idee, parole e fatti…in diretta dal Lago di Garda
PDL Gardone Riviera – 23 Gennaio – Nomina Nuovo direttivo e chiusura prima fase adesioni
Carissimi lettori,
pubblico la lettera inviatami dall’amico Davide.
Buona lettura
Stefano Ambrosini

Il Popolo della Libertà di Gardone Riviera comunica che Sabato 23 Gennaio verranno nominati i membri del nuovo Direttivo Comunale e chiusa la prima fase delle adesioni.
Chiunque volesse informazioni per aderire al PDL o volesse dare la propria disponibilità a candidarsi al Direttivo Comunale può contattare i Sigg. Dott. Stefano Visconti ex Coordinatore di FI (cell. 3487480772) e Davide Calderan ex Presidente circolo di AN (cell. 335 5879587).
Il portavoce PDL di Gardone Riviera
Davide Calderan
| Stampa l'articolo | Questo articolo è stato pubblicato da Ambro il 18 gennaio 2010 alle 00:21, ed è archiviato come Generali. Puoi seguire i commenti a questo post attraverso RSS 2.0. Puoi pubblicare un commento o segnalare un trackback dal tuo sito. |
circa 7 mesi fa
L’abbaglio è nel profitto che sta sconvolgendo la vita politica, disarcionando l’etica, purtroppo in modo trasversale. Se ti fai vedere bravo ad arraffare, facendola sempre franca, è molto, molto facile essere imitati, anche dagli alleati e dall’oposizione.
Premesso che sono stato l’unico cittadino ad esprimere il dissenso per la mancata segnalazione, sulle targhe della RSI, delle forze alleate o partigiane che subentrarono negli immobili della Repubblica Sociale, credo che se ci fu un dato positivo, un esempio lasciato dal capo del fascismo Benito Mussolini, questo fu che nessun arricchimento personale fu fatto dalla famiglia Mussolini, durante il ventennio, nonostante l’enorme potere avuto.
circa 7 mesi fa
Sull’acqua, purtroppo l’opposizione è arrivata tardi, e molto dopo i cattolici più impegnati. Adesso c’è un gran daffare in vista delle elezioni, anche sul piano mediatico: antico vizio questo cavalcare le giuste battaglie solo quando c’è un tornaconto elettorale. Auguriamoci serva quantomeno a far riflettere la maggioranza ed il governo, a fare un passo indietro sulla privatizzazione.
Mentre l’azione forsennata solo in vista delle elezioni, può essere un campanello d’allarme per capire che prima e dopo, di solito “tutto tace”.
circa 7 mesi fa
Mi ero ripromesso di evitare di farmi coinvolgere ancora nelle discussioni sul blog (in buona parte monologhi, per la verità) che diventano sempre meno appassionanti e sempre più a senso unico.
Ma tant’è, intervengo ancora una volta solo per ribattere alle ultime banalità che definire imbarazzanti è un eufemismo.
Perché più che per la propria firma sarebbe meglio aver rispetto per quel che si scrive. E che resta: non è come al Bar Sport.
Dunque – finalmente! – qualcuno ha avuto il coraggio di dire che il Duce era un onest’uomo, che la “società fascista” non era poi così male e che il fascismo lo ha voluto il Popolo (Lui ce l’hanno costretto, che poteva fare?). Prossime rivelazioni: Lui era soprattutto un giornalista, i treni arrivavano in orario e c’era più disciplina, signora mia. Complimenti per l’assoluta novità e per lo sprezzo del pericolo.
Il nostro “super partes” (Nulla si distrugge, 6 febbraio) ci informa: dall’ultima intervista di Mussolini si ricava che “la dittatura in Italia fu voluta dal popolo, più che imposta da qualcuno, grazie ad una personalità che seppe imporsi grazie al carisma ed al prestigio che soggiogò gli uomini e le donne d’Italia” .
Ma tè pensa!
Chissà come sarebbe stato d’accordo anche il Matteotti Giacomo, che prima di essere massacrato fece in tempo a pubblicare (marzo 1922) una “Inchiesta sulle gesta dei fascisti” in cui si narravano ed elencavano fatti “teppistici” avvenuti in 410 città e paesi d’Italia, dove furono devastate:
10 sedi di giornali
25 case del popolo
59 camere del lavoro
85 cooperative
43 leghe dei contadini
36 circoli operai
17 circoli di cultura
34 sezioni socialiste
12 associazioni varie
Infine il documento riportava l’elenco delle 166 vittime e i nomi dei 252 feriti gravi.
L’elenco si ferma al marzo 1922 ma le violenze continuarono e aumentarono e solo dopo poche settimane fu distrutta la sede dell’Avanti, che aveva stampato l’inchiesta (http://cronologia.leonardo.it/fascismo/fasc000.htm).
circa 7 mesi fa
Sempre in merito al “popolo” che avrebbe costretto il Grande Giornalista a prendersi tutte quelle rogne del Potere, è interessante leggere l’ultimo discorso alla Camera (30 maggio 1924) del solito Matteotti (c’è da dire che se le cercava, neh?) http://cronologia.leonardo.it/storia/biografie/matteot.htm.
In quella sede fu denunciata una lunga serie di violenze; l’impossibilità degli elettori dell’opposizione di raccogliere liberamente le firme per la proclamazione delle candidature; l’impossibilità per i candidati di prendere contatto col corpo elettorale; l’interdizione della propaganda; le violenze contro la stampa …
I deputati fascisti, per parte loro, gli spiegarono gentilmente che gli avrebbero insegnato il rispetto a colpi di calcio di fucile nella schiena.
Alla fine del discorso Matteotti si rivolge ai suoi dicendo: “E adesso potete preparare la mia orazione funebre”.
Mussolini assiste all’intervento senza parlare, anche se alla fine sembra piuttosto incazzato. Il giorno prima aveva interrotto un oratore dicendo: “dodici pallottole nella schiena sono un ottimo rimedio contro gli avversari in malafede” (questa gliel’ha copiata il Celavevoduro, che qualche anno fa ha informato un giudice del costo di una pallottola: 300 lire).
Il 10 giugno 1924 Matteotti viene rapito dai sicari della Ceka. Quel che resta del suo corpo nudo e massacrato viene ritrovato circa due mesi dopo.
Ah, ma poi Aquila della Notte Super Partes (PDL ecc., 7 febbraio), per bilanciare, ci informa che il Testone era comunque un autentico Onest’uomo. Lui e tutta la famiglia, si intende.
Anche questa l’ho già sentita. A proposito di Pinochet e macellai vari, per dire. Salvo poi scoprire che si erano regolarmente ingrassati come maiali con i beni rubati a quelli che avevano torturato e massacrato, con la corruzione sistematica e la sottrazione del denaro pubblico.
Comunque, per tornare allo Zuccone, sembra che il nostro zelantissimo difensore civico online autonominato sia rimasto un po’ indietro con gli aggiornamenti.
Perché sembra ormai storicamente accertato e documentato (dagli archivi desecretati dei servizi americani esce veramente di tutto …) che il Buce, fasci e famigli erano immersi nella più sordida corruzione fin dai primi anni ’20 e hanno poi continuato fin quando hanno potuto:
http://www.sat8.tv/1997-il-delitto-matteotti-tutti-i-retroscena-nel-libro-di-mauro-canali/
http://www.gennarodestefano.it/art0424.asp
http://cronologia.leonardo.it/storia/biografie/matteot.htm).
Il tutto è (o dovrebbe essere) ormai di dominio pubblico almeno dal 1997, quando Mauro Canali, storico riconosciuto a livello internazionale, allievo di De Felice (http://it.wikipedia.org/wiki/Mauro_Canali), pubblicò “Il delitto Matteotti”. E sì, perché c’entra ancora Matteotti, che sarebbe stato ucciso non tanto per ritorsione contro il discorso alla Camera di cui sopra ma per evitare che potesse far scoppiare uno scandalo di dimensioni enormi su un complicato affare tangentizio in materia di petrolio del quale aveva raccolto documentazione.
Una ulteriore conferma si è avuta nel 2000 con la pubblicazione da parte del cronista Gennaro De Stefano (http://www.gennarodestefano.it/) del materiale proveniente dai servizi segreti americani che documenta la prosecuzione fino alla fine del regime dell’accumulazione di ingentissime somme di denaro all’estero (Svizzera/Argentina).
Si potrebbe continuare con altre “perle” disseminate ultimamente sul blog, ma qui mi fermo. Sia per via della “netiquette” che in considerazione del fatto che una sola voce a contestare molte castronerie finisce per legittimarle.
Se non interviene nessun altro, mi chiamo fuori.
circa 7 mesi fa
Ah, dimenticavo, non mi interessa un c… se ci sono i corrotti anche nella sinistra ecc. Io gli stronzi non li ho mai difesi, capito? E non mi offendo se mi date del comunista, anzi ormai è un titolo d’onore – assolutamente immeritato – essere accomunati a grandi uomini come Falcone, Borsellino, Don Milani, Borrelli e tanti altri.
Saluti a tutti.
circa 7 mesi fa
Correzione collegamenti errati:
http://cronologia.leonardo.it/fascismo/fasc000.htm
http://cronologia.leonardo.it/storia/biografie/matteot.htm
http://it.wikipedia.org/wiki/Mauro_Canali
circa 7 mesi fa
Queequeg – 1 – Quel che scrivo resta e sto ancora aspettando un Queequeg qualsiasi in grado di confutarlo: ci sono più di un “monologo”, anzi qualche centinaio di monologhi nel blog del sottoscritto, senza una dignitosa risposta.
Ti dimostrerò che le banalità sono una tua sacrosanta abitudine, come l’ipocrita abitudine di sovvertire il pensiero altrui, tipico di una certa sinistra che, quando c’è da tirar fuori i coglioni è sempre defilata, vedi la questione targhe RSI, e vedi la questione della privatizzazione dell’acqua, sfoderata come preambolo elettorale: da quelli che… hanno scoperto “l’acqua calda.”
Quando gli altri scrivono, soprattutto in un blog, bisognerebbe avere l’intelligenza di osservare il contesto della discussione in cui sono inserite le frasi che si vogliono contestare.
Infatti elencare un aspetto positivo di un periodo, o di un regime non significa condividerne l’impostazione politica o ideologica e neppure gli errori che quel regime ha commesso.
L’onestà personale di Mussolini e della sua famiglia, relativa al “saccheggio della cosa pubblica” è stata evidenziata, per mostrare quanto si è caduti in basso adesso, se con tutte le riserve che il giudizio sul fascismo impone, la corruzione che governa il presente, è la vera “dittatura” della politica attuale. Una dittatura perchè è una abitudine trasversale.
La critica in ogni caso conteneva un colpo di fioretto, verso chi sostiene un nuovo capo, senza aver valutato che non vi sono neppure le premesse dell’onestà personale e dell’amore per il popolo che aveva Mussolini, mentre siamo in presenza solo dell’amore per se stessi e per il profitto.
Sul grande consenso popolare che sostenne Mussolini, basta osservare la storia senza le fette di salame sugli occhi che molti antifascisti non si tolgono mai, e osservare che le formazione partigiane nascono con l’arrivo delle forze alleate, (http://it.wikipedia.org/wiki/Brigata_partigiana) dopo l’8 settembre 1943.
Anche se ci sono stati antifascisti della prima ora che si opposero con grande eroismo come Antonio Gramsci e Giacomo Matteotti.
Sui fatti citati da Queequeg inerenti le violenze e le intimidazioni dei fascisti, denunciate da Giacomo Matteotti, nulla da obiettare, sono incontestabili, non certo giustificabili, anche se il “consenso iniziale”, già il consenso, scaturì dal malcontento generale dei reduci e degli invalidi della prima guerra mondiale e dalle paure della piccola borghesia urbana e rurale, circa una possibile rivoluzione socialista, che potesse imitare la rivoluzione bolscevica. L’intervista a Mussolini, in ogni caso, considerava il sostegno del popolo italiano, dato a Mussolini, per un ventennio.
circa 6 mesi fa
Queequeg -2- E veniamo al pezzo forte, tra l’altro inserito a sproposito, inerente il delitto Matteotti. Era infatti evidente che l’ultima intervista a Mussolini, sul finire della RSI, metteva in risalto il sostegno del popolo alla dittatura, durante tutto il ventennio. E proprio perchè si tratta di una dittatura, scaturita da una rivoluzione, è nell’ordine delle cose che si sia imposta con il disprezzo delle regole della democrazia.
E nessuno vuol negare i meriti dela Resistenza, ma neppure può essere taciuta l’evidenza storica di una presa di coscienza tardiva, seppur con nobilissime eccezioni, degli oppositori al regime.
In ogni caso l’impostazione del delitto Matteotti, sulle tesi dello storico Mauro Canali è “partigiana”, dato che lo storico per negare la versione più attendibile in assoluto, quella dei famigliari (la moglie ed i figli) di Giacomo Matteotti, sostenne con il cinismo degno di un mercante di schiavi che, il Fascismo avrebbe anche comprato il silenzio della vedova, Velia Matteotti, e dei figli Giancarlo e Matteo, i quali non accusarono mai Mussolini neppure dopo la sua uccisione e la caduta del regime nel 1945.
Ebbene la tesi dei famigliari di Matteotti, mai smentita neppure dopo la fine del Fascismo, pur individuando lo stretto legame tra l’affare Sinclair Oil ed il delitto del congiunto, addossava la responsabilità dell’omicidio nientepopòdimeno che al titolare della corona, ossia a Re Vittorio Emanuele III, quale mandante ed a esponenti della massoneria -monarchica, quali organizzatori ed esecutori. Infatti secondo i famigliari, il Re era proprietario di quote della Sinclair Oil. Quindi , fermo restando il movente della denuncia delle tangenti Sinclair Oil, “l’esecuzione di Matteotti” sarebbe stata ordinata dai “reali azionisti” direttamente minacciati più che Mussolini, da uno scandalo di questo genere. Anche Carlo Silvestri (in Matteotti, Mussolini e il dramma italiano, pag. XXIII) scrisse « Erroneamente, nel 1924, Mussolini era stato ritenuto il mandante dell’omicidio di Giacomo Matteotti… erroneamente era stato ritenuto che la causale del delitto fosse da ricercarsi nella lotta condotta dall’onorevole Matteotti contro il governo fascista. La soppressione di Matteotti fu voluta e decisa da esponenti di un putrido ambiente di finanza equivoca e di capitalismo corrotto e corruttore, cui il Governo era del tutto estraneo »
Ed altre influenti opinioni delle più alte personalità del Parlamento, a partire da Giovanni Giolitti a Luigi Einaudi a Benedetto Croce, mai ritennero Mussolini quale mandante. http://it.wikipedia.org/wiki/Giacomo_Matteotti
Ed ho qualche perplesità sull’attendibilità e sull’obiettivià storica di questi ricercatori, (Gennaro De Stefano intervista Mauro Canali), i quali scrivono: “Cade quindi il mito apologetico del «Puzzone» che non avrebbe intascato una lira di pubblico danaro”.
Giornalista, storico ed utente del blog, accomunati nel deformare la storia, del puzzone, testone, zuccone…che squallore.
E’ molto strano che nell’articolo di Gennaro De Stefano si dichiari che “le somme dei
conti cifrali non potranno più essere recuperate”, mentre rispunta tutta la documentazione che li riguarda. Sono i giochi di prestigio degli anti puzzoni.
circa 6 mesi fa
Quequeeg -3-
Lo sfogo e la frustrazione. Ei disse:
“Ah, dimenticavo, non mi interessa un c… se ci sono i corrotti anche nella sinistra ecc. Io gli stronzi non li ho mai difesi, capito? E non mi offendo se mi date del comunista, anzi ormai è un titolo d’onore – assolutamente immeritato – essere accomunati a grandi uomini come Falcone, Borsellino, Don Milani, Borrelli e tanti altri. Saluti a tutti”.
A me invece interessa eccome, perchè stai dicendo che c’è un male comune, la corruzione, molto radicato in tutti i partiti e quindi l’elezione di uomini mediocri e corrotti è una possibilità frequentissima, dettata dall’egoismo imperante nella stragrande maggioranza degli individui, indipendentemente dalle ideologie, dai partiti e dalle appartenenze.
Salvo elogiare i santi ed i martiri: “Falcone, Borsellino, Don Milani, Borrelli e tanti altri.”
E allora difronte alla dittatura del male, della corruzione, del profitto personale, bisogna adoperarsi perchè prevalga la dittatura del bene comune, del buon senso, della solidarietà, del rispetto.
A poco servono i partiti, i movimenti, le ideologie, se l’animo umano è portato ad imporre l’ego nella cosa pubblica.
Il problema vero delle dittature, anche quelle rosse, è che raramente hanno imposto il bene.
Vuoi essere comunista fgliuolo? Allora sappi che per esserlo devi rinunciare alla proprietà privata e divedere ciò che hai con la comunità, infatti comunista è sinonimo di comunitario.
Sei disposto a farlo? Allora vai, dividi ciò che hai con tutti i compagni ed avrai già realizzato la rivoluzione. E saresti uno dei pochi. Infatti dubito siano comunisti quanti si definiscono tali.
I veri comunisti in Italia, sono solo i praticanti e sono membri di alcune comuni o comunità che vivono con coerenza nel presente, gli ideali in cui credono: divisione dei beni materiali e nessuno sfruttameno nell’offrire o ricevere il lavoro.
E sono gli ideali traditi dalle cooperative, rimasti silenziosi ma vivi, nelle comuni.
Allora… se tutti salvo eccezioni, hanno sbandierato il comunismo senza mai praticarlo, cosa diavolo ci saremmo dovuto aspettare da loro, una volta eletti? Il nulla nella migliore delle ipotesi, oppure il saccheggio, come sta accadendo adesso.
circa 6 mesi fa
Eh, caro il nostro Super Pippo (scusa, ma super partes fa troppo ridere), sono lisci gli specchi, neh?
Comunque: bravo! Vedo che almeno hai cominciato a provare a documentarti.
Peccato che … l’è pegio ‘l tacon del buso, come si dice.
Già, perché a quanto sembra il frutto delle tue ricerche in rete è piuttosto scarso: una striminzita pagina di Wikipedia sormontata in bell’evidenza da due begli avvisi “Questa voce o sezione di biografie è ritenuta non neutrale” e “Questa voce o sezione di storia è ritenuta da controllare” (Ops!).
Come? Ne hai trovate anche altre di fonti? Solo che non erano molto presentabili, vero? Poveriiiino.
Per fortuna che hai trovato un testimone affidabile: Carlo Silvestri, meglio conosciuto come “l’ultimo amico di Mussolini” http://it.wikipedia.org/wiki/Carlo_Silvestri (su questa pagina non ci sono avvisi di inattendibilità, vedi? non è difficile!). Silvestri era uno de tanti saltafossi, da ex-socialista arrabbiato a difensore del duce e dei repubblichini (azz … sembra la storia di Bondi!).
Ha passato gli ultimi anni della sua vita a proclamare l’innocenza di Mussolini, a denigrare il movimento resistenziale e ad esaltare i combattenti di Salò … quando si dice sbagliare i tempi: al giorno d’oggi farebbe di sicuro parte del governo.
Molto interessante anche l’esegesi dell’intervista a Mussolini che “metteva in risalto il sostegno del popolo alla dittatura”. Devo avere da qualche parte un’intervista simile al “beneamato leader” Kim Jong-il; quando la trovo te la mando, così potrai illustrarci gli aspetti positivi del regime della Corea del Nord.
Veramente ottimo per un “super partes” … ah, ah, ah (scusa, te lo dicevo che faceva troppo ridere).
circa 6 mesi fa
Non è l’incu…a dover giudicare, ma i letori.
circa 6 mesi fa
E così ecco il sistema caro al sinistronso, denigrare chi scrive perchè incapace, impossibilitato, ad argomentare. Sei in linea che il peggio dell’umanità.
circa 6 mesi fa
Eh caro il nostro super sappone del blog. E bravo che non ti sei documentato, perchè con poco ti ho inchiodato. Gli specchi li frequenta chi non ha argomenti e non certo chi li ha.
Comunque bravo vedo che ancora non ti sei documentato. A proposito di Wikipedia, l’ho fatto apposta per dimostrare quanto sei in malafede, io ho cliccato Giacomo Matteotti, in cui sono contenute tutte le opinioni, compresa quella di Mauro Canali, tu invece hai cliccato solo Canali ed hai proposto nel blog solo quella pagina. E come mai citi solo Silvestri e non citi la versione dei famigliari di Matteotti?
L’intervista sarà smile a tutte quelle che la tua mente ha memorizzato, ma tant’è.
Certamente un superpartes, difronte all’arroganza demenziale, ipocrita, che predilige la denigrazione personale, rispetto ai contenuti, è tentato ad uscire dalle righe…
circa 6 mesi fa
Quequeeg -4-
Lo sfogo e la frustrazione bis.
circa 6 mesi fa
prego i commentatori di ridurre il livello della discussione ad un dialogo educato.
un saluto
il moderatore
circa 6 mesi fa
lasciamo stare Mussolini …. ognuno è figlio del suo tempo.
quello che è grave, ed è il tema del contendere, è che il Berlusca ce lo sta mettendo in culo a tutti.
tutte queste privatizzazioni stanno in un disegno losco di favorire gli interessi di una casta, la possibilità di appaltare beni e servizi senza più dover fare gare pubbliche ( prot civile, acqua, caserme, autostrade, sanità, ecc ).
e quando qualcuno viene trovato con le mani nella marmellata….tutte brave persone per il Berlusca…..PM vergogna !!!!!
è ora di finirla , c’è bisogno di legalità, vogliamo una politica sociale, che presti attenzione anche ai più deboli.
io mi vergogno di questo governo corrotto !
( ….e anche di questa sinistra inesistente, che non difende più gli operai ….. che parla di privatizzazione anzichè di nazionalizzazione ).
circa 6 mesi fa
Cosa dire? Zattoni, questa volta devo darti ragione su (quasi) tutto, accidenti!
La questione merita approfondimenti, ma stasera sono stanco. Ci sentiamo.
Saluti a tutti.
circa 6 mesi fa
Allora cerchiamo di analizzare la risposta pretestuosa di chi, dopo essere stato rivoltato come un calzino, non avendo nulla da proporre si arrampica sugli specchi, accusando l’altro di farlo.
Purtroppo mi tocca dirlo: di solito è atteggiamento tipico alle elementari ed in certi siti web della sinistra. Nella mia ormai lunga carriera di comunicatore, è stato un deja vu piuttosto ricorrente.
Si obietta ironicamente che mi sarei poco documentato prima di rispondere. Eppure pensavo fosse sufficiente Wikipedia che sul delitto di Giacomo Matteotti dà un’ampia esposizione di tutte le posizioni, http://it.wikipedia.org/wiki/Giacomo_Matteotti, compresa quella di Mauro Canali, proposta dal mio interlocutore e comprese quelle di Renzo De Felice, Luigi Einaudi, Carlo Silvestri, Benedetto Croce e soprattutto quella dei “famigliari di Matteotti”, che il nostro barzellettiere del fascismo si è guardato bene dal citare.
E così mi sarei documentato poco e solo con Wikipedia, mentre il prestidigitatore molto di più, cliccando su Wikipedia solo su Mauro Canali, esponendo solo quella tesi, sostenendo solo quella con altri link d’altri siti.
L’impressione è che si voglia il silenzio assoluto sulle opinioni dei famigliari di Matteotti, che intravedono nel Re Vittorio Emanuele il mandante dell’omicidio, e non Mussolini, perchè se storicamente accreditate darebbero un colpo piuttosto pesante a quel cavallo di battaglia dell’antifascismo largamente condiviso dagli italiani, che è stato il delitto Matteotti.
Ed è sufficiente trattare con interesse l’argomento, per essere tacciati di fascismo.
Silvestri è stato citato, proprio perchè più inattendibile di proposito, insieme ai familiari di Matteotti, ed ai Croce, Einaudi, e Giolitti, (molto più attendibili)e chissà perchè sono sfuggiti tutti, tranne il Silvestri? Per malafede e per disonestà intelettuale! Atteggiamento ormai classico nella salvaguardia delle falsità storiche, e nel distruggere le verità scomode, che è tra i più grandi abominii culturali perpretati dalla sinistra, non solo italiana, a cominciare dai silenzi osceni per coprire gli esecutori di Mussolini; le foibe; le persecuzioni e gli orrori di Stalin e la connivenza di Togliatti e del PCI; il triangolo della morte; le stragi compiute dai partigiani durate fino al 1948, e altro.
Il delitto Matteotti, ucciso dal Re e non da Mussolini, secondo la versione delle persone più autorevoli, come la moglie ed i figli, continuamente insabbiata, fa rabbrividire per quanto ottusa, orrida e demenziale sia la storia raccontata da alcuni storici asserviti alla logica insabbiatori della storia del 900, legati all’antifascismo.
Quindi potremo discutere di tutti gli orrori ed errori compiuti dal Duce e dal Fascismo, a cominciare dalla negazione dele libertà politiche e civili, dalla detenzione pretestuosa e disumana di Antonio Gramsci, dal colonialismo tardivo dei paesi più poveri del pianeta, dalle leggi razziali, dall’alleanza con la Germania e con il nazismo, dall’entrata in guerra sacrificando il bene del popolo per il mito di una vanagloriosa onnipotenza, di ispirazione napoleonica, condivisa con Hitler, e altro ancora.
Ma questo che centra col conoscere ed approfondire la verità sul delitto di Giacomo Matteotti? E allora approfondiamo la verità dell’omocidio.
Il primo giornale a parlare di “un’altra verità”, a riguardo del delitto Matteotti è stato proprio l’Avanti! del 27 luglio 1985 con un articolo di Antonio Landolfi dal titolo:
“La Massoneria e il delitto Matteotti: un’altra verità”
L’articolo faceva riferimento a quanto pubblicato da Matteo Matteotti nel suo libro “Quei vent’anni. Dal fascismo all’Italia che cambia”.
E “Storia illustrata” nel suo numero del novembre 1985, dedicava ampio spazio all’argomento, pubblicando un articolo dal titolo:
“Delitto Matteotti. Fu uno sporco affare di petrolio”
E Matteo Matteotti, figlio del martire, in un altro articolo parlò del delitto. L’articolo ha un titolo:
“Dietro la morte di mio padre c’era il re”
e un sottotitolo: “l’assassinio di Giacomo Matteotti non fu un delitto politico, ma affaristico. Mussolini non aveva alcun interesse a farlo uccidere. Sotto c’era lo scandalo di petrolio e la longa mano della Corona. La verità verrà presto a galla”.
circa 6 mesi fa
mi sembra che di chi a ucciso Matteotti non ci sia un parere condiviso,DIAMINE,ognuno resti della propria idea a me caro tex basta il discorso che fece alla camera il 30 maggio del 1924 e non penso che questo sia opinabile per il resto penso che siano solo analisi storiche opposte
circa 6 mesi fa
Due brevi parole a Paolo Zattoni. La polemica su Mussolini è nata da un equivoco: avevo proposto alcune considerazioni in favore di Mussolini, per far capire a chi vorrebbe proporre una minestra riscaldata nel futuro prossimo, con un capo ispirato al fascismo, che neppure vi sono le attitudini ed il carisma necessari a conquistare il consenso del popolo. Purtroppo le mie intenzioni qualcuno le ha interpretate, come un elogio del fascismo pertendo in quarta (con ben 4 post)con le analisi sul caso Matteotti e con astio nei miei confronti, colpevole di sostenere il fascismo.
Per cui ho dovuto rispondere.
Invece lo scopo era disilludere quella parte della Destra, focalizzata sulla figura più conclamata, senza avere pensato che la ricerca di una guida, deve perlomeno essere un passo in avanti e non indietro, rispetto al passato.
E tra i punti a sfavore della nuova dittatura, avevo individuato la corruzione l’interesse personale, ed il profitto.
In pratica stiamo dicendo le stesse cose.
Detto ciò, una rispolveratina del passato (fuori dal luogo comune che ha visto Mussolini mandante dell’omicidio Matteotti) attraverso la testimonianza poco nota, ma di un’attendibilità impressionante, dei famigliari più intimi di Giacomo Matteotti, che invece, individuavano nel Re Vittorio Emanuele, la responsabilità del delitto, credo non sia stata una perdita di tempo, ma una notizia quanto mai eclatante e sconvolgente che meritava di essere conosciuta.
Non pretendo apprezzamenti, ma che almeno comprendiate il valore attraverso la riflessione.
circa 6 mesi fa
A Fabrizio.
Diamine! se ora puoi dire che tutto è opinabile è perchè conosci tutte le versioni. E questo è lo scopo della comunicazione…
Sapevi ad esempio che i figli di Matteotti, hanno sempre detto che il mandante non era Mussolini, ma il Re? Sto parlando dei parenti più intimi, non della portinaia del condominio. Non ti sembra a dir poco, incredibile, quando ci hanno sempre detto che è stato il duce?
Anche questa è una chicca dell’imposizone_impostazione unilaterale
antifascista di tutto ciò che riguarda il fascismo.
Occorre stabilire ciò che realmente è successo, non quel che hanno stabilito gli antifascisti si debba sapere o meno.
E questo imporre le verità sul piano storico-culturale, non è forse una forma di dittatura?
A te basta il discorso alla camera del 30 maggio del 1924? Ok, buon per te. Per fortuna mica siamo tutti uguali e se qualcosa cambierà in questo mondo è perchè qualcuno non si accontenta di ciò che appare.
circa 6 mesi fa
vedi claudio ti parerà strano mà una volta stabilito chi è stato il mandante del delitto di Giacomo Matteotti, stabilito che il nostro caro duce era del tutto ignaro del fatto, costatato che gli antifascisti anno insabbiato la verita per anni, detto tutto questo(e come potrei non ringraziarti per le delucidazioni)resto della mia mi basta il discorso di MATTEOTTI alla camera e mi dispiace mà quel discorso non è opinabile ne tantomeno appare quindi democraticamente resto della mia ,lasciando a te queequeg e altri inlustri comunicatori il compito di stabilire la verità storica, della quale mi sembra tu sia a conoscenza con amicizia fabri
circa 6 mesi fa
Ok Fabrizio, iluminiamo i lettori su quel che disse Matteotti alla Camera il il 30 maggio del 1924. Ecco il link:
http://it.wikisource.org/wiki/Italia_-_30_maggio_1924,_Discorso_alla_Camera_dei_Deputati_di_denuncia_di_brogli_elettorali.
E così mi offri l’opportunità, sebbene a te non interessi, (ma per favore lascia che interessi pure qualcun altro)di affermre che l’astio instauratosi tra Matteotti ed i fascisti era fin troppo evidente, perchè non suonasse come un atto di accusa contro Mussolini, all’indomani del delitto.
Questa circostanza è stata evidenziata anche da altri storici, i quali sostengono che Mussolini non era così sprovveduto da compiere un errore così madornale. Invece proprio il discorso di Matteotti, potrebbe essere servito ad altri per organizzare l’omicidio, in modo che i sospetti cadessero su Mussolini, come del resto è avvenuto.
circa 6 mesi fa
Delitto Matteotti, il mandante fu il re non Mussolini
(da: Il Nuovo di oggi 1.5.2003) A sostenerlo fu Matteo, figlio del deputato socialista, in un’intervista del 1985 a Marcello Staglieno che – alla presenza di Carlo Matteotti, fratello di Matteo, e di Pietro Amendola, figlio di Giovanni – in contraddittrorio con gli storici Giovanni Sabbatucci, Mauro Canali, Matteo Pizzigallo e Aldo Alessandro Mola nella trasmissione televisiva Enigma, venerdì 2 maggio su Raitre, ribadirà questa clamorosa tesi,..
Una sporca questione di petrolio – di Marcello Staglieno
La mattina del 12 giugno 1924, sui giornali di tutt’Italia, comparve il primo annuncio della scomparsa di Giacomo Matteotti, rapito due giorni prima sul Lungotevere Arnaldo da Brescia in Roma, poco lontano dalla sua abitazione al numero 21 di via Pisanelli, da una banda di squadristi (la Ceka del Viminale) composta da Amerigo Dumini, Giuseppe Viola, Augusto Malacria, Albino Volpi e Amleto Poveromo. Cominciò per il fascismo la più grave delle crisi. Soprattutto dopo il ritrovamento della salma (il 16 agosto nel bosco della Quartarella a 23 chilometri da Roma) molti fascisti si tolsero il distintivo dall’occhiello, strapparono le tessere e la pubblica opinione prese a guardare con simpatia le opposizioni che, con sconsiderato autolesionismo, avevano però abbandonato la Camera nella sterile “secessione aventiniana”.
I dubbi di De Felice sulla colpevolezza del “duce”. Secondo la vulgata della storiografia postbellica, il mandante del delitto fu Mussolini, come anche sostiene Mauro Canali nel suo ampio saggio Il delitto Matteotti (Il Mulino 1997). Il 31 maggio – dopo un acceso intervento del deputato socialista alla Camera contro il clima di violenza in cui si erano svolte le elezioni del 6 aprile conferendo la maggioranza al “listone” fascista – il “duce” era furente. “Cosa fa questa Ceka? Cosa fa Dumini? Quell’uomo non dovrebbe più circolare ”, pare avesse detto. Renzo De Felice tuttavia mai credette che fosse il mandante del delitto.
La tesi di una “lezione” da dare a Matteotti (morto all’improvviso per le percosse durante il rapimento come verrà sostenuto durante un processo-farsa a Chieti nel 1926) gli parve controproducente per Mussolini, “troppo buon tempista, troppo buon politico per non rendersene conto. È possibile pensare che, se anche avesse impartito l’ordine, in undici giorni la collera non gli sarebbe sbollita e non si sarebbe reso conto delle conseguenze politiche di un simile atto?”. Mussolini aveva fatto bastonare Giovanni Amendola e Piero Gobetti, ma non era un assassino: ne era convinto lo stesso Benedetto Croce che, il 24 giugno, fu il promotore del voto di fiducia al governo. Per di più, precisava De Felice, Mussolini si stava apprestando a un’apertura a sinistra, in un governo lib-lab in cui portare il “popolare” Filippo Meda alle Finanze; Argentina Altobelli all’Agricoltura; il genovese Lodovico Calda (amministratore del quotidiano socialista “Il Lavoro”) o il sindacalista Alceste De Ambris all’Assistenza sociale; e addirittura lo stesso Amendola, qualora avesse accettato, all’Istruzione. Né vi avrebbe escluso i confederali della CGdL (Confederazione Generale del Lavoro) per staccarli dai comunisti com’era risultato evidente, il 7 giugno 1924, dal suo discorso alla Camera.
Tangenti sul petrolio a importanti uomini del fascismo. Sempre secondo De Felice, il movente del delitto doveva essere un altro: sopprimere Matteotti per sottrargli documenti da lui raccolti, e che avrebbe divulgato l’11 giugno alla Camera, su loschi affari petroliferi che coinvolgevano influentissime personalità del fascismo cui una società petrolifera americana, la Sinclair, aveva versato “tangenti” pari a 150 milioni per ottenere in esclusiva i diritti delle ricerche in Italia. Essi erano: Emilio De Bono, comandante della PS e della MVSN (Milizia Volontaria per la Sicurezza Nazionale); il sottosegretario agli Interni Aldo Finzi (destinato a morire alle Fosse Ardeatine); il segretario amministrativo del PNF Giovanni Marinelli (finirà fucilato il 13 gennaio 1944 a Verona con gli altri “traditori” del 25 luglio 1943, lo stesso De Bono, Ciano, Gottardi e Pareschi); il capo ufficio stampa della presidenza del Consiglio Cesare Rossi; il giornalista Filippo Filippelli, direttore del “Corriere italiano” (controllato nell’assetto proprietario da Finzi). Per di più, uccidendo il deputato socialista, essi avrebbero impedito quell’”apertura a sinistra” che li avrebbe comunque travolti.
Il movente secondo Matteo Matteotti: il re e la Sinclair. Seguendo questa duplice pista, Matteo Matteotti ebbe via via nuovi elementi, sull cui base finì per convincersi che il principale mandante del delitto, attraverso De Bono, poteva essere il re, per via d’interessi petroliferi correlati sempre al gruppo Sinclair. Nell’intervista che, grazie a De Felice, mi rilasciò nel novembre 1985 per “Storia Illustrata”, mi spiegò che ricevette da Giancarlo Fusco un articolo da questi pubblicato il 2 gennaio 1978 su “Stampa sera”.
circa 6 mesi fa
Avevo intenzione di non andare oltre con la polemica seguendo il consiglio di Zattoni (e da che pulpito!) e lasciando Mussolini e il fascismo al loro tempo sciagurato, che tanto chi vuol capire dovrebbe aver capito e per gli altri c’è poco da fare.
Infatti Fabrizio, come altre volte, nel commento del 13 febbraio con poche parole ha fatto centro. Ma poi si è trovato invischiato nel solito giochetto del “carta vince, carta perde, fate il vostro gioco siore e ssiori”.
A quanto pare Superpippo è incapace di capire quando è il momento di piantarla e sembra aver inteso il mio silenzio come licenza per proseguire a ruota libera secondo la linea che cento menzogne fanno una verità.
Vedi Fabrizio, l’unico modo per non farsi fregare da quelli che fanno il gioco delle tre carte è lasciargli la lenza lunga, che alla fine a forza di trucchetti e furbate si incartano da soli.
Il nostro Superpippo, nel giro di qualche giorno e con un po’ di affannose e raffazzonate esplorazioni in rete, è diventato, oltre al resto, anche un eminente storico del fascismo che ammanisce al colto pubblico e all’inclita guarnigione lo strabiliante risultato delle sue ricerche: il duce era un coglione e, quel che è peggio, gli infidi antifascisti hanno complottato per nascondercelo!
Trama:
Mentre il povero Benito, visto che “personalità e carisma” gli non bastavano per soggiogare l’Italia, metteva ferro e a fuoco il paese, faceva marce su Roma, pagava fior di spie e sicari per zittire i rompicoglioni, falsava il risultato delle elezioni, insomma, mentre si dannava per diventare il Duce e pure quando già lo era, non si accorgeva che quel Mona(rca) da operetta che sembrava una pessima imitazione di Renato Rascel Corazziere gliela faceva sotto il naso con intrallazzi petroliferi internazionali guarniti di mazzette stratosferiche. Dopodiché il terribile reuccio ammazzava quello sprovveduto di Matteotti che incidentalmente aveva scoperto le sue malefatte, ma non dopo averlo convinto che era meglio attaccare frontalmente quel grosso idiota inoffensivo di Mussolini invece di denunciare il re. Infine, il capolavoro: subdolamente spinge il Duce a prendersi la responsabilità dell’omicidio col famoso discorso del 3 gennaio1925: “Io, io solo, ho la responsabilità politica, morale, storica di quanto è accaduto”. Niente da dire, al Mezzo Savoiardo Re Lear gli faceva un baffo!
Ma non è finita, il tonto (altro che prode) Benito instaura un ferreo regime dittatoriale ventennale con polizia politica, servizi segreti, reti di spie ed informatori fin dentro la famiglia Savoia e nessuno che gli soffi all’orecchio come Sua Bassezza Imperiale l’avesse fatto cornuto e mazziato. Non glielo dice nemmeno l’“ultimo amico” Carlo Silvestri durante la Repubblica di Salò, (superpippo: “l’ho citato apposta per dimostrare quanto sei in malafede” … ma facci ridere!). Proprio coglione fino in fondo … ‘sto Mussolini.
E poi il tenebroso complotto: quei fetenti di antifascisti, che non ci tengono a essere sputtanati nei secoli per non aver saputo tener testa ad un idiota simile, si mettono in combutta con la monarchia affinché non venga svelato l’orrido mistero. Ma non avevano fatto i conti con Superpippo! Yuk! Yuk!
Prossime sensazionali rivelazioni del nostro Superpippo: è stato Napolitano a portarsi a letto la Daddario e poi, da quel viscido comunista che è, ha convinto quel fesso del Berlusca ad ammettere di essere … l’utilizzatore finale.
circa 6 mesi fa
Dopo il “pezzo di colore”, qualche nota un po’ più seria.
Dall’inizio.
Premesso che io non sono né super né partes né tanto meno uno storico e che è meglio che ognuno la verità se la vada a cercare da sé, voglio ricordare che il mio originario intervento nella discussione era direttamente riferito alle “chicche” lasciate cadere qua e là nel blog da Superpippo. Il delitto Matteotti, poi usato dal nostro per sviare il discorso, veniva solo citato incidentalmente in tale ambito.
Ma abbeveriamoci alle parole originali del Supereroe:
“ … c’è questa ultima intervista a Benito Mussolini, che ritengo molto interessante per capire che la dittatura in Italia fu sopratutto voluta dal popolo, più che imposta da qualcuno, grazie ad una personalità che seppe imporsi grazie al carisma ed al prestigio che soggiogò gli uomini e le donne d’Italia …” (Nulla si distrugge, 6 febbraio);
“ … un dato positivo, un esempio lasciato dal capo del fascismo Benito Mussolini, questo fu che nessun arricchimento personale fu fatto dalla famiglia Mussolini, durante il ventennio, nonostante l’enorme potere avuto.” (PDL ecc., 7 febbraio).
Queste, che fino a non molto tempo fa erano leggende riservate ai fanatici e agli avvinazzati delle osterie, sono vulgate ormai dilaganti per ogni dove tanto da essere tenute in conto di luogo comune da superpippi di ogni risma e categoria.
Per confutare la prima affermazione citavo una pubblicazione di Matteotti a titolo “Grande inchiesta sulle gesta dei fascisti” dove venivano elencate gli atti vandalici, le distruzioni, le violenze, i soprusi, le atrocità, i delitti con tanto di date (siamo solo al marzo 1922, cose ben peggiori avverranno dopo) luoghi, nomi delle vittime delle squadracce fasciste che stavano preparando la presa del potere. http://cronologia.leonardo.it/fascismo/fasc000.htm
Citavo poi l’ultimo discorso di Matteotti alla Camera, nel quale il deputato socialista denunciava come le elezioni che avevano portato il fascismo al governo fossero state falsate da una lunga serie di violenze, dall’impossibilità degli elettori dell’opposizione di raccogliere liberamente le firme per la proclamazione delle candidature, dall’impossibilità per i candidati di prendere contatto col corpo elettorale, dall’interdizione della propaganda, dalle violenze contro la stampa.
http://cronologia.leonardo.it/storia/biografie/matteot.htm
Dittatura voluta dal popolo? Personalità e carisma? … C’è voluto ben altro per schiacciare l’Italia per vent’anni sotto i tacchi dei gerarchi.
Quanto all’Onest’uomo Mussolini, citavo il libro “Il delitto Matteotti” di Mauro Canali e un’inchiesta del cronista Gennaro De Stefano che documentano la corruzione personale di Mussolini, fasci e famigli.
Di Mauro Canali, storico riconosciuto a livello internazionale, allievo di Renzo De Felice (non proprio un comunista, nevvero?) è noto al grande pubblico il libro “L’informatore. Silone i comunisti e la polizia politica” con cui smascherava il doppiogioco dell’intellettuale comunista durante il regime fascista. Molti riconoscimenti ha avuto anche “Le spie del Regime”.
Assai meno conosciuto il volume sul delitto Matteotti, che pure ha ricevuto il premio Walter Tobagi, sarà un caso?
Superpippo, dall’alto delle sue referenze, considera quelle di Canali miserabili speculazioni. Sembra che Canali sia seriamente preoccupato. http://it.wikipedia.org/wiki/Mauro_Canali
Riguardo l’inchiesta di De Stefano, per quanto ne so la documentazione da lui resa pubblica, proveniente da archivi desecretati dei servizi americani, non è mai stata smentita. http://www.gennarodestefano.it/art0424.asp
Dalla quarta di copertina di “La storia negata – il revisionismo e il suo uso politico” con interventi di analisi del fenomeno da parte di alcuni dei più importanti storici italiani, a cura di Angelo del Boca, Neri Pozza Editore:
“Negli ultimi dieci anni l’uso politico della storia, che nulla ha a che fare con la ricerca storiografica, non ha risparmiato nessuna delle grandi questioni della nostra storia nazionale […]. Si tratta della più vasta e subdola offensiva tesa alla cancellazione della memoria storica e alla totale rimozione dei crimini commessi in Italia, in Africa, nei Balcani, nell’Unione Sovietica, […] un tentativo di riscrivere la storia contemporanea in Italia e in Europa, relativizzando gli orrori del nazismo e della soluzione finale, depenalizzando il fascismo e la sua classe dirigente, delegittimando la Resistenza e demonizzando il comunismo”.
http://archiviostorico.corriere.it/2002/aprile/28/Liberazione_Benevento_cancellata_piazza_Matteotti_co_0_020428309.shtml
circa 6 mesi fa
Per mia cultura personale e quale fonte di riflessione sto raccogliendo fior da fiore le migliori citazioni del mio Supereroe preferito. Ve ne lascio alcune affinché possiate goderne anche voi.
Dal “Bigino di Superpippo”
“ … L’onestà personale di Mussolini e della sua famiglia, relativa al “saccheggio della cosa pubblica” è stata evidenziata, per mostrare quanto si è caduti in basso adesso, se con tutte le riserve che il giudizio sul fascismo impone, la corruzione che governa il presente, è la vera “dittatura” della politica attuale. Una dittatura perchè è una abitudine trasversale.
La critica in ogni caso conteneva un colpo di fioretto, verso chi sostiene un nuovo capo, senza aver valutato che non vi sono neppure le premesse dell’onestà personale e dell’amore per il popolo che aveva Mussolini, mentre siamo in presenza solo dell’amore per se stessi e per il profitto. …”
(Ah, ah, ah, veramente buona questa del colpo di fioretto, mi dicono che l’amico Calderan è ancora dolorante!)
“ … La polemica su Mussolini è nata da un equivoco: avevo proposto alcune considerazioni in favore di Mussolini, per far capire a chi vorrebbe proporre una minestra riscaldata nel futuro prossimo, con un capo ispirato al fascismo, che neppure vi sono le attitudini ed il carisma necessari a conquistare il consenso del popolo. Purtroppo le mie intenzioni qualcuno le ha interpretate, come un elogio del fascismo …”
(Ma nnooo?!? Ma come è potuto avvenire un simile equivoco?)
“ … Invece lo scopo era disilludere quella parte della Destra, focalizzata sulla figura più conclamata, senza avere pensato che la ricerca di una guida, deve perlomeno essere un passo in avanti e non indietro, rispetto al passato. …”
(“Mission Accomplished, commander in chief”, al PDL più che disillusi sono addittura distrutti dalla tua intemerata!)
“ … Non pretendo apprezzamenti, ma che almeno comprendiate il valore attraverso la riflessione. …”
(Comprendiamo, comprendiamo benissimo, non ti preoccupare, Dalaipippo. Per quanto riguarda gli apprezzamenti ho saputo che ti hanno proposto per il Premio Flaiano, quello che diceva che la caratteristica dell’italiano è di essere sempre pronto a correre in soccorso del vincitore …)
circa 6 mesi fa
Queequeg -1-bis – Premesso che l’utente in precedenti post ha dato del testone, zuccone ecc… chiedo mi sia permesso dall’admin di fare altrettanto, per par condicio.
Ha parlato Queequeg, il mussolini-stalin del blog che vorrebbe che gli altri stessero zitti. In un blog!!! Cose da pazzi. Io invece sono un uomo libero e libero di parlare, come, dove e quando voglio.
Il ferreo regime dittatoriale instaurato da Mussolini, non esclude che contemporaneamente avesse il consenso, grazie al culto della propria personalità che seppe trasmettere agli italiani. Il culto della personalità è un motivo ricorrente in molti dittatori, a partire da Napoleone Bonaparte, Giuseppe Stalin, Adolfo Hitler e soprattutto dall’italiano Benito Mussolini. Basta rivedere i filmati, il tono della voce, con le mani sui fianchi ecc…Anzi è il caso di dire che il carisma diffuso attraverso il culto della personalità, in Mussolini, è stato l’aspetto davvero preponderante ed interpretato e studiato più che da qualsiasi altro dittatore. Perciò lo vedi he hai di nuovo toppato!!! gnuccone.
E nessuno nega che la dittatura abbia avuto i momenti cruenti che ben conosciamo, comprese le vittime, che nessuno è disposto a lasciar perdere nel dimenticatoio della storia. Ma proprio perchè le analisi su quei temi, dal dopoguerra ad oggi si sono sprecate, osservare altri aspetti di quel periodo, poco trattati, non si capisce cosa ci sia di male.
“Yukyuk”, sta di fatto, “carta canta” che tu hai citato solo Silvestri, da me citato brevemente e non della versione pù credibile dei famigliari di Matteotti, di cui ho parlato a lungo, sostenuta da alcuni storici, compreso De Felice, considerato il più autorevole degli storici del Fascismo.
Prossime sensazionali rivelazioni? Certo ne avrai altre, ma non quelle che tu, usi mettere in bocca agli altri, testone.
circa 6 mesi fa
Quuequeg 2- bis
In cui l’utente finge di non avere sentito che l’intervista a Mussolini parlava del sostegno del popolo inerente il ventennio e non certo le fasi iniziali, in cui la dittatura fu imposta ricorrendo alla violenza. Quindi ribadisc ciò che l’ipocrisia storica non vuol sentire e cioè che la dimostrazione inequivocabile è data dal fatto che la Resistenza, iniziò dopo l’8 setembre 1943, con l’arrivo degli alleati. Nessuna delegittimazione, quindi, ma la semplice considerazione che l’antifascismo viscerale di alcuni intellettuali, perseguitati o esiliati, è diversa dall’antifascismo che coinvolse una parte del popolo e che operò negli ulimi 3 anni del ventennio.
E neppure si può ignorare che il consenso in una dittatura, sia ottenuto anche con i mezzi convincenti dell’oppressione, ma proprio per la circostanza che ha visto l’opposizione al fascismo relegata tra gli affari di una parte minoritaria dell’intelligenzia italiana, fino al 1943, è anche indicaivo di un sostegno cindiscusso da parte del popolo verso il Duce.
E voglio anche aggiungere che senza le difficoltà belliche, le carenze alimentari e socioeconomiche che ne derivarono per i civili, i soldati morti in guerra divenuti troppi in tutte le famiglie, e le deportazioni dei lavoratori italiani in Germania e la dominazione del territorio italiano, dell’alleato germanico, dell’ultimo periodo, probabilmente la “Resistenza” avrebbe resistito ancora molto dall’esordire contro la dittatura.
Tutto il discorso è ben comprensibile se si confronta la Resistenza italiana, con quella francese, che si formò ed organizzò subito nel 1940, con la nascita delle formazioni anti-tedesche contro l’ocupazione della Germania nazista ed il regime totalitario di Vichy.
circa 6 mesi fa
Queequeg – 3- bis
Ringrazio l’utente per avere ripostato i miei interventi, aggiungendovi solo battute da bar, senza alcuna argomentazione. Il lettore potrà notare quanto sia diffuso l’autolesionismo nel web. Con una attenuante per chi non si firma con il proprio nome e cognome, figure di m… a iosa, che tanto nessuno risalirà all’artista.
Con una sparata finale, farina del suo sacco: “la caratteristica dell’italiano è di essere sempre pronto a correre in soccorso del vincitore …)”
Scusi saccenza, quale sarebbe il vincitore di cui andrei in socorso? Mussolini morto, vinto e sepolto? oppure Berlusconi, di cui lei ha ripostao la mia frase, in cui dicevo: “lo scopo era disilludere quella parte della Destra, focalizzata sulla figura più conclamata,(???) senza avere pensato che la ricerca di una guida, deve perlomeno essere un passo in avanti e non indietro, rispetto al passato”.
Consiglio: invece di leggere solo topolino e superpippo, leggere e riflettere ciò che scrivono gli altri, quando si vuol contestare.
Vai dietro la lavagna asinone.
circa 6 mesi fa
queequeg è caduto veramente in basso.
offende senza firmarsi, un vero coraggioso.
antifascismo bla bla bla….
io ammetto errori, ma riconosco anche azioni sociali giuste.
per la sinistra tutto è sbagliato, ma solo dopo l’8 settembre, con gli americani dietro il culo, hanno iniziato attentati contro i tedeschi , causando ( ripeto ..causando ) ritorsioni atroci, tipo le varie stragi di cui tanto si parla. davvero coraggiosi questi partigiani, sparavano ai tedeschi in fuga e davanti alle conseguenti rappresaglie, si nascondevano e lasciavano uccidere centinaia di civili innocenti, ben sapendo le regole di guerra imposte dai tedeschi di 10 a 1 ( sbagliate e assurde finchè si vuole, ma si sapeva che andava a finire così ).
bravo maffeis invece, che ci mette la faccia, e ci ha fornito una versione diversa , che non conoscevo, sulla morte di matteotti.
mi meraviglio di ambrosini, che detta regole ferree sul fatto di firmarsi, che si erge a moderatore, che non pubblica miei post e poi permette che qualche anonimo scenda a livelli così bassi.
un vero moderatore !!!
circa 6 mesi fa
Queequeg -4-
Allo sbrodolone della Resistenza, chiedo, dov’era quando il sottoscritto dalle pagine del blog, contestò le scritte sulle targhe della RSI? E quando chiesi, sicchè erano state rimosse per essere pulite dopo l’atto vandalico, di aprofittare per correggere la grave omissione, della non citazione della presenza delle forze alleate e dei partigiani, subentrati ai fascisti ed ai tedeschi, nei rispettivi immobili?
Chiedo dov’eravate, in quale limbo eravate insabbiati antifascisti gardonesi? Bravi solo a spandere fango.
C’è ancora qualche sito dell’estrema destra, in cui l’assessore alla cultura Rita Sara Flora, e Roberto Chiarini, inaugurano e festeggiano il grande evento.
circa 6 mesi fa
Queequeg -5- Lo smusignone adesso vorrebbe che si stesse zitti, dopo essere intervenuto a sproposito ed avere fomentato il tutto. Avevo scritto 2 cosette contro il Berlusca facendolo più piccolo di Mussolini, nell’interesse di tutti, per convincere qualcuno a cambiare registro. Può darsi non serva, ma il silenzio non sarebbe stato più utile. Tutto qui.
Grazie comunque, se non ci fosse il broccolone che mi dà gli spunti sarebbe una noia
circa 6 mesi fa
Carissimo paolo,
nn modero chi scrive senza offese personali.
Per il resto…Non commento…
Mi piacerebbe avere + discussione sulle proposte di gardone e non su questioni non inerenti a cio’ che viene pubblicato.
Un saluto
stefano
circa 6 mesi fa
Il futuro di tutti, a Gardone come a Canicattì, dipenderà molto da come sapremo considerare nel presente, la lezione del passato.
Buona Notte
circa 6 mesi fa
Mi sto chiedendo perchè nello spazio del PDL sull’intuizione critica di mettere a confronto l’onestà dei Mussolini, con la corruzione della gestione attuale del potere, volta a creare imbarazzo dentro la destra, per indurla ad una presa di coscienza, sia intervenuto questo sinistronzo qua, con un astio personale maniacale, a mettere in secondo piano il rilievo iniziale. Eppure è una critica condivisibile anche a sinistra.
Dicevo che ci sono decine, forse centinaia di monologhi che attendono una risposta dignitosa. Tra questi lampeggiano le critiche al PD, sulla fissazione masturbatoria delle incessantissime primarie, che vede concentrate le energie e l’attenzione sulla scelta dei candidati, anzichè sui problemi reali del paese.
E quindi le osservazioni inerenti la battaglia sulla privatizzazione dell’acqua, avviata con qualche anno di ritardo. Poi la scoperta che fu addirittura il governo Prodi, con le firme di ministri Bersani e Di Pietro ad inescare il primo disegno di legge sulle privatizzazioni.
Con Bersani ancora convinto della validità della privatizzazione, fino a pochi mesi fa.
L’astio di questo sporcaccione, nel blog, nasce da queste incontestabili osservazioni, che mettono nella condizione di riflettere i lettori, se ci sia una alternativa credibile, di cui fidarsi, alle prossime elezioni.
circa 6 mesi fa
NOIOSI
circa 6 mesi fa
Non riesco a capire francamente dove si voglia andare a parare con tutta questa discussione. Premesso che qualsiasi dittatura ha portato anche alcuni fenomeni positivi, questo non significa rivalutarli in tutto e per tutto (cosa che credo non intendesse assolutamente fare Maffei). Detto questo, io sono per l’analisi storica di questi fenomeni, e proprio per questo mi piacerebbe che anche la mia parte politica finalmente potesse partecipare attivamente allo studio del fascismo come fenomeno storico. Ad esempio facendo del Centro Studi sulla Rsi un VERO centro studi, altrimenti si rischia che diventi un luogo in cui si ritrovano tristi nostalgici di un’epoca che spero nessuno voglia di nuovo. Se poi qualcuno, nel 2010, ragiona ancora con lo schema secondo cui se voti a destra sei uno sporco fascista nostalgico di Mussolini, se voti a sinistra sei un lurido comunista che spera in un nuovo Stalin, beh va beh… mi vien da ridere (o da piangere). A parte il fatto che forse qui si è andati un po’ fuori tema (leggermente), non vedo che male c’è nell’analisi che maffei ha fatto del delitto matteotti, non credo che da questo evento dipenda la considerazione che dobbiamo avere del fascismo. Lascio perdere tutto il discorso sulla resistenza perchè credo che non ci sia bisogno per l’ennesima volta di ribadire cose che sanno tutti.
circa 6 mesi fa
In altri tempo li chiamavano i “poarecc” (poveretti)o POARETTI.
circa 6 mesi fa
A Fabrizio: non è obbligatorio leggere o connettersi, se ci si anoia.
A Michele, che è persona raziocinante, di cui ho grande rispetto:
1 – Come ho già detto l’intento iniziale era di far rilettere a destra,
sulla propensione acritica di assecondare tutto quel che fa il capo, nel presente, essendovi alcuni lati negativi, piuttosto evidenti.
In fin dei conti si è tutti uniti nel difendere una persona, molto brava a fare i propri interessi. E’ questo di cui aveva bisogno il paese, nel terzo milennio?
2 – Analisi storica – Questa può esserci se si ascoltano tutte le campane e senza omissioni. Di certo non possiamo isolare la RSI, dal contesto del conflitto mondiale, facendo diventare il Garda l’icona della nostalgia del fascismo. Ecco perchè tutti i soggetti vanno considerati con lo spazio che meritano, anche sulle targhe delle Ville.
Ho ricevuto una lettera di scuse dal Centro Studi: avrei preferito, che si provvedesse a riparare l’errore.
Il tuo partito, ha gli scheletri nell’armadio del passato comunista da superare e l’impostazione “Resistenziale” che quasi sempre non vede il bene che qualcuno può aver compiuto, pur essendo schierato dall’altra parte. Ed i danni compiuti dai partigiani, prima e dopo la fine della guerra.
3 – Il caso Matteotti non l’ho proposto io, ma siccome si voleva portarlo come prova convincente, l’ho smontato con le interpretazioni che ancora adesso faticano ad essere ascoltate, dei personaggi più autorevoli nel merito: Renzo De Felice ed il figlio di Matteotti, Matteo, entrambi convinti dell’estraneità di Mussolini al delitto.
Questo non vuol dire che il regime sia stato estraneo a tutti i misfatti che gli vengono attribuiti.
4 – La Resistenza – Su questo tema credo, invece, che ci sia bisogno di ribadire cose su cui si è riflettuto poco, per una sorta di dominio storico-culturale durato decenni, quando le colpe non sono mai perdonate ai fascisti, mentre sono ignorate se compiute dai partigiani.
L’esperienza della Resistenza organizzatasi solo sul finire del fascismo, affiancatasi agli alleati nel contesto bellico, è stata la prova inequivocabile che le masse non furono contrarie al fascismo, fino a quando il conflitto non incrinò il rapporto con il popolo.
Ho detto le masse. Nessuno vuole sminuire l’opera dei singoli che si opposero con eroismo durante il ventennio ed il valore stesso della Resistenza, del grande ideale di libertà che maturò, seppur tardivamente, tra gli italiani.
circa 6 mesi fa
mi trovo completamente daccordo con l analisi di Michele.Chiaramente ogni periodo storico lascia dietro sè qualcosa di positivo e altro di negativo e penso che non ci sia nessuno tra di noi che vorrebbe trovarsi a vivere durante quel ventennio, a privarsi della sua libertà.
Detto questo io non vedo cosa abbia scritto di male Maffei…ha riportato notizie interessanti, scritte in modo equo e distaccato.E questo queequeg risponde come abitudine di certa sinistra esasperata, screditando l oppositore e senza nemmeno il coraggio di firmarsi…il concetto iniziale di maffei era giusto.mi trovo completamente daccordo quando dici che l assecondare il leader in tutto e per tutto è sbagliato, e per fortuna mi sembra ci sia un governo in italia dove di “belle teste ” ce ne sia più d una, con qualche pecca pure ma purtoppo, e dico purtroppo un alternativa seria al momento non c è.E rimarco il purtroppo, perchè con un opposizione vera e responsabile ne gioverebbe anche il governo, ma tralasciando qualche esponente del pd e dell udc mi sembra che l unica politica di opposizione sia quella della delegittimazione del premier e del suo governo( che un santo non sarà ma da li a farne il male assoluto ne passa…).
A me ha fatto piacere conoscere delle notizie che avevo solo in parte o che ignoravo.e poi basta con questo destra=fascista/sinistra=comunista, io mi associo al pensiero di michele…che tristezza se nel 2010 qualcuno fà ancora questi binomi.
certo ci sono i nostalgici di tutti e due gli schieramenti ma sono delle minoranze.
e i risultati delle ultime elezioni politiche sono li a testimoniare questo fatto,con tutti gli estremisti fuori da camera e senato( ops dimenticavo quel mezzo analfabeta,on. di pietro….)
Non so se sono uscito un pò dal tema centrale della discussione, se mai c é ne stato uno, ma il mio è stato un semplice apprezzamento per il reportage del maffei.
un saluto
circa 6 mesi fa
Tommaso hai detto le cose giuste, semplici e spontanee, che direbbe chiunque.
In nome del popolo italiano… grazie. eheheh
circa 6 mesi fa
(scusate il ritardo, ma sono due giorni che non riesco a connettermi …)
Superpippo! Complimenti per lo stile sempre più leggiadro: sinistronzo, smusignone, sporcaccione. Che argomentazioni affascinanti e spiritose! Ti si immagina benissimo col filo di bava che cola sulla tastiera!
Però non ti manca la faccia di bronzo, devo ammetterlo.
circa 6 mesi fa
Mi domandavo come mai non avessi citato la fonte del tuo post copia-incollato 15 febbraio … qualche breve ricerca, ed ecco la fonte da cui hai scopiazzato brutalmente senza dichiararlo: un autorevole studioso? qualche prestigioso archivio storico? no, Alleanza Nazionale!
Tah-dah! Superpippo sempre più superpartes! Yuk! Yuk!
Ma non basta: come mai non ci informi che Matteo Matteotti la famosa intervista in cui accusava il re l’ha poi ritrattata?
Dopo giorni e giorni di sbrodolate sul blog le tue fonti documentarie si riducono a questo:
- le dichiarazioni di Carlo Silvestri (l’”ultimo amico di Mussolini”);
- una pagina di wikipedia con l’avvertenza “Questa voce o sezione di biografie è ritenuta non neutrale – Questa voce o sezione di storia è ritenuta da controllare”;
- una pagina da un sito che fa riferimento ad Alleanza Nazionale;
- un’intervista poi ritrattata di Matteo Matteotti.
Di nuovo: complimenti …
Per me la parentesi “delitto Matteotti” è chiusa. Se vuoi andare avanti a scrivere a vanvera, fai pure, vedo che il tempo non ti manca.
circa 6 mesi fa
Per quel che ci serve la fondatezza di una tesi, vale per i contenuti che contiene. In un sito di sinistra si troveranno senz’altro più informazioni e notizie storiche inerenti il comunismo, marxismo stalinismo, leninismo, mentre in un sito di destra si troveranno le informazioni che sul fascismo non si trovano altrove. E’ del tutto normale.
Tuttavia l’articolo di Marcello Staglieno lo si può trovare su google, in formato pdf, cliccando questa frase: Charette Ven Gen 18, 2008 1:38 am La vera storia del delitto …
Il delitto Matteotti, è molto interessante perhè, considerando verosimile la tesi del figlio di Matteo Matteotti, che intravedeva nella Corona il mandante dell’omicidio, si possono comprendere le vicende successive, soprattutto la connessione e la complicità della monarchia con il fascismo e la durata del regime.
Non è un caso che con il discorso di Mussolini alla Camera sulla vicenda di Matteotti, sei mesi dopo il delitto, in cui egli si assunse “la responsabilità politica, morale, storica” (ma non diretta) di tutto quanto avvenuto, con frasi dalla possibile duplice interpretazione, egli archiviò definitivamente il discorso ingombrante sul delitto ed assunse i poteri di un dittatore.
http://it.wikisource.org/wiki/Italia_-_3_gennaio_1925,_Discorso_sul_delitto_Matteotti
E qui bisognerebbe che i lettori facessero il salto di qualità di capire che comunicare una notizia, non significa sempre condividerla, soprattutto quando si tratta di storia.
Il discorso di Mussolini costituì un atto di forza, che rappresentò l’inizio della dittatura, e fu voluto come reazione al clima pesante che si respirava nel paese, con il fascismo messo sotto accusa, come mai era accaduto fino a quel momento.
L’assunzione di responsabilità morale, fu un colpo di genio, perchè metteva Mussolini in condizione di non essere accusato quale mandante e nello stesso tempo, sgombrava il campo ad altre ipotesi sui veri mandanti (monarchia) dell’esecuzione.
Non v’è dubbio che Mussolini sapesse come si svolsero i fatti. Del resto anche se egli non fu coinvolto, lo furono alcuni gerarchi fedeli alla monarchia.
Tradotto in soldoni, con questo sacrificio personale di ammissione di responsabilità e di omertà assoluta sul nome e cognome del vero responsabile, Mussolini pose le basi per mantenersi saldamente al comando della nazione e di assogettare il capo dello stato (Vittorio Emanuele III), ai suoi voleri.
Con questo sottile ricatto Mussolini governò indisturbato il paese per un ventennio.
Infine una frase di Mussolini, contenuta nel discorso, che conferma le mie intenzioni iniziali, sull’onestà di allora, rispetto alla corruzione attuale:
“Nessuno mi ha negato fino ad oggi queste tre qualità: una discreta intelligenza, molto coraggio e un sovrano disprezzo del vile denaro.”.
circa 6 mesi fa
Per venire a Michele.
Se hai seguito dall’inizio la discussione dovresti ricordarti che io avevo contestato la fondatezza di alcune battute da Minculpop lasciate cadere qua e là con nonchalance dal Maffei. Il fascismo l’ha voluto il popolo, il duce non era un corrotto, ecc.
Il nostro ci ha poi spiegato che queste “chicche” erano dei “colpi di fioretto” all’attuale destra … infatti hai notato come si è incazzato Calderan, vero?
Invece, con la sinistra e col PD (è meglio distinguere, che magari Veltroni si offende) al posto del fioretto invisibile usa la mitragliatrice pesante. Che di questi tempi è come sparare sulla Croce Rossa. Ma lui è superpartes!
Ma non è questo che mi dà fastidio. Quel che ritengo molto pericoloso è la regressione a luoghi comuni di atteggiamenti che sarebbero stati giudicati intollerabili solo fino a poco tempo fa: razzismo esplicito e senza remore, revisionismo storico senza pudore, disprezzo della democrazia e mito dell’uomo forte con “personalità e carisma”.
In ogni caso, tornando alle mie due contestazioni iniziali:
1) non è vero che il fascismo sia stato voluto dal popolo
Anche Maffei ha dovuto convenire che il fascismo arrivò al potere con violenze, assassinii e brogli elettorali, come denunciato da Matteotti (questo era il riferimento);
2) è ridicolo (o tragico …) riportare in auge la leggenda del duce Onest’Uomo per contrapporlo alla corruzione dell’odierna democrazia: il regime fascista era immerso nella corruzione, compresi ed in primis Mussolini, cortigiani e famigli, come accade in tutti i regimi totalitari. La documentazione storiografica, che non si limita a Canali (che pure è quello che ha sputtanato il comunista Silone!)
sembra difficilmente contestabile – al contrario delle “tesine” che il Maffei ha scopiazzato dai siti della destra nostalgica – a partire dalle mazzette della Sinclair Oil e fino ai fondi all’estero di cui è emersa recentemente documentazione.
http://it.wikipedia.org/wiki/Mauro_Canali
http://www.gennarodestefano.it/art0424.asp
Per finire, il “discorso sulla resistenza” che tu lasci cadere perché credi “che non ci sia bisogno per l’ennesima volta di ribadire cose che sanno tutti”. Scusa, quali sono le cose che sanno tutti? Quelle affermate dal Maffei e da Zattoni, fotocopiate dalla propaganda della destra più becera? Non è un tema da poco, da nascondersi dietro un dito.
circa 6 mesi fa
Per Paolo Zattoni: è evidente – basta leggere – che il mio dare del “coglione” a Mussolini era esplicitamente un paradosso. Non era affatto un coglione: è stato solo uno dei più grandi criminali del ventesimo secolo, insieme a Hitler, Stalin, Franco, Pinochet, Pol Pot ecc.
Se poi, come dite voi, era pure meglio del Berlusca, stiamo freschi!
circa 6 mesi fa
Accidenti!!! Ho finalmente capito cos’era che da due giorni mi impediva di inviare un post!
Per qualche motivo il collegamento alla pagina di Alleanza Nazionale scopiazzata dal Maffei non viene accettato dal software del blog.
Ho provato anche a “spezzarlo” in due tronconi: niente!
L’unica soluzione che trovo per farvene partecipi è questa:
andate su http://www.google.it , come stringa di ricerca mettete:
Delitto Matteotti, il mandante fu il re non Mussolini
avviate la ricerca, il terzo link proposto dovrebbe essere quello giusto, l’indicazione dell’indirizzo è “guide.supereva.it › … › Alleanza Nazionale”, cliccate sul link e … oplà! ecco la fonte di Superpippo.
Stefano, tu che sei un genietto, sapresti spiegarmi perchè il blog rifiuta questo stramaledetto indirizzo? Sarà mica un blog comunista?
circa 6 mesi fa
Regressione, cominciare ad avere una visine meno preconcetta del passato? E fuori dal dominio storico-culturale intollerante durato oltre mezzo secolo? Super partes è chi considera tutti.
A destra è in corso una riflessione.
1- E’vero che il fascismo è stato sosteuto dal popolo, anche grazie al culto della personalità, trasmesso dal duce agli italiani.
2 – Un capo di stato molto corrotto, di solito è riconosciuto tale, per circostanze e rapporti frequenti, in cui le cronache, anche straniere, e le indagini storiche sviscerano questo aspetto. Come mai, invece, ne parla solo Canali?
Il regime Fasciata era impregnato di corruzione, come lo era l’Unione Sovietica e come lo è stata la prima repubblica e come lo è la seconda, in Italia. L’egoismo, non ha limti o bandiere, si muove bene dappertutto.
3 – Resistenza – Il dato sempre taciuto: La Resistenza è iniziata nel 1943, con l’arrivo degli alleati, dopo vent’anni di fascismo.
circa 6 mesi fa
Se si considera verosimile la tesi del figlio di Giacomo Matteotti, Matteo, che intravedeva nella Monarchia il mandante dell’omicidio, si può comprendere la complicità della monarchia con il fascismo.
Non è un caso che con il discorso di Mussolini alla Camera sulla vicenda di Matteotti, sei mesi dopo il delitto, in cui egli si assunse “la responsabilità politica, morale, storica” (ma non diretta) di tutto quanto avvenuto, con frasi dalla possibile duplice interpretazione, egli archiviò definitivamente il discorso ingombrante sul delitto ed assunse i poteri di un dittatore.
http://it.wikisource.org/wiki/Italia_-_3_gennaio_1925,_Discorso_sul_delitto_Matteotti
Il discorso di Mussolini costituì un atto di forza, che rappresentò l’inizio della dittatura, e fu voluto come reazione al clima pesante che si respirava nel paese, con il fascismo messo sotto accusa, come mai era accaduto fino a quel momento.
L’assunzione di responsabilità morale, metteva Mussolini in condizione di non essere accusato quale mandante e nello stesso tempo, sgombrava il campo ad altre ipotesi sui veri mandanti (monarchia) dell’esecuzione.
Con questo sacrificio personale di ammissione di responsabilità e di omertà assoluta sul nome e cognome del vero responsabile, Mussolini pose le basi per mantenersi saldamente al comando della nazione e di assogettare il capo dello stato (Vittorio Emanuele III), ai suoi voleri.
Con questo sottile ricatto Mussolini governò indisturbato il paese per un ventennio.
Infine una frase di Mussolini, contenuta nel discorso, che conferma le mie intenzioni iniziali, sull’onestà di allora, rispetto alla corruzione attuale:
“Nessuno mi ha negato fino ad oggi queste tre qualità: una discreta intelligenza, molto coraggio e un sovrano disprezzo del vile denaro.”