anche la via del buon senso di individuare con pazienza certosina le perdite e porvi rimedio.
circa 7 mesi fa
Inoltre voglio aggiungere una considerazione di carattere locale. A parte qualche carenza sporadica in piena stagione calda, a Salò o a Gardone, dovuta alla mancata valutazione del reale fabbisogno di acqua in alta stagione con aumento della popolazione turistica e degli sprechi per via di piscine e di annaffiare giardini, il problema è stato risolto nel modo più semplice, attingendo più acqua con nuovi pozzi, o nel deviare il corso di fiumi sotterranei ,oppure nell’usare l’acqua del lago, della quale ne abbiamo in abbondanza, il tutto collegato ai tubi dell’acquedotto.
In altre parole si vuol dire che qui “in Riviera” l’acqua certo non manca e se prima ci sono stati problemi è solo perchè con superficialità non si è considerato di sfruttarla di più.
Ed i problemi li ha risolti con competenza il gestore (Garda Uno), senza fuorvianti manovre da far pesare sui bilanci delle famiglie gardesane.
circa 7 mesi fa
questo governo di centro-destra sta privatizzando tutto….
la distribuzione dell’acqua, la sanità, le forze armate, la protezione civile, le aziende statali ( alfa romeo, pastifici, l’alitalia, ecc ), le carceri….tutto quello che si può insomma.
un governo che raccoglie voti favorendo certi ceti sociali…e gli amici.
è logico che il privato investe per un solo scopo: il profitto.
ormai tutti gridano in favore della privatizzazione, e si vergognano a parlare di nazionalizzazione, anche la sinistra….
lo Stato invece non deve guardare al profitto, ma ad una politica sociale che crea posti di lavoro, anche se non da profitto, a vantaggio dei cittadini italiani e per una giusta pace sociale.
se il servizio pubblico non funziona, si mandano a casa gli incapaci ( i politici trombati ) e si interviene con decisione.
ma con questo governo tutto è inutile, a loro interessa solo fare profitto e privatizzare, non interessa il popolo che fatica ad arrivare a fine mese.
dove sono finiti i valori della destra sociale negli amici ex-AN ????
circa 7 mesi fa
Eheheh, bravo Paolo. Oggi, senza considerare la posizione super partes del sottoscritto, l’occhio critico della destra è alla sua destra.
Che ci sia qualcosa che non quadra, nella destra degli ultimi tempi, ad ogni modo se ne sono resi conto Fini e Casini che, guarda caso, entrambi hanno ricoperto la carica istituzionale di Presidente della Camera.
L’abbaglio è nel profitto che sta sconvolgendo la vita politica, disarcionando l’etica, purtroppo in modo trasversale. Se ti fai vedere bravo ad arraffare, facendola sempre franca, è molto, molto facile essere imitati, anche dagli alleati e dall’oposizione.
Premesso che sono stato l’unico cittadino ad esprimere il dissenso per la mancata segnalazione, sulle targhe della RSI, delle forze alleate o partigiane che subentrarono negli immobili della Repubblica Sociale, credo che se ci fu un dato positivo, un esempio lasciato dal capo del fascismo Benito Mussolini, questo fu che nessun arricchimento personale fu fatto dalla famiglia Mussolini, durante il ventennio, nonostante l’enorme potere avuto.
circa 7 mesi fa
Segnalo che stassera su raitre alle 21.30 c’è un’inchiesta dal titolo acqua rubata” di Riccardo Iacona. Si preannuncia ottima.