idee, parole e fatti…in diretta dal Lago di Garda
Rassegna stampa: Arrestati a Gardone Riviera due “clonatori di bancomat”

I carabinieri di Salò sono riusciti ad arrestare in flagranza di reato due rumeni di 28 e 27 anni, mentre staccavano da uno sportello bancomat tutta la strumentazione elettronica che serviva per clonare i codici dei clienti della banca.
I due giovani avevano collocato una telecamerina (grande quanto un accendino) sotto un pannello di plastica che avevano appiccicato allo sportello esterno della Ubi di via Roma a Gardone Riviera. Ai due i militari sono arrivati grazie alla segnalazione dei dipendenti dell’istituto di credito che avevano notato alcuni malfunzionamenti nello sportello automatico di distribuzione delle banconote. Da qui il servizio dei carabinieri che ha portato all’arresto
tratto da GdB -> http://www.giornaledibrescia.it/Contenuti/484484.html?idnews=10013
| Stampa l'articolo | Questo articolo è stato pubblicato da Ambro il 29 agosto 2009 alle 20:13, ed è archiviato come rassegna stampa. Puoi seguire i commenti a questo post attraverso RSS 2.0. Puoi pubblicare un commento o segnalare un trackback dal tuo sito. |
circa 7 mesi fa
Queequeg 1 – Ti ringrazio per la copiosa inondazione. Ribadisco che
il paragone è spropositato, perchè seppur tutti veri i riferimenti storici che hai portato, in essi non c’è traccia (e non poteva certo esserci) dele conquiste etiche dell’ultimo secolo.
Vedi ad esempio che di tutti i misfatti da te descritti, scaturiti dalla tormentosa e malsana idea del deicidio compiuto dagli ebrei, la Chiesa per bocca degli ultimi Papi, ha chiesto perdono, tra l’altro : un no secco all’antisemitismo riaffermato domenica, nella Sinagoga da Benedetto XVI.
Stesso dicorso per il razzismo attuale verso gli stranieri, che sebbene sia più evidente che mai, è contrastato con grande determinazione proprio dalla Chiesa e dalla società più civile.
Voglio dirti che questi antidoti, per tutta la storia, fino a prima del razzismo nazista, non c’erano, mentre adesso ci sono e per quanto bistrattati sono molto forti e radicati. Non limitiamoci solo a criticare, ma diamo anche speranza.
circa 7 mesi fa
Queequeg – 2 -
Io intendevo ovviamente “la cultura” di sinistra e quella è immune alle debacle o sconfitte della sinistra partitica.
Mi riferivo a quelle che vedono sempre e solo gli errori dalla stessa parte.
Concordo quando, dici (sintetizzo) che gli italiani all’estero hanno subìto e subìscono razzismo e discriminazioni.
Ho una figlia che vive a Londra, che mi ha narrato, le peripezie che succedono ad una immigrata italiana, nella tanto acclamata, civile, democratica, capitale Inglese, per avere il responso e la visita di un medico che ti tratta come una merda sotto le scarpe e di referti medici, fatti con caparbia insistenza, andati però irrimediabilmente persi. Beh se può consolarti, questo ad un immigrato in Italia, non succede ancora.
Rispetto ed apprezzo quindi il tuo desiderio di esprimere lo sdegno verso il razzismo e le ingiustizie.
Io però parto da più lontano, sono convinto che alla base del razzismo che colpisce quasi sempre gli incolpevoli, ci siano ragioni di malessere oggettivo causato dai loro simili, in precedenza, o in periodi storici diversi, alle altre comunità o agli altri popoli. Poichè ami il discoso sugli ebrei, agli antipodi del nazismo, posso dirti che il discorso della razza è stato un argomento molto contestabile, perfino sotto il profilo razziale.
Lo scrivevo anni fa su Bresciaoggi, chiedendomi, che “razza di razzismo” del cavolo era se gli ebrei sono fisicamente, esteticamente, molto, molto simili ai tedeschi?
Intanto occorre premettere che l’argomeno razziale, degli ariani che si oppongono agli ebrei, è una risposta, una reazione, ad una forma di razzismo, preesistente inventata guarda caso, da una parte di ebrei.
Il sionismo è un movimento politico ben definito e organizzato, nato alla fine del XIX secolo come diretta espressione politica della grande borghesia ebraica intenzionata ad ottenere un proprio territorio ed il dominio assoluto della razza, sull’economia mondiale.
Inoltre il sionismo è una forma di razzismo poiché tende a dividere il mondo in razze e religioni, col pretesto religioso e i postulati del “popolo eletto” e della “terra promessa”, teorizza l’unicità e la superiorità della razza ebraica. Concetti che si identificano in pieno con l’ideologia nazista di Hitler e quella fascista in Italia (basta ricordare le leggi razziali promulgate da Mussolini nel ’38) sulla presunta superiorità della razza ariana e il diritto a difendere tale “purezza” dalla mescolanza razziale.
Da questo antefatto sionista della “razza eletta”, che voleva e vuole riappropriarsi della Palestina con le buone o con le cattive e che voleva e vuole “dominare economicamente” il mondo, è nata la risposta “occhio per cocchio, dente per dente, del razzismo nazista.
Detto ciò non posso non dichiarare che il sionismo non rappresenta la totalità della comunità ebraica, sebbene sia stato l’arteficie dello Stato d’Israele e sebbene l’escalation della lotta agli arabi palestinesi, in Israele, spesso sia scaduta nella pulizia etnica.
Aggiungo le osservazioni sui Rom, in cui l’antefatto al razzismo che oggi ingiustamente subiscono, è nella molta diffidenza popolare, sfociata in forme di razzismo che, deriva da uno stile di vita retrogrado, arcaico, strasuperato, maschilista e patriarcale, dove il “famigerato maschio padrone”, si fa mantenere per oziare tutto il santo dì, su auto di grossa cilindrata, dalle donne e dai bambini, obbligati a mendicare ed a rubare. Scusate , ma dove cavolo è finita tutta l’emancipazione a favore delle donne e dei bambini, sfruttati ed umiliati nei paesi del terzo mondo, cavallo di battaglia della sinistra italiana? Ma come si denuncia lo sfruttamento minorile in India e non si vede quello dei Rom? Di questo mica incolpo Dalema o Fassino, ma tutti siete, ipocritamente ciechi.
Si arriva addirittura a negarne l’esistenza, a sbandierarla come leggende metropolitane. E chissà quanti di questi ipocriti inviterebbero le zingare ad entrare nelle loro case a fare 4 chiacchiere, quando bussano alla porta.
Hai scritto: “I Rom, se potessero scegliere, sarebbero “girovaghi” quanto te e me. Siamo noi che vogliamo che vivano nei “campi”, come un tempo gli ebrei nei ghetti.” Hai scritto una leggenda metropolitana “sinistra”…noi vogliamo? Uh guarda che ho visto, camper e mercedes, in campi rom, il cui valore era superiore al valore di un intero condominio. “Loro” hanno sempre voluto e se ci pensi in questa identità preservata “stabilmente” per secoli, forse milenni, c’è un’esclusività di tipo razziale, molto simile ( i rom subìrono l’olocausto come gli ebrei) a quella del popolo eletto, girovago e senza fissa dimora.
La dimora fissa cui fortunatamente molti Rom aspirano, è un fatto recente dovuto all’innegabile migliore qualità della vita, al benessere, alle maggiori comodità che li hanno convinti, nel desiderare una casa, invece della roulotte.
E proprio perchè sono un antirazzista convinto, reputo che per debellare definitivamente i razzismi, occorre estirparne tutte le radici, anche e soprattutto quelle ipocritamente più occulte.
A dimostrazione di ciò ti aggiorno che non solo ho auspicato, per i rom che lo desiderano un’abitazione, ma ho divulgato sulla Rete e sui giornali, la necessità di una novità che rappresenterebbe una spesa irrisoria per i comuni, di adeguare tutti i campi nomadi, in tutte le città, con servizi dignitosi, al livello dei normalissimi camping,
circa 7 mesi fa
Queequeg – 3 -
Libero di vomitarti addosso, fino alla nausea, ma senza distorcere ipocritamente, come è tua abitudine, il mio pensiero, dato che ho scritto una sola battuta, in croce sulla prostituzione, questa: “Bah questa disquisizione sulla prostituzione, mi sembra un pò fuori luogo, dato che siamo un popolo di puttanieri, sarebbe stato molto strano che non venissero anche le prostitute.”
Intano era rivolta sia a te, sia a Zattoni e “ovviamente” andava letta come una critia rivolta al popolo italiano, che si indigna continuamte delle prostitute che frequenta.
Per quanto riguarda Byron. Come ho già scritto, lo stronzo è sessista maschilista, infatti rileggilo, mica parla delle albanesi o delle nigeriane, ossia della distinzione razziale, ma che nonostante la distinzione sociale, sono puttane uguali.
“alcune di loro sono contesse e altre mogli di calzolai, altre nobili, alcune del ceto medio, altre dei ceti bassi e tutte puttane”
circa 7 mesi fa
Ps.
Mi era sfuggita la nota di Queequeg: “guarda che gli 80.000 “fanciulli girovaghi d’ambo i sessi” che, secondo il Philadephia Times erano “spinti sulla via del vizio” dai loro connazionali erano ITALIANI, non Rom”.
Giusta osservazione, e quindi mi sono documentato. Ho scoperto che Queequeg, ha formalmente ragione, anche se la ua precisazione, porta un fiume di acqua al mio mulino. Infatti fin dal 1805 il fenomeno dei girovagni italiani che sfruttano i minori, è segnalato e considerato piaga sociale, con problemi di ordine pubblico, che vengono comunque velati dalla questione umanitaria. I”padroni”, divengono visibili per la brutalità con cui sfruttano i propri “garzoni”.
Il reclutamento dei minori viene, non senza enfasi, definito nella
letteratura sociale che fiorisce in Italia alla fine degli anni Sessanta
“tratta dei fanciulli”. E’ l’odissea di bambini figli di genitori
“snaturati” o “senza famiglia”, ceduti, affittati o venduti a trafficanti che li condurranno a mendicare, mentre le bambine saranno indirizzate sulla strada della prostituzione. I girovaghi italiani, soprattutto organettai, creeranno un caso sociale che si svilupperà nell’arco di tutto il secolo, nelle principali capitali europe e soprattutto a Parigi e a Londra.
E’ come eravamo quasi 2 secoli fa. Di tutto si potrà dire degli Italiani, ma non che il problema sollevato da Queequeg, dello sfruttamento dei bambini mandati a mendicare e delle bambine sulla strada della prostituzione, nel secolo successivo sia stato pienamente e civilmente risolto.
Allora non si capisce perchè adesso, la tratta dei fanciulli fatta dai Rom, che ha molti aspetti simili con la tratta dei fanciulli di metà 800, fatta dagli italiani, debba essere sempre taciuta, per timore di essere considerati razzisti.
Per me è un dovere sociale, morale e civico, invece denunciare questa piaga che vede sottomessi i minori delle comunità Rom affinchè sia realmente superata, come è successo in Italia da oltre un secolo.
circa 7 mesi fa
Il nepotismo di Roma Ladrona, scandalizzava tutti, anzi era oggetto di infuocate battaglie e polemiche, quello di Bossi, sbandierato alla luce del sole, non scandalizza nessuno, anche se ha fatto arrabbiare il popolo leghista bresciano.
La trota a Brescia sembra apprezzata impanata o ai ferri, ai ferri… http://www.bresciaoggi.it/stories/Home/125190_bossi_junior_esplode_il_caso_si_completa_la_lista_della_lega/
Una visione fuori dal coro, scrive Natalia Danesi, ce l’ha un ex militante come Giulio Arrighini, capogruppo Lega Padana in Broletto. «Questo che porta Renzo Bossi a Brescia – spiega – è il metodo che ha fatto sì che i leghisti della prima ora fossero fatti fuori. La famiglia Bossi usa il partito come se fosse suo, senza consultare in modo onesto la base. Quel che è peggio, Brescia è considerata una colonia: porta molti voti in cambio di una modesta rappresentanza. Tutto cominciò con le politiche del ’91 quando Calderoli si fece propaganda qui. Fu l’inizio di una stagione».
Intanto, ieri sera il senatur ha minimizzato le polemiche: «Renzo ha un sacco di imprese e associazioni che agiscono soprattutto a Brescia», ha detto.
circa 7 mesi fa
PER COMPLETEZZA
DA UN LEGHISTA AUTOSOSPESO A TEMPO INDETERMINATO, IN QUANTO NON CONCORDE CON LA LINEA DEL PARTITO.
DA IL GIORNALE 04.02.2010 M. ZUCCHETTI
Inseguire un pescespada per il mar dei Caraibi come il vecchio pescatore di Hemingway è complicato.
Meglio accanirsi sulla Trota che si rigira spaesata nel lavabo. Ed è questo che mezza Italia sta facendo con Renzo Bossi, ilfiglio 21 enne
del Senatur candidato dalla LegaaBrescia.
Cento gruppi su Facebook lo insultano, la coscienza civile si ribella per la discesa in politica di un pluri bocciato alla maturità, il Paese riscopre la sua dignità e la sua purezza meritocratica.
Che non essendo mai stata utilizzata in sessant’anni,sa ancora di naftalina ma è come nuova.
Vi piace pescare facile,eh? Infiocinare Renzo Bossi, uno che pure il padre sacramenta di mazzate, è l’unica battaglia talmente ovvia da poter unire l’Italia dei conformisti radical chic.
Peccato che l’indignazione, oltre che sovraproporzionata rispetto
al personaggio, sia pure tardiva e ipocrita. Perché la crociata contro i figli di papà in politica è in ritardo di una dozzina
di lustri, dato che questa Repubblica – più che sul lavoro – è fondata
sul nepotismo. Che a volte dà buoni frutti, altre no.Ma che suscita sdegno solo per partito preso.
Si va da Giorgio La Malfa, figlio del fondatore del Pri Ugo, a Mariotto Segni, carne della carne dell’ex capo dello Stato Antonio.
Politici che hanno attraversato tutta la prima Repubblica, navigando a vista tra partiti,referendum,«elefantini» e foglie d’edera. Non risulta che nessuno si sia mai strappato le vesti per la loro entrata nell’agone civile.
Al massimo, la gente ha smesso di votarli. Così come nessuno ha mai urlato allo scandalo per il testimone di Bettino passato nelle quattro mani di Bobo e Stefania o se il padre di Dario Franceschini, Giorgio,
era deputato dc.
Serviva lui, Renzo, per togliere le fette di salame dagli occhi della sinistra illuminata. Serviva l’ittico erede di leader leghista per capire che «si è sempre figli di qualcuno». Un «figlio di» in America è diventato pure presidente, figuriamoci da noi, dove un cognome significativo può farti saltare pure le code alla posta. Eppure no, prima della Trota tutti a bocca aperta come «buddaci», quei pescetti dello Stretto tanto fessi dai ngurgitare tutto, ami inclusi. Tutti lì a pensare che se uno era nell’empireo dei politici,doveva per forza
splendere di luce propria. Nessuno che si chiedesse se Massimo D’Alema
fosse solo omonimo del padre Giuseppe (senatore Pci), se Maura e Dario Cossutta non fossero discendenti di tovarish Armando.
Non sono le colpe dei padri a ricadere sui figli, male cariche e le tessere. E di certo da prima che Umberto Bossi concedesse a suo figlio di entrare in lista.
In lista, non nel listino bloccato. Il che fa differenza, perché se
l’elettore considera più «pesante» la sua impreparazione rispetto
al suo cognome, col cavolo che la Trota viene eletta: fa la figura del pirla e resta a casa.
Eletti,invece, sono stati a vario titolo la parlamentare pd Daniela Cardinale,erede dell’ex ministro Salvatore che ritirò la sua candidatura con la promessa di un posto per la figlia; Enrico La Loggia,
ex ministro forzista e figlio di Giuseppe, già presidente democristiano
della Regione Sicilia; Giovanni Russo Spena, comunista nato da Raffaello, senatore dc.
E ancora il ministro dello Sviluppo economico Claudio Scajola (suo padre Ferdinando fu fondatore della Dc di Imperia),Giuseppe Cossiga, deputato del Pdl, sottosegretario alla Difesa e figlio del presidente emerito e picconatore Francesco.
Mal costume o genetica predisposizione alla politica, cambia poco. I figli seguono le orme dei padri da decenni nella completa accondiscendenza di chi li vota.
Rosa Russo Iervolino è figlia di Angelo – ministro con DeGasperi – e di Maria De Unterrichter- parlamentare dc; la senatrice pd Franca Chiaromonte ha imparato i segreti della sinistra dal padre Gerardo, parlamentare comunista; l’ex udeur Pino Pisicchio è stato cresciuto
a politica e orecchiette da papà Natale, parlamentare in cinque
legislature. Si cresce in un ambiente e spesso è più comodo
non uscirne mai. Specie se i genitori che «tengonofamiglia» rendono
la culla più confortevole.
Comunquei rigurgiti di orgoglio sono sempre ben accetti, anche parziali.
Salutiamo con gioia questo «niet» contro i figli di papà. Un «niet» a posteriori,dopo i vari figli di Fanfani, Moroni e Misasi infilati nelle liste. D’altronde neppure la candidatura alla Provincia di Campobasso
di Cristiano Di Pietro, figlio di tanto ingombrante e immacolato
padre, aveva mosso le coscienze come ha fatto Renzo Bossi. Lui, nordico bambascione dalle magliette volgarotte, ha
unito i sepolcri imbiancati e gettato le basi per un Paese responsabile ma tanto fariseo da suscitare perfino la difesa di papà Umberto :«Ha voglia di fare politica,è attivo nel Bresciano e sta studiando, che problema c’è?».
Ma il Paese ha mostrato il pollice verso ed è pronto a togliere i
diritti politici ai figli di parlamentari.
Sarebbe un bel disegno dilegge da Direttorio per un’Italia più rigorosa. Così se ne riparlerebbe tra due generazioni e si
passerebbe dai «figli di» ai «nipoti di». E il nepotismo sarebbe finalmente fondato anche dal punto di vista lessicale.
circa 7 mesi fa
Ottimo intervento di Renzo… Santini. Ottimo, perfetto e pertinente, anche se il sapore di questa difesa azzeccatissima di M. Zucchetti, lascia l’amaro in bocca. Qui a Brescia a lamentarsi non è stata la sinistra, ma la base leghista, e questo dovrebbe far riflettere su quanto sia stato inopportuno il nepotismo della family Bossi.
Nessuno nega il diritto che il figlio di un politico famoso possa o debba prendere parte della vita politica, ci mancherebbe.
Però non certo umiliando altri militanti, di maggior talento, ma partecipando alla vita politica del luogo e dopo averne compreso le problematiche e dimostrato il valore e le qualità. Qui invece si parla di una trota piovuta dal cielo ed imposta dall’alto.
Rispondo a Zucchetti con una domanda il cui concetto avevo già espresso nel precedente intervento:
Perchè il «niet» a posteriori, dopo i vari figli di Fanfani, Moroni, Misasi, Segni, Craxi, Di Pietro e moltissimi altri, infilati nelle liste, si è accanito sul figlio di Bossi, contestato dalla base leghista???????
Mo te lo spiego: perchè dal paladino che voleva affossare “Roma ladrona”, il sottoscritto come il popolo leghista, non ammettono un comportamento incoerente in linea con il tipico modo arraffone di interpretare la politica vecchia maniera.
Ed in parte è la critica che ho mosso al leghista Molgora che incassa 3 stipendi pubblici a 4 zeri, cosa che non succedeva nemmeno ai tempi dei democristiani. La qual cosa ha fatto incavolare soprattutto a destra.
circa 7 mesi fa
Della serie: “Volevano cambiare lo stato, in verde padano, invece lo stato è rimasto al verde e basta.”
circa 7 mesi fa
RESTANDO, NEL TEMA DEI LADRI DI IDENTITA’, SEGNALO IL SEGUENTE ARTICOLO IN PRIMA PAGINA SUL SOLE 24 ORE DI SABATO 06.02.2010
RUBARE L’IDENTITA’ AL DISABILE PER UN PERMESSO DI SOGGIORNO
di Manganaro Angela
Una ragazza moldava di 27 anni ruba l’identità di un trentenne disabile e ne fa il suo datore di lavoro per ottenere un permesso di soggiorno come badante. La truffa nata da un mix di norme, provedure online e violazione di banche dati, arriva due settimane fa nella perifieria di Milano, nella cassetta delle lettere della signora Sandra.
Sessant’anni madre di un figlio invalido al 100% che accudisce da otto anni con l’aiuto dei familiari e del centro psichicosociale, Sandra riceve una lettera dall’Inps che chiede di versare i contributi per la badante: la domanda di regolarizzazione risulta partita il 24 settembre, l’Inps chiede di pagare terzo e quarto trimestre 2009, 830 euro in tutto.
“Siamo stupiti: nessuno della famiglia ha mai fatto richiesta, nè si è rivolta a sindacati o patronati” racconta.
Sandra va alla Questura di Quarto Oggiaro, sporge querela per truffa, scopre che non è l’unica: “Vedo una fila di una ventina di persone nella mia stessa condizione”.
In questura nessuno si stupisce più di tanto: hanno visto “energumeni” chiedere permessi di soggiorno come badanti, si aspettano di tutto. Nè si stupisce l’avvocato esperto di immigraizone “La sanatoria 2009 per colf e badanti chiedeva poche informazioni del datore” spiega l’avvocato.
“Per inviare la domanda online bastavano nome, cognome, indirizzo, codice fiscale, numero della carta di identità. Se dietro c’è una truffa, di solito poi si manda una comunicazione in cui si dice di non aver più interesse ad assumere”.
Intanto però la ragazza moldava rimane in italia finoa quando non viene convocata in prefettura per firmare il contratto di soggiorno: con la ricevuta in mano ed in attesa di essere chiamata non può essere rispedita a casa. Le lentezze burocratiche agli sportelli fanno il resto: concedono altro tempo per rimanere nella zona grigia.
Stavolta la truffa è stata scoperta in pochi mesi, grazie alla fretta dell’Inps.
In passato i bollettini per pagare i contributi erano inviati a contratto concluso, adesso l’Istituto di previdenza non ha perso tempo.
A dicembre ha diffuso un messaggio in cui annuncia che i bollettini sono già in viaggio.
Lo scopo dichiarato è evitare che i datori di lavoro “accumulino debito”.
Insomma: pagate a poco a poco ma subito.
Se ne giovano tutti: i datori e le casse pubbliche che da questa sanatoria aspettavano almeno 500mila domande di regolarizzazione contro le 300mila arrivate.
Se n’è giovata, ma per tutt’altri motivi, la signora Sandra che ha bloccato in tempo la aldra dell’indentità del figlio.
Rimane da capire come una ragazza moldava, in cerca di fortunao condannata alla strada, abbia incrociato il suo destino con quello di un ragazzo la cui malattia (codice, patologia, tipo di assistenza) dovrebbero essere gelosamente custodita in un registro dell’Asl.
AD UN MIO CONOSCENTE DI BARBARANO, MOLTO CONOSCIUTO ANCHE A GARDONE RIVIERA, E’ SUCCESSA LA STESSA COSA.
circa 7 mesi fa
Anch’io sono a conoscenza di una bolletta di pagameno di contributi inviata dall’Inps, per una badante inesistente, ad una famiglia di Fasano.
Purtroppo è successo.
Devo però anche dire che anch’io ogni mattina, sempre a Fasano, “vedo una fila di una ventina di persone straniere, per lo più badanti, che dedicano la loro vita per molti mesi l’anno, (la vita, ossia 24 ore su 24, e non le 8 ore come tutti i lavoratori normali) lontano dalla famiglia, sacrificando tutto ciò che di più caro hanno nei loro paesi.
Se si sommano le cose giuste, utili, indispensabili a migliorare la qualità della vita dei nostri connazionali inabili ed anziani, a volte sottopagate o non retribuite secondo i diritti ed i contributi acquisiti e le cose sbagliate che a volte i giornali segnalano, si noterà che la bilancia pende in modo preponderante solo da una parte per “il peso” che lavorare con impegno comporta.
Detto ciò, per le badanti auspico una convivenza sociale fondata
sul rispetto, di tutti i soggetti interesati… anche da parte loro.
circa 7 mesi fa
UN PAESE CIVILE DOVREBBE OCCUPARSI DEI PROPRI ANZIANI, DEI DISABILI ECC. SENZA PROMUOVERE, AGEVOLARE, CONSIGLIARE LA “TRATTA” DEI BIANCHI E DEI NON BIANCHI.
E’ INFATTI PROFONDAMENTE INGIUSTO CHE MILIONI DI PERSONE SI SPOSTINO PER MIGLIAIA DI KILOMETRI, COSI’ COME E’ PROFONDAMENTE INGIUSTO CHE UN PAESE, CHE VORREBBE DEFINIRSI CIVILE, ABBIA BISOGNO DEGLI “SCHIAVI” PER EROGARE DEI SERVIZI CHE GLI COMPETONO.
E’ LA FAMOSA APERTURA DEL “VASO DI PANDORA” CHE HA GENERATO UN’INFINITA NEGATIVITA’ A TUTTI……….ESCLUSI COLORO CHE CI “GUADAGNANO” SU DETTA “TRATTA” E CHE SI CROGIOLANO NELLA LORO FALSA “SOLIDARIETA’”….CHE HA SOPRATTUTTO FINI DI LUCRO !!
circa 7 mesi fa
Su questo tema la penso, in parte, come SANTINI.
Ho studiato l’argomento, che pur con tutte le attenzioni possibili che merita, più si rivela di una notevole complessità, data dall’aumento progressivo della longevità nella popolazione.
Un dato positivo, può essere fonte di rilevanti problemi, in assenza di una programmazione nel lungo periodo. I problemi riguardano sia l’assistenza agli anziani, sia l’aspetto pensionistico.
Innanzitutto le carenze su un aspetto della vita sociale, non autorizzano a demonizzare tout court, l’alternativa che fortunatamente esiste e che sostituisce e risolve le carenze assistenziali evidenziate.
Poco saggio cercare il pelo nell’uovo sulla presenza delle badanti, per qualche sporadica incongruenza, quando ogni badante, in ogni famiglia di fatto, svolge in larga misura ciò che svolge la Casa di Riposo. E se vi sembra poco, con i sacrifici personali, di cui ho già parlato…
Inoltre mai dimenticare che per le badanti, svolgere questo compito è fonte, quanto mai provvidenziale di sostentamento.
Per risolvere la “tratta delle schiave”, bisognerebbe però individuare ed offrire un’alternativa allo sfruttamento.
Ed ho anche la soluzione di questo problema. Ma andiamo in ordine.
Il problema tende a peggiorare con l’aumento della popolazione anziana.
Qualhe anno fa, sui giornali, avevo proposto di convertire le Case di Riposo, in strutture geriatriche, convenzionate con il servizio sanitario nazionale, così che sulle famiglie pesasse il pagamento di una retta sotto forma di ticket, da quantificare in base all’ammontare del reddito pensionistico. Oggi credo a maggior ragione che la proposta sia ancora più valida, considerando che in tutta Italia, molti vecchi ospedali vengono dismessi e dirottati verso la speculazione edilizia, mentre sul fronte geriatrico siamo un paese che sta affondando, sprofonando nell’inadeguatezza della rete degli ospizi pubblici o semi pubblici, salvati per miracolo, dalla presenza “largamente immeritata” delle badanti. Ci fosse almeno il buon senso di apprezzare il bene ricevuto.
Qualche anno fa contestai il ministro Sirchia che proponeva la chiusura dei vecchi ospedali e la conversione in ospizi, osservando che una mossa simile, di punto in bianco, avrebbe messo in crisi l’erogazione dei servizi, del Servizio sanitario nazionale. Dopo quasi un decennio, con l’aumento esponenziale della popolazione anziana e l’aumento delle relative carenze strutturali; la dismissione di molti servizi ospedalieri pubblici a favore delle strutture private, e la vendita dei vecchi immobili ospedalieri, a vantaggio della speculazione edilizia, con tutti i poblemi che si dovranno affrontare sul fronte dell’assistenza agli anziani, è necessario, anzi indispensabile che i vecchi immobili ospedalieri siano utilizzati allo scopo.
Dicevo sopra che ho la soluzione del problema dello sfruttamento delle badanti. Infatti con l’aumento della disponibilità di posti letto, nelle Casa per anziani ricavate nei vecchi immobili ospedalieri, servirà nuovo personale infermieristico ed inservientistico. Le badanti proprio per l’esperienza maturata, potranno a pieno titolo occupare i posti di lavoro, nelle nuove case di riposo che proprio loro con grande disponibilità, in precedenza hanno sostituito?
circa 7 mesi fa
Mi scuso con i lettori per non essere stato troppo chiaro, avendo scritto un pò troppo in fretta.
Riepilogo, la proposta, nei punti essenziali.
1 – Convertire le strutture assistenziali (RSA)in ospedali geriatrici residenziali, con personale medico integrato a ruolo, convenzionate con il Servizio Sanitario Nazionale, per le strutture private o appartenenti allo stesso, nel caso di strutture pubbliche.
2 – Istituire un ticket da quantificare in fasce di reddito, in base all’ammontare del reddito pensionistico, che comprenda l’indennità di accompagnamento.
3 – Convertire gli immobili ospedalieri o delle Asl, più idonei, in fase di dismissione o dismessi, negli ospedali geriatrici residenziali di cui sopra, in modo da ampliare l’offerta.
4 – Considerare, data la carenza di disponibilità di personale infermieristico ed inservientistico su tutto il territorio nazionale, anche la possibilità di assumere lavoratrici o lavoratori che abbiano svolto il compito di assistenza agli anziani, nelle abitazioni private.
Detto questo aggiungo che il “badantato” sopravvive non solo per le necessità che ben conosciamo, ma anche per una distorta concezione delle strutture preposte all’assistenza agli anziani, molto frequente tra la popolazione.
La Casa di Riposo, l’ospizio, la RSA, comunque si chiami, è spesso vista come il disastro esistenziale, a cui occorre opporsi, salvo esservi portati quando ormai l’autosufficienza è una facoltà impraticabile.
Su questo tema, nel caso si decida un ampliamento ed un potenziamento, ormai improrogabile, delle strutture geriatriche residenziali, sarebbe indispensabile un supporto mediatico per convincere al cambiamento della mentalità, e mettere in risalto attraverso una pubblicità progresso su vasta scala, l’amore e la dedizione riservate ai pazienti.
circa 6 mesi fa
Ringrazio Renzo Santini per i recenti, ottimi, ispirati interventi.
circa 4 mesi fa
Un paio di notizie che sono sfuggite a Santini e ad altri già attentissimi commentatori degli orribili crimini dei ladri d’identità extracomunitari.
Forse non erano in prima pagina sul Sole24h.
Del resto qui si tratta solo di una bambina morta senza cure. Ma era, appunto, extracomunitaria.
E poi di una quarantina di pericolosi soggetti che pretendevano di mangiare a gratis.
Erano bambini? E non erano neanche tutti extracomunitari? E allora?!? Erano comunque dei morti di fame (figurativamente, per ora) e questo è già un reato! Non ancora, dite? Niente paura … non per molto … legalità e tolleranza zero! E che diamine.
Poi c’è pure il provocatore comunista che ha la spudoratezza di pagare la mensa di sti’ disgraziati. Lui, vigliaccamente, dice di votare Formigoni … seee … come non li riconoscessimo, noi, i valori cristiani. Quelli in banca voglio dire.
circa 4 mesi fa
Notizia n. 1
http://razzismoitalia.blogspot.com/2010/04/cure-negate-senza-tessera-sanitaria.html
lunedì 12 aprile 2010
Cure negate senza tessera sanitaria muore a 13 mesi bimba nigeriana
Rifiutata dall’ospedale perché le era scaduta la tessera sanitaria, una bambina nigeriana di 13 mesi muore poche ore dopo. Il padre, in regola con il permesso di soggiorno, aveva appena perso il lavoro e non poteva rinnovare il documento che forse avrebbe strappato la piccola alla morte. «Uccisa dalla burocrazia», dicono gli amici della coppia, che in 200 hanno sfilato per le vie di Carugate, hinterland di Milano, dove la famiglia vive.
«I medici avrebbero potuto salvarla se non si fosse perso tutto quel tempo e se le cure fossero state adeguate. Se fosse stata italiana questo non sarebbe successo», grida ora Tommy Odiase, 40 anni, in Italia dal 1997. Chiede giustizia mentre stringe la mano della moglie Linda, di nove anni più giovane.
La notte del 3 marzo la piccola Rachel sta male, è preda di violenti attacchi di vomito. I genitori, spaventati, chiamano il 118. Arriva un’ambulanza che li trasporta al pronto soccorso dell’Uboldo di Cernusco sul Naviglio. Il medico di turno, in sei minuti, visita la paziente e la dimette prescrivendole tre farmaci. «Non l’ha nemmeno svestita», racconta la mamma. Sul referto medico si leggono poche parole: «Buone condizioni generali». Sono riportati anche gli orari di ingresso (00.39) e di uscita (00.45).
Il quartetto, con loro c’è anche la figlia più grande, di due anni e mezzo, gira in cerca della farmacia di turno. Ma le medicine sono inutili e alle 2 di notte l’uomo torna al pronto soccorso. Vuole che qualcuno si occupi della figlia, che sta sempre più male. «Il personale ci risponde che “la bambina ha la tessera sanitaria scaduta, non possiamo visitarla ancora o ricoverarla”», denuncia il 40enne. «Un fatto di una gravità assoluta — sottolinea l’avvocato della famiglia, Marco Martinelli — Dobbiamo capire se esistono direttive precise per casi come questo».
In mano Tommy Odiase ha un permesso di soggiorno da residente da rinnovare ogni sei mesi ma che scade in caso di disoccupazione. Il nigeriano, per ottenere il rinnovo della tessera sanitaria propria e delle figlie, doveva presentare una serie di documenti che ne attestassero la posizione, fra i quali la busta paga dell’ultimo mese. Licenziato solo sei settimane prima, la pratica si è trasformata in un incubo.
Davanti al rifiuto dei medici, l’ex operaio diventa una furia. Urla, vuole attenzione. Qualcuno dall’ospedale chiama i carabinieri per farlo allontanare. Forse dall’altra parte della cornetta ricordano che pochi giorni prima all’ospedale di Melzo, stessa Asl, era morto un bimbo albanese di un anno e mezzo rimandato a casa dal pronto soccorso. L’intervento dell’Arma risolve momentaneamente la situazione: Rachel viene ricoverata in pediatria.
Sono le 3 di notte, «ma fino alle otto del mattino nessuno la visita e non le viene somministrata alcuna flebo, nonostante nostra figlia avesse fortissimi attacchi di dissenteria e non riuscisse più a bere nulla», raccontano i genitori. Nel tono della voce rabbia e dolore si mischiano. La sera del giorno dopo la situazione è critica, tanto che oltre alla flebo accanto al letto spunta un monitor per tenere sotto costante controllo il battito cardiaco. Alle cinque e mezza il cuore della bambina si ferma, dopo 30 minuti di manovre di rianimazione viene constatato il decesso.
I carabinieri acquisiscono le cartelle cliniche, gli Odiase presentano una denuncia per omicidio colposo a carico dei medici e dell’ospedale, la Procura di Milano apre un’inchiesta con la stessa accusa contro ignoti. Ora si attendono i risultati dell’autopsia, pronti per il 12 maggio.
Fonte: Repubblica
circa 4 mesi fa
Notizia n. 2
Da repubblica.it
NIENTE MENSA BIMBI MOROSI: ANONIMO SALDA DEBITO 10.000 EURO
Inaspettato epilogo della vicenda della mensa scolastica nel Comune di Adro (Brescia) dove la giunta leghista, subito dopo il rientro dalle ferie pasquali, aveva precluso il servizio a 42 bambini figli di famiglie (in larga maggioranza immigrate) non in regola con il pagamento delle rette. Un cittadino del luogo che ha preferito rimanere anonimo ha messo mano al portafogli e saldato il debito – quasi 10mila euro – scrivendo una dura lettera al Comune: ‘Io non ci sto (e’ il titolo della missiva) sono figlio di un mezzadro che non aveva soldi ma un infinito patrimonio di dignita’. Ho vissuto i primi anni di vita in una cascina come quella del film l”albero degli zoccoli’. Ho studiato molto e ho ancora intatto il patrimonio di dignita’, inoltre ho guadagnato soldi per vivere bene. Per questo ho deciso di saldare il debito dei genitori di Adro’. .
Il testo completo della lettera si trova su
http://www.marcellosaponaro.it/blog/2010/04/12/un-cittadino-di-adro/comment-page-1/#comment-11930
Io non ci sto
Sono figlio di un mezzadro che non aveva soldi ma un infinito patrimonio di dignità. Ho vissuto i miei primi anni di vita in una cascina come quella del film “L’albero degli zoccoli”. Ho studiato molto e oggi ho ancora intatto tutto il patrimonio di dignità e inoltre ho guadagnato i soldi per vivere bene. E’ per questi motivi che ho deciso di rilevare il debito dei genitori di Adro che non pagano la mensa scolastica.
A scanso di equivoci, premetto che:
- Non sono “comunista”. Alle ultime elezioni ho votato per FORMIGONI. Ciò non mi impedisce di avere amici dì tutte le idee politiche. Gli chiedo sempre e solo la condivisione dei valori fondamentali e al primo posto il rispetto della persona.
- So perfettamente che fra le 40 famiglie alcune sono di furbetti che ne approfittano, ma di furbi ne conosco molti. Alcuni sono milionari e vogliono anche fare la morale agli altri. In questo caso, nel dubbio sto con i primi. Agli extracomunitari chiedo il rispetto dei nostri costumi e delle nostre leggi, ma lo chiedo con fermezza ed educazione cercando di essere il primo a rispettarle. E tirare in ballo i bambini non è compreso nell’educazione.
Ho sempre la preoccupazione di essere come quei signori che seduti in un bel ristorante se la prendono con gli extracomunitari. Peccato che la loro Mercedes sia appena stata lavata da un albanese e il cibo cucinato da un egiziano. Dimenticavo, la mamma è a casa assistita da una signora dell’Ucraina.
Vedo attorno a me una preoccupante e crescente intolleranza verso chi ha di meno. Purtroppo ho l’insana abitudine di leggere e so bene che i campi di concentramento nazisti non sono nati dal nulla, prima ci sono stati anni di piccoli passi verso il baratro. In fondo in fondo chiedere di mettere una stella gialla sul braccio agli ebrei non era poi una cosa che faceva male.
I miei compaesani si sono dimenticati in poco tempo da dove vengono. Mi vergogno che proprio il mio paese sia paladino di questo spostare l’asticella dell’intolleranza di un passo all’anno, prima con la taglia, poi con il rifiuto del sostegno regionale, poi con la mensa dei bambini, ma potrei portare molti altri casi.
Quando facevo le elementari alcuni miei compagni avevano il sostegno del patronato. Noi eravamo poveri, ma non ci siamo mai indignati. Ma dove sono i miei compaesani, ma come è possibile che non capiscano quello che sta avvenendo?
Che non mi vengano a portare considerazioni “miserevoli”. Anche il padrone del film di cui sopra aveva ragione. La pianta che il contadino aveva tagliato era la sua. Mica poteva metterla sempre lui la pianta per gli zoccoli. (E se non conoscono il film che se lo guardino..)
Ma dove sono i miei sacerdoti. Sono forse disponibili a barattare la difesa del crocifisso con qualche etto di razzismo. Se esponiamo un bel rosario grande nella nostra casa, poi possiamo fare quello che vogliamo?
Vorrei sentire i miei preti “urlare”, scuotere l’animo della gente, dirci bene quali sono i valori, perché altrimenti penso che sono anche loro dentro il “commercio”.
Ma dov’è il segretario del partito per cui ho votato e che si vuole chiamare “partito dell’amore”. Ma dove sono i leader di quella Lega che vuole candidarsi a guidare l’Italia.
So per certo che non sono tutti ottusi ma che non si nascondano dietro un dito, non facciano come coloro che negli anni 70 chiamavano i brigatisti “compagni che sbagliano”.
Ma dove sono i consiglieri e gli assessori di Adro? Se credono davvero nel federalismo, che ci diano le dichiarazioni dei redditi loro e delle loro famiglie negli ultimi 10 anni. Tanto per farci capire come pagano le loro belle cose e case.
Non vorrei mai essere io a pagare anche per loro. Non vorrei che il loro reddito (o tenore di vita) Venga dalle tasse del papa di uno di questi bambini che lavora in fonderia per 1200 euro mese (regolari).
Ma dove sono i miei compaesani che non si domandano dove, come e quanti soldi spende l’amministrazione per non trovare i soldi per la mensa. Ma da dove vengono tutti i soldi che si muovono, e dove vanno?
Ma quanto rendono (o quanto dovrebbero o potrebbero rendere) gli oneri dei 30.000 metri cubi del laghetto Sala. E i 50.000 metri della nuova area verde sopra il Santuario chi li paga? E se poi domani ci costruissero? E se il Santuario fosse tutto circondato da edifici? Va sempre bene tutto?
Ma non hanno il dubbio che qualcuno voglia distrarre la loro attenzione per fini diversi. Non hanno il dubbio di essere usati? E’ già successo nella storia e anche in quella del nostro paese.
Il sonno della ragione genera mostri.
Io sono per la legalità. Per tutti e per sempre. Per me quelli che non pagano sono tutti uguali, quando non pagano un pasto, ma anche quando chiudono le aziende senza pagare i fornitori o i dipendenti o le banche. Anche quando girano con i macchinoni e non pagano tutte le tasse, perché anche in quel caso qualcuno paga per loro.
Sono come i genitori di quei bambini. Ma che almeno non pretendano di farci la morale e di insegnare la legalità perché tutti questi begli insegnamenti li stanno dando anche ai loro figli.
E chi semina vento, raccoglie tempesta!
I 40 bambini che hanno ricevuto la lettera di sospensione servizio mensa, fra 20/30 anni vivranno nel nostro paese. L’età gioca a loro favore. Saranno quelli che ci verranno a cambiare il pannolone alla casa di riposo. Ma quei giorno siamo sicuri che si saranno dimenticati di oggi?
E se non ce lo volessero più cambiare? Non ditemi che verranno i nostri figli perché il senso di solidarietà glielo stiamo insegnando noi adesso. E’ anche per questo che non ci sto.
Voglio urlare che io non ci sto. Ma per non urlare e basta ho deciso di fare un gesto che vorrà dire poco, ma vuole tentare di svegliare la coscienza dei miei compaesani.
Ho versato quanto necessario a garantire il diritto all’uso della mensa per tutti i bambini, in modo da non creare rischi di dissesto finanziario per l’amministrazione, in tal modo mi impegno a garantire tutta la copertura necessaria per l’anno scolastico 2009/2010.
Quando i genitori potranno pagare, i soldi verranno versati in modo normale, se non potranno o vorranno pagare il costo della mensa residuo resterà a mio totale carico. Ogni valutazione dei vari casi che dovessero crearsi è nella piena discrezione della responsabile del servizio mensa.
Sono certo che almeno uno di quei bambini diventerà docente universitario o medico o imprenditore o infermiere e il suo solo rispetto varrà la spesa.
Ne sono certo perché questi studieranno mentre i nostri figli faranno le notti in discoteca o a bearsi con i valori del “grande fratello”.
Il mio gesto è simbolico perché non posso pagare per tutti o per sempre e comunque so benissimo che non risolvo certo i problemi di quelle famiglie.
Mi basta sapere che per i miei amministratori, per i miei compaesani e molto di più per quei bambini sia chiaro che io non ci sto e non sono solo.
Molto più dei soldi mi costerà il lavorio di diffamazione che come per altri casi verrà attivato da chi sa di avere la coda di paglia. Mi consola il fatto che catturerà soltanto quelle persone che mi onoreranno del loro disprezzo.
Posso sopportarlo. L’idea che fra 30 anni non mi cambino il pannolone invece mi atterrisce.
Ci sono cose che non si possono comprare. La famosa carta di credito c’è, ma solo per tutto il resto.
Un cittadino di Adro
circa 4 mesi fa
Ma il Sole è ancora vivo e lotta insieme a noi!
Ecco il titolo (nella sezione “Economia e lavoro”, ovviamente): “Anonimo benefattore paga la mensa ai bambini di Adro e attacca la politica, polemiche”.
http://www.ilsole24ore.com/art/SoleOnLine4/Economia%20e%20Lavoro/2010/04/adro-mensa-benefattore.shtml
A chiusura del pezzo, le nobili parole del Sindaco di Adro:
«Tutte le altre famiglie, quelle che fino a oggi hanno pagato regolarmente, affrontando anche sacrifici per farlo, sono sul piede di guerra. Mi hanno riferito che questa mattina davanti alla scuola c’è un assembramento di genitori che sono molto arrabbiati. Addirittura nella notte sono stati messi degli striscioni di protesta, tra cui uno su cui c’era scritto ‘mangiare pane a tradimento’. E poi il problema non è risolto, è soltanto spostato. So bene che con il nuovo anno scolastico il problema si ripresenterà, per intero».
Li faremo morire di fame l’anno prossimo?
circa 4 mesi fa
RIBADISCO CONCETTI CHE HO GIA’ SOTTOLINEATO IN ALTRI INTERVENTI.
TUTTI DEVONO RISPETTARE LA LEGGE.
I MEDICI, I SINDACI ECC. ECC.
IO APPREZZO IL FATTO CHE UN ABITANTE DI ADRO ANTICIPI PER ALTRI IL DENARO….IL PROPRIO DENARO….E NON NE FACCIO UNA QUESTIONE POLITICA COME QUALCUN ALTRO….QUEL SIGNORE FA CIO’ CHE VUOLE DEL PROPRIO DENARO.
L’ITALIA E’ STATA PREPARATA ALL’INVASIONE EXTRACOMUNITARIA…..INCONTROLLATA…..DOVE MOLTI CHE VENGONO QUI PENSANO CHE SIA LORO TUTTO DOVUTO ?…..E QUALCUNO GLIELO FA PURE CREDERE.
SOLO DIRITTI ?
ANCHE PER IL 35% DI DETENUTI EXTRACOMUNITARI…SU UNA POPOLAZIONE EXTRACOMUNITARIA DI CIRCA IL 5% SUL TOTALE NAZIONALE…..DELINQUONO SETTE VOLTE DI PIU’ ?
HO VISTO SU ADRO UN PEZZO DI SERVIZIO IN TV ED UNA SIGNORA ISLAMICA…FORSE CASALINGA…SI LAMENTAVA CHE 40-50 EURO AL MESE PER LA MENSA SONO TROPPI.
QUANDO ERO BAMBINO E ANDAVO ALL’ASILO MIA MADRE MI PREPARAVA IL CESTINO CON IL CIBO PER IL PRANZO…E CHI NON VOLEVA O POTEVA PRANZARE ALL’ASILO ANDAVA A CASA DALLA MAMMA, DALLA NONNA O DALLA ZIA.
IL SINDACO DI ADRO E NON SOLO QUELLO DEVE RISPETTARE LA LEGGE E SPENDERE IN MODO CORRETTO IL DENARO DEI PROPRI CITTADINI……O QUALCUNO POTREBBE DENUNCIARLO…ANCHE ALLA CORTE DEI CONTI….E LUI DOVREBBE RIFONDERE IL DENARO.
E COMUNQUE CHE BELLO SAREBBE TUTTO GRATIS PER TUTTI…..MA PENSO SIA SOLO UN SOGNO……PURTROPPO NON REALIZZABILE !
circa 4 mesi fa
…DIMENTICAVO…
COLORO CHE HANNO DETERMINATI REDDITI SOTTO CERTE SOGLIE POSSONO AVVALERSI DEGLI ASSISTENTI SOCIALI, DEI PATRONATI ECC, ….INOLTRARE LE RELATIVE DOMANDE PER POTER USUFRUIRE DI SERVIZI PUBBLICI O PER L’ACQUISTO DI FARMACI ECC…ANCHE A COSTO ZERO….
COLORO CHE NON PAGANO LA MENSA HANNO QUESTI REQUISITI…DI LEGGE…?….OPPURE NO ?